SI FEST: 30 anni d’amore per la fotografia | Rolling Stone Italia

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SI FEST: 30 anni d’amore per la fotografia

Lo storico festival di Savignano sul Rubicone compie trent'anni e si prepara a presentare, dal 10 settembre, un'edizione speciale, con un ricchissimo palinsesto di mostre, eventi e iniziative culturali

© Marco Pesaresi, I Megastore

Buon compleanno, SI FEST! Compie trent’anni il festival di Savignano sul Rubicone, uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della fotografia, tra i più longevi e affermati in Italia: era il 1992 quando, sotto la direzione artistica di Lanfranco Colombo, la piazza della cittadina romagnola si animava con mostre, eventi, letture portfolio e molto altro. Un anniversario importante, che capita durante un periodo storico delicato, che ha sconvolto il corso delle vite di milioni di persone, mettendo in discussione valori ormai acquisiti riguardo la quotidianità, il lavoro, la natura e le relazioni. È per queste ragioni che Denis Curti, attuale direttore artistico del SI FEST, ha scelto di dedicare la trentesima edizione ai temi del presente, partendo dal nostro passato e cercando di dare una volto al futuro, con un titolo che accoglie i diversi sguardi: FUTURA. I domani della fotografia. FUTURA al femminile, come tanta fotografia di oggi e di domani, ma anche FUTURA senza distinzione di genere, alla latina, come il plurale delle cose destinate a esistere e pronte a venire alla luce. Da sempre la fotografia è stata lo strumento prediletto per sondare, scoprire e portare alla luce ciò che non era ancora evidente ai più, per portarci in mondi lontani o anche solo per rivelare la verità nei mondi a noi vicini.

© Arno Rafael Minkkinen, Grand Canyon, Arizona, 1995, Uguale ma diverso. Same But Different

La riflessione sulla natura e sull’impatto dell’uomo su di essa inizia con la mostra Uguale ma diverso. Same But Different, del finno-americano Arno Rafael Minkkinen, che da oltre cinquant’anni si dedica all’autoritratto, fondendosi con il paesaggio selvaggio e naturale, per ribadire che l’uomo non è che una parte infinitesimale di un ecosistema molto complesso. Lo stesso ecosistema ripreso dalle immagini di Esther Horvath in POLARNIGHT, progetto fotografico realizzato durante la più grande spedizione artica di tutti i tempi. Per quattro mesi l’autrice è stata a bordo di una nave rompighiaccio tedesca che doveva raccogliere dati sull’atmosfera, l’oceano e i processi biogeochimici per elaborare modelli climatici globali. Le sue immagini ci restituiscono non soltanto gli straordinari paesaggi polari e la sensazione destabilizzante di vivere dentro una notte infinita, ma anche la vita quotidiana dell’equipaggio, i loro rapporti e la fondamentale capacità di adattamento dell’uomo quando si trova di fronte all’immensità della natura.

© Esther Horvath – Polarnight

Già trenta anni fa, alla prima edizione del Festival, Mario Vidor aveva portato le sue poetiche immagini che ritraevano l’immensità e la poesia dell’acqua: in Riflessi sull’acqua, riproposta per questo compleanno speciale, Vidor aveva voluto testimoniare la magia dei riflessi sulla superficie, una sorta di contemplazione di un elemento fondamentale per la vita della Terra. Da subito infatti il Festival ha dimostrato una sensibilità per i problemi ambientali e sociali ospitando in piazza i temi che ancora lo caratterizzano a distanza di trent’anni. Fil rouge di questi progetti è il rispetto e l’ammirazione per una natura di cui si percepisce la forza e verso la quale ci si pone in maniera reverente, per accoglierla e venirne accolti, consapevoli che il nostro futuro dipende dalla cura che ce ne prenderemo. Lo stesso futuro che invece sembra mancare in DREAMS di Elena Givone, che propone un fotoreportage nelle zone abitate dalla disperazione: le favelas di Florianopols e il carcere minorile di Salvador de Bahìa, l’arido Mali e gli orfanotrofi in Myanmar, le zone più povere in Sri Lanka e Ucraina e le macerie di Aleppo. La Givone, invece di raccontare il dolore degli altri, ci invita a immaginare un mondo in cui ognuno possa trovare speranza: così nel vuoto, nella solitudine, nell’assenza di umanità ritrova il valore di un sogno, con un tappeto che diventa magico e volante e da una lampada esce l’Aladino dei desideri. L’autrice trasforma il fotogiornalismo in una relazione basata sullo scambio reciproco, nel segno di una leggerezza conquistata a fatica, di calviniana memoria, che leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto. Elena Givone sarà anche la protagonista del SI FEST KIDS, con il suo laboratorio sui sogni gratuito e aperto a bambine e bambini dagli 8 agli 11 anni.

© Elena Givone – Dreams

Un approccio simile, empatico e rispettoso, che permette di entrare in sintonia con le persone che si vuole ritrarre per mostrare la loro verità è quello che accomuna le cinque fotografe di Percorsi al femminile. Uno sguardo sul domani, la mostra curata da Alessia Locatelli in collaborazione con la Biennale della Fotografia Femminile di Mantova. Federica Belli, Francesca Cesari, Aida Silvestri, Francesca Todde e Sofia Uslenghi
si interrogano su temi strategici per un mondo diverso e possibile: la natura e il paesaggio, il lascito generazionale, la migrazione forzata e l’umanità futura che si troverà a gestire le sorti del pianeta. In mostra a Savignano sul Rubicone anche i vincitori dei premi dell’anno scorso: Giulia Gatti con Su mia madre tira vento si è aggiudicata il Premio Pesaresi 2020 con un progetto realizzato in America Latina sull’archetipo della madre; il progetto di Maria Cristina Comparato della Presenza ha vinto il Premio Portfolio Italia – Gran Premio Fujifilm 2020, grazie al suo percorso dalla scoperta della malattia all’integrazione di una nuova quotidianità; Lorenzo Zoppolato è il vincitore, con Le immagini di Morel, del riconoscimento sostenuto da Gruppo Ivas e famiglia Colonna, il Premio Portfolio Werther Colonna 2020. Alla mostra di questo suo diario di viaggio in Patagonia alla ricerca delle radici del realismo magico si aggiunge anche la presentazione della pubblicazione per Emuse realizzata col supporto del Premio.

© Francesca Cesari – In the Room – Percorsi al femminile. Uno sguardo sul domani

Reportage ma non solo, il SI FEST è da sempre aperto ad ogni forma di fotografia e quest’anno ospiterà anche la videoinstallazione Sarà perché la amo di Valentina Cenni, che pone l’accento sul trovare quanto di positivo esiste al mondo, i motivi per essere felici nonostante le immense difficoltà e gli ostacoli. I progetti che compongono questa speciale edizione del trentennale sono accomunati da una sensibilità e una integrità rare, l’anno e mezzo che è passato è stato intenso e difficile, ha sicuramente acuito le difficoltà che la sensibilità degli autori ha saputo fissare in immagini: lo smarrimento, la sensazione di spaesamento di fronte a qualcosa – natura o altro – più grande di noi, ma anche il silenzio e lo spazio per sentire, per andare oltre le proprie idee preconcette e forzate e guardare senza filtri ciò che accade. In collaborazione con La Repubblica e Reuters saranno raccontati anche trent’anni di accadimenti in 30×30. Una lunga storia per il nostro futuro, a cura di Denis Curti, Roberto Brognara e Mariaelena Forti, grazie alle prime pagine del giornale che ci ricorderanno gli eventi simbolo, di portata globale, ripercorrendo anche il periodo pre internet quando ancora le notizie non viaggiavano in tempo reale come oggi. Nella storia del SI FEST un ruolo centrale l’hanno sempre giocato le campagne e i censimenti fotografici, non a caso la popolazione di Savignano sul Rubicone è in assoluto la più fotografata di tutti i Comuni italiani. Quest’anno la mostra curata da Jana Liskova 241 metri è il risultato della campagna fotografica realizzata col supporto di Camping Villaggio Rubicone a Savignano Mare e affidata agli autori Alessandra Baldoni, Ilaria Ferrara, Bartolomeo Rossi, Francesco Rucci, ospitati dal Camping in residenza. Savignano sul Rubicone è ormai diventata per tutti, appassionati e addetti ai lavori, sinonimo di fotografia, per questo nella trentesima edizione del Festival non poteva mancare la mostra Luce in archivio. Percorsi visivi dai cataloghi fotografici di Palazzo Vendemini, a cura di Jessica Andreucci e Giuseppe Pazzaglia un omaggio all’archivio fotografico del Comune, che conta oltre 200.000 documenti, tra fotografie e cartoline postali storiche, immagini della sezione contemporanea, i censimenti e le campagne fotografiche e il fondo del reporter riminese Marco Pesaresi, recentemente acquisito dall’amministrazione comunale. Un focus dell’esposizione sarà dedicato ai trent’anni di attività del SI FEST (le prime edizioni, il backstage, i momenti più significativi) che contraddistingue l’attività di Savignano sul Rubicone nell’ambito della comunicazione visiva.

© Giulia Gatti – Su mia madre tira vento

A Savignano sul Rubicone saranno presentati in mostra i progetti vincitori della open call RESET. Il Sistema Festival Fotografia racconta la società contemporanea, indetta nell’ambito del bando Strategia Fotografia 2020, promosso della Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura (MiC). Il Sistema Festival Fotografia, la rete dei cinque maggiori festival di fotografia italiani – Fotografia Europea di Reggio Emilia, Cortona On The Move, SI FEST, Fotografia Etica di Lodi e Photolux di Lucca – ha lanciato una call sul tema della rigenerazione umana e urbana alla quale sono state affiancate una serie di attività in programma in ciascuno dei cinque festival volte ad approfondire la tematica in maniera interdisciplinare e a valorizzare a più livelli il lavoro dei vincitori. I progetti selezionati ed esposti a Savignano, tre lavori fotografici e un testo critico-curatoriale che riceveranno ciascuno anche un riconoscimento del valore di tremila euro, vedranno nelle giornate inaugurali del 10, 11 e 12 settembre 2021 la presentazione della pubblicazione edita da Postcart Edizioni dedicata all’intero progetto. Durante il trentennale sarà possibile vedere i risultati di questa riflessione e ricerca del Sistema Festival Fotografia sul territorio nazionale.

© Monia Marchionni – Rilegno, fotografia a sostegno del pianeta

Al ricco palinsesto del Festival si aggiungono lo spazio Casa UniBo, che accoglierà progetti sviluppati da studenti e docenti nell’ambito della collaborazione tra il SI FEST e l’Università di Bologna – Campus di Rimini, la valorizzazione delle immagini di Marco Pesaresi nel progetto I Megastore, grazie al lavoro dei ragazzi dell’Istituto Einaudi di Viserba, la mostra Dal selfie all’autoritratto, nata dal laboratorio di Mario Beltrambini e Susanna Venturi con i ragazzi dell’Istituto Marie Curie di Savignano sul Rubicone, e la proposta di Rilegno, il consorzio nazionale che coordina l’impiego e il riciclo degli imballaggi in legno, Fotografia a sostegno del pianeta, tutte mostre fruibili nel fine settimana inaugurale il 10, 11 e 12 settembre e nei successivi fine settimana, il 18 e 19 e il 25 e 26. Giornate durante le quali sarà possibile visitare anche le mostre del SI FEST OFF, a cura del collettivo Covisioni, raccolte sotto al titolo Indagine sulle relazioni durante la pandemia in Italia: il risultato della riflessione di quaranta fotografi attivi nelle venti regioni italiane sul mutare della condizione sociale e delle abitudini in Italia. SI FEST 2021, vista l’importanza dell’edizione, presenta al pubblico anche l’anteprima estiva UNDERGROUND (REVISITED) – Marco Pesaresi, la mostra a cura di Denis Curti e Mario Beltrambini sul reportage del fotografo riminese di Contrasto dedicato alle metropolitane del mondo e visitabile nei weekend all’ex Consorzio di Bonifica fino all’8 agosto. In questa trentesima edizione sono in programma anche numerosi appuntamenti, proiezioni e occasioni di incontro con fotografi e addetti ai lavori, tra questi l’immancabile lettura dei portfolio che contraddistingue la manifestazione sin dal suo esordio. Insomma, l’appuntamento a settembre a Savignano sul Rubicone è di quelli da non perdere.

30° edizione | 10, 11 e 12 settembre 2021
mostre visitabili anche il 18 e 19 settembre e il 25 e 26 settembre a Savignano sul Rubicone (FC)

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