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Claudia Fuggetti, una fotografa punk per il clubbing milanese

«Fotografando scopro momenti che nascondono un’aura. In quell’istante mi riconnetto con gli altri, senza non ci riuscirei», racconta l'autrice del progetto 'Nite Clubberz', un reportage sui circoli underground della città

Nite Clubberz © Claudia Fuggetti

Fotografa pugliese trasferita a Milano per studiare, Claudia Fuggetti non vive passivamente quello che la circonda, ma è sempre alla ricerca di momenti autentici che registra con la sua macchina fotografica. Su Black Camera la storia del suo ultimo progetto Nite Clubberz, ode al mondo dei club come luogo di libertà dell’espressione individuale.

Nite Clubberz © Claudia Fuggetti

Come è iniziato il tuo percorso artistico?
Credo sia iniziato con la scoperta del punk intorno ai 14 anni. Caricavo i miei scatti su Myspace e, notando un buon riscontro, ho capito che quello era il mio linguaggio artistico. Così, dopo la laurea triennale in Beni Culturali, ho fatto richiesta per una borsa di studio alla NABA di Milano, vincendola. Durante il mio primo periodo in città, ho collaborato con Filippo Romano e Delfino Sisto Legnani poi con Collateral. Questa esperienza mi ha dato la possibilità di fotografare alcuni eventi musicali – un mio piccolo sogno nel cassetto – tra cui Club to Club 2018. Dopo questa esperienza ho deciso di concentrarmi sul mondo dei club, cercando di catturare il mood e l’attitudine che si esprime in quei luoghi. Alcuni miei progetti sono stati pubblicati in vari magazine come Perimetro, dove ho esposto un lavoro incentrato su via Padova.

Parlaci del progetto Nite Clubberz. Come nasce e cosa vuole raccontare?
Il titolo è un’espressione slang: volevo restituire al lavoro un po’ della sua natura underground. Il mio sguardo è sempre stato distaccato, perché mi sento distante dalle cose anche quando le vivo in prima persona. La fotografia mi permette di entrare in empatia con le persone, le situazioni, ma soprattutto con i momenti che nascondono un’aura. In quell’istante, attraverso la fotografia, mi riconnetto con gli altri. Quando sono arrivata a Milano cercavo dei posti autentici, non preconfezionati. Volevo ritrovare l’atmosfera in cui sono cresciuta, cioè quella dei circoli underground dove ci sono ragazzi che sentono di avere una missione, che non vogliono solo estraniarsi dalla realtà o divertirsi. Ho riconosciuto questa atmosfera al Tempio del Futuro Perduto, uno spazio che non è né locale né un centro sociale, ma qualcosa di nuovo e che secondo me mancava nella scena milanese. Nite Clubberz è un progetto sull’attitudine delle persone in quel luogo, che durante la notte si sentono più libere di esprimersi naturalmente.

Nite Clubberz © Claudia Fuggetti

Che tipo di persone hai trovato?
Un po’ di tutto, ho legato molto con una ragazza americana che era venuta qui a studiare, durante una serata in cui stavo supportando un amico che ha un’etichetta – la Sound Anarchy – e si respirava un’energia speciale. Nei miei scatti io non giudico niente e nessuno, ma immortalo dei momenti, esploro le luci e il mood.

E qual è il tuo legame con la musica?
La musica per me è quasi una filosofia. Quando è fatta con il cuore, quando è vera, diventa uno stile di vita e aiuta gli altri a vivere meglio.  Nel mio lavoro mi interessa riuscire a trasmettere le emozioni non esplicite, quegli attimi in cui stai ballando e la musica è la tua personale colonna sonora. Vorrei che le persone, osservando le mie immagini, ne percepissero il ritmo, perché l’arte non fa distinzioni.

Nite Clubberz © Claudia Fuggetti

Cosa ascolti ultimamente?
Sono molto umorale con la musica: alcune mattine mi sveglio con la voglia di ascoltare Wagner o Debussy, ma nella mia playlist potrei mettere di tutto: Elena Colombi, Salmo, Rammstein, Dead Kennedys, Aphex Twin, e potrei andare avanti all’infinito

L’ultimo ascolto?
Questa mattina ero un po’ malinconica e ho messo i Wise Blood, che ho visto live tempo fa al Fabrique. Show bellissimo, che mi ha emozionato davvero tanto.

 

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