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Salgado scrive a Bolsonaro: «Gli indigeni dell’Amazzonia sono a rischio genocidio»

Una lettera del fotografo brasiliano indirizzata a Bolsonaro chiede "misure urgenti" per tutelare le popolazioni autoctone minacciate dal coronavirus

Sebastião Salgado. Foto di Daniele Cruciani / © Sky Italia / Courtesy Sky Arts Production Hub

Sebastião Salgado. Foto di Daniele Cruciani / © Sky Italia / Courtesy Sky Arts Production Hub

Il coronavirus minaccia seriamente le popolazioni indigene dell’Amazzonia. Per questo motivo il fotografo brasiliano Sebastião Salgado, da sempre molto attento alla questione della tutela e sostenibilità del pianeta, ha lanciato insieme alla moglie Lélia Wanick un appello per proteggere e salvare gli autoctoni che rischiano un’ecatombe. La lettera, inviata direttamente al presidente del Brasile Jair Bolsonaro, è già stata firmata e condivisa da diverse star dello spettacolo come Pedro Almodovar, Meryl Streep, Madonna e Paul McCartney.

 

 
 
 
 
 
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Serra Pelada, Brazil, 1986. #sebastiaosalgado

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«Chiediamo al presidente della Repubblica Jair Bolsonaro e ai dirigenti del Congresso e della Magistratura di adottare misure immediate per proteggere le popolazioni indigene del Paese da questo devastante virus», scrive Salgado nella sua lettera. «Le comunità native, alcune delle quali vivono isolate, potrebbero essere completamente eliminate. La loro situazione è critica, perché i territori riconosciuti per loro uso esclusivo vengono invasi illegalmente da minatori, taglialegna e accaparratori di terre. Queste operazioni illecite sono accelerate nelle ultime settimane». 

Il Covid-19 è l’ennesima minaccia agli indios dell’Amazzonia, che da anni vivono in uno stato di grave emergenza a causa dello sfruttamento agricolo e del processo di deforestazione, attività agevolate dal governo populista di Bolsonaro. Il coronavirus riporta alla memoria il genocidio di massa causato dai primi contatti tra i conquistadores e gli indigeni sudamericani, privi di difese immunitarie per le malattie portate dagli europei nel XVI secolo: «Se dovesse accadere, la responsabilità del Brasile sarebbe evidente e il mio paese dovrà confrontarsi con i tribunali internazionali per non essere intervenuto in difesa del suo popolo», afferma Salgado.

La petizione mondiale è online sulla piattaforma Avaaz e ha già raccolto più di 200 mila firme

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