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Caos, misteri, seduzioni: i documentari alternativi della “Festa di Cinema del reale
”

Il festival organizzato da Big Sur è un laboratorio di sguardi e visioni alternative, dove il pubblico si può perdere «nel cinema più spericolato, curioso, inventivo che si possa vedere e ascoltare»

©Alessandra Tommasi

Nel primi anni 2000, nel sud della Puglia, nasceva l’idea di dar vita a una rassegna dedicata al documentario. Erano anni in cui questo genere godeva di scarsa attenzione rispetto alla più ampia diffusione del cinema di finzione. La Festa di Cinema del reale si muove in questo contesto, con l’idea di far conoscere storie di realtà al grande pubblico. 
Il festival muove i primi passi nel 2004 nel Salento con la volontà di promuovere e distribuire le produzioni culturali più sperimentali e libere, per costruire una memoria condivisa attraverso la valorizzazione del patrimonio audiovisivo (cinematografico, fotografico, iconografico, sonoro e musicale) nazionale ed estero.

© Alessandra Tommasi

Il progetto de La Festa è stato ideato nel laboratorio Big Sur, luogo di invenzione e produzione di immagini, suoni e visioni che dal 1998 svolge la sua attività tra Lecce e Roma. Con il sostegno di Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission che da anni supporta e coordina l’intera filiera cinematografica e audiovisiva del territorio, la manifestazione è diventata negli anni una “festa” di sguardi e visioni, un incontro “totale” per le immagini in movimento e la musica.
 È una manifestazione che invade palazzi storici e antichi borghi salentini trasformandoli in sale cinema all’aperto per ospitare proiezioni, mostre, concerti, happening. Un confronto dinamico tra i generi e le arti che rifugge le etichette, una proposta eterogenea che sollecita gusti e curiosità differenti e crea “comunità” in un clima piacevole e disteso. 
È una straordinaria occasione di incontro tra pubblico e autori che mette in luce «il cinema più spericolato, curioso, inventivo che si possa vedere e ascoltare», come tengono a sottolineare gli organizzatori. Accoglie generi differenti che spaziano dai film sperimentali, ai film-saggio; dai diari personali ai film di famiglia; dai grandi reportage alle inchieste storiche fino ai racconti frammentari, opere di autori riconosciuti o meno noti, con diversi orizzonti geografici, politici e culturali.

© Alessandra Tommasi

«Questi film sono eccezionali strumenti di indagine, conoscenza, narrazione del reale e sono ispirati dal bisogno di dire le cose e vedere gli uomini e le donne come sono, senza ricorrere allo stratagemma di inventare lo straordinario, perché possono ritrovare nel reale l’accadimento straordinario», sostiene Paolo Pisanelli, direttore artistico della manifestazione. Negli anni il festival ha lavorato al recupero di pellicole fortuitamente ritrovate in armadi e scatole con lo scopo di restituirle appieno al loro valore, intercettando anche le nuovissime “avventure di sguardo” che provengono da ogni parte del mondo. Propone ciò che vedremo anche “prossimamente”, con la presentazioni di progetti ancora work in progress. Sono oltre cento gli autori che negli anni hanno preso parte al festival come Cecilia Mangini, ospite fisso e ispiratrice della manifestazione, Vittorio De Seta, Gianfranco Mingozzi, Luigi Di Gianni, Ansano Giannarelli. Grandi ospiti internazionali come Agnès Varda, Lech Kowalski, Alexander Seiler e William Klein. Ma anche artisti che hanno sperimentato nell’audiovisivo come Lou Reed, Lee Ranaldo, Vinicio Capossela, Pippo Del Bono, Adrian Paci, Letizia Battaglia, nuovi riferimenti del documentario italiano e registi italiani come del calibro di Matteo Garrone, Alina Marazzi, Daniele Vicari, Costanza Quatriglio, Leonardo Di Costanzo, Pietro Marcello.

© Alessandra Tommasi

Quella di quest’anno sarà un’edizione gold, scintillante, caotica, misteriosa, seducente, promettono gli organizzatori. Si svolge al Castello Volante di Corigliano d’Otranto, dal 28 al 31 luglio, guidata da tre parole chiave: “Caos, misteri, seduzioni”.
 In uno dei borghi più belli della Grecìa Salentina la Festa, diretta da Paolo Pisanelli e il coordinamento creativo di Francesco Maggiore, invade non solo il Castello ma anche il borgo riconfermandosi uno degli appuntamenti più attesi dell’estate pugliese. 
Il festival si apre con la visione dei pluripremiati film Honeyland di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov, candidato a due Premi Oscar; Faith di Valentina Pedicini, che ha conquistato il Docs Festival di Barcellona ed è stata candidata ai Nastri d’Argento; con la visione del film sperimentale Quarantine Scenario di Pepsy Romanoff e Alioscia Bisceglia dei Casino Royale, che si esibisce anche in un djset (martedì 28 a mezzanotte). Tra i registi ospiti di quest’anno Pierfrancesco Li Donni con La nostra strada, Miglior Film al Biografilm Festival di Bologna e vincitore anche al Sole Luna Doc Film Fest; Danilo Monte con Nel mondo, Marco Antonio Pani con Padenti – Foresta, Francesco Corsi con Caterina e Elisa Flaminio Inno con la presentazione della serie Donne di terra. Tra i film stranieri si segnalano anche Pj Harvey – A dog called Money di Seamus Murphy, Psicomagia – Un’arte per guarire su Alejandro Jodorowsky e Fabulous di Audry Jean Baptiste, frutto della collaborazione con Salento Rainbow Film Fest.

In contemporanea si inserisce al Castello Volante anche la mostra Fellini in scena! di Franco Pinna, uno dei più importanti fotografi italiani, amico del regista e attento testimone del suo lavoro sul set, nel centenario della nascita del grande cineasta. La mostra sarà allestita all’interno della Sala Tabaccaia, insieme a diversi progetti espositivi che restano visitabili fino al 30 settembre.

© Alessandra Tommasi

Quest’anno, a causa del particolare momento storico che tutti stiamo vivendo, La Festa di Cinema del reale promette anche una versione digitale disponibile sul sito ufficiale della rassegna. «Viviamo in un periodo di paure dell’altro e distanza tra umani tra guerre, pandemie e discriminazioni, razzismi, vecchie e nuove povertà. Sentiamo il bisogno di trovare un nuovo modo di vivere, un nuovo equilibrio e un nuovo modo di costruire rapporti. Non siamo soli, fragili, malati. Su la testa! Cerchiamo nuovi modi di stare al mondo, nuove relazioni con tutti gli esseri viventi» dice Paolo Pisanelli.

© Alessandra Tommasi

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