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L’Italia riscopre la fotografia con dei numeri da record alle aste

Dopo anni nebulosi, finalmente, il mercato fotografico italiano ha preso piede e si preannuncia pieno di novità

Duomo Gotico Pungente © Maurizio Galimberti

Il 2019 ha segnato in ambito internazionale una diminuzione del fatturato del mercato secondario della fotografia. Le aste internazionali guidate da Christie’s, Phillips e Sotheby’s hanno totalizzato 52,7 milioni di dollari a fronte dei $ 62,3 del 2018.
Stando agli operatori del settore, il bilancio del 2020 non avrebbe dovuto discostarsi molto dall’anno precedente. Ma come ben tutti sappiamo il 2020 non è stato un anno ordinario e così i consueti appuntamenti dei mesi di aprile e maggio sono stati cancellati a favore per lo più di aste online. Ad eccezione di Phillips che aveva sospeso tutte attività fino giugno (totalizzando però con l’auction Photographs, del 13 luglio, 4.170,000 milioni di dollari) Christie’s e Sotheby’s hanno tenuto sempre i riflettori accesi utilizzando i canali online. 4 le aste fotografiche proposte da Sotheby’s nei primi 7 mesi dell’anno: a suscitare l’interesse dei collezionisti sono stati per lo più i 100 lotti di artiste donne provenienti dalla collezione della visionaria gallerista Ginny Williams. La stampa al platino Interior of Church Tower di Tina Modotti a Tepotzotlán, Messico, è stata aggiudicata per 500 mila dollari.

Rue Mouffettard 1952 © Henri Cartier-Bresson

Nel mercato internazionale dell’arte, l’Italia rappresenta poco meno dell’1%. Fino a poco tempo fa a rendere davvero appetitoso questo piccolo segmento erano le cosiddette Italian Sale dove a farla da padrone, da sempre, erano artisti del calibro di Boetti, Fontana o Burri. Inserita come complemento delle aste moderne e contemporanee, la fotografia, in Italia, in questi anni sta ottenendo una piccola rivalsa: bistratta e considerata per lo più affare degli amatori è riuscita a risalire la cruna, ottenendo così una propria dignità anche e soprattutto nel mercato. È il capoluogo lombardo dove avvengono le maggiori contrattazioni in termini di mercato fotografico: è proprio a Brera dove Lanfranco Colombo creò la galleria Il Diaframma, la prima in Europa dedicata alle sole mostre fotografiche.

Beirut 1991 © Gabriele Basilico

Il 2018 è stato uno spartiacque in Italia per la fotografia. Quarto anno di crescita costante per questo mercato nella nostra penisola: le vendite fotografiche hanno fatto registrare un fatturato record di 2.292,173 milioni di euro (+27% sul 2017), incluso buyer’s premium. Un successo determinato dagli ottimi risultati ottenuti dalle compravendite nelle aste moderne e contemporanee, dove ancora avvengono le aggiudicazioni più cospicue, ma soprattutto dalle aste create ad hoc per questo medium. Negli ultimi cinque anni sono state diverse le case d’asta italiane che hanno avviato auctions completamente riservate alla fotografia. Tentativi ai quali non sempre è stata data continuità come nel caso di Bolaffi, sebbene fosse stato aggiudicato il 70% dei lotti e fatturato 402.500 mila euro (diritti inclusi). Finarte, Il Ponte e Cambi hanno investito appieno in questo dipartimento, che poco a poco sta dando i suoi frutti, nonostante questa svolta fotografica, come nel caso di Cambi, abbiano solo due anni e 3 aste all’attivo. Non sono stati esaltanti per il momento i risultati ottenuti da Cambi: solo l’asta di giugno 2019 è riuscita a superare quota cento di fatturato, con 83 lotti venduti su 207. Troppo alto il numero degli unsold nonostante quotazioni di livello medio. A dicembre, in data ancora de definire, si attende la quarta Photography Auction di Cambi.

Lucerna 1971 © Luigi Ghirri

L’occhio esperto di Silvia Berselli guida dal 2017 Il Ponte: è stata lei l’artefice dietro al successo della prima asta completamente dedicata alla fotografia di Bolaffi nel 2015. Non a caso con la sua prima asta, datata 17 aprile 2018, Il Ponte ha raggiunto la cifra di 325.925 €, il secondo risultato più alto, allora, dopo lo straordinario exploit di Bolaffi. La casa d’aste meneghina, Finarte, è stata la prima a puntare su questo settore sin dal 2015, quando è risorta dalle ceneri post fallimento. Roberto Mutti guida il reparto affiancato anche da Marica Rossetti, subentrata dopo l’acquisizione nel 2017 di Minerva. Indubbiamente la più rodata tra le tre è Finarte che in pieno lockdown, utilizzando la modalità online, il 17 marzo è riuscita a registrare un +40% di controvalore rispetto l’asta dello scorso ottobre. Paritaria la partecipazione sia di acquirenti italiani che di quelli stranieri. 390 mila euro la cifra raggiunta con il 50% dei lotti invenduti. Finarte aveva però previsto un fatturato complessivo che avrebbe dovuto oscillare tra i 500 e 720 mila euro. I tre lotti di Cindy Sherman prensenti in asta sono risultati i top lot della sessione. Untitled n°74 è stata aggiudicata per € 39.939. C’era grande aspettativa per Modena, dalla serie KM 0,250 di Luigi Ghirri, che nonostante l’importanza quasi museale del pezzo e la sua stima tra i 30 e i 40 mila euro, è rimasta unsold. Altro italiano a rimanere, relativamente alle corde, è stato Mario Giacomelli: aggiudicati solo sette lotti sui diciassette presenti in asta. Successo invece per gli stranieri Thomas Ruff e Peter Beard.

Fotogramma 1937/1951/1960 © Luigi Veronesi

Nell’ultima settima di settembre Finarte ha battuto all’incanto 211 lotti di cui 124 sono stati aggiudicati. Catalogo decisamente interessante quello messo insieme dai capi dipartimento, pieno di autori internazionali e di opere pregiate. Francesca Woodman era presente con 4 autoritratti in cui cerca di mimetizzarsi con l’ambiente che la circonda, annullandosi totalmente. 3 opere sono state aggiudicate per un totale complessivo di € 20.589. 400 polaroid a comporre un Duomo Gotico Pungente per Maurizio Galimberti: un’opera maestosa e pressoché unica per grandezza, battuta per la cifra di 12.660 mila euro. Grandissima aspettativa per le due prove d’artista di Richard Price che nel 2018 era stato il fotografo più prolifico in termini di vendita in asta: le due opere Senza titolo (Cowboy) valutate tra i 125 e 150 mila euro non hanno trovato acquirenti. Forse il segno che il mercato italiano non è ancora pronto per raggiungere certe cifre.

Manifacturing #11, Youngor Textiles, Ningbo, Zhejiang, China 2005 © Edward Burtynsky

Bene i fotografi nostrani, battuti nella prima parte dell’asta: Ghirri, Fontana, Veronesi e Basilico che al lotto 11 era presente con una toccante immagine scattata a Beirut (€ 4.470). Autore imprescindibile della storia della fotografia mondiale Cartier-Bresson e la sua iconica Rue Mouffertard è stata battuta per €16.379. Top lot della tornata invece Helmut Newton con Saddle I.