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Black Camera: la fotografia che guarda al futuro

I maestri del passato, i giovani talenti, le mostre e gli eventi più importanti: ecco ‘Black Camera’, la nuova sezione di Rolling Stone dedicata all’immagine. Perché fotografare non significa solo raccontare il mondo, ma rivelarlo

Un fotogramma di 'Persona', il film di Ingmar Bergman

Ho sempre sognato di fare un giornale libero. Un giornale capace di guardarsi intorno con l’obiettivo di cogliere nuovi linguaggi espressivi e di azzerare i luoghi comuni e cliché che da tempo circondano e mortificano la fotografia.

John Szarkowski che è stato, dal 1962 al 1991, direttore del dipartimento di fotografia al Museum of Modern Art di New York, ha scritto: “la fotografia è nata tutta intera, come un organismo. La sua storia consiste nel percorso attraverso il quale ne facciamo la progressiva scoperta”. Come dire, nel 1839, anno ufficiale della scoperta di Daguerre, l’uomo aveva a disposizione tutto il necessario per sviluppare e condividere i racconti del mondo. Certo, la progressione tecnologica è stata forte. Il passaggio dall’analogico al digitale ha portato molti rivolgimenti, ma io continuo a vedere storie bellissime e appassionanti. Non conta il mezzo, contano le idee e come dice Indiana Jones non è l’età che conta. Sono chilometri.