Lou Reed, David Bowie, Debbie Harry: i ritratti di Mick Rock diventano opere d’arte | Rolling Stone Italia

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Lou Reed, David Bowie, Debbie Harry: i ritratti di Mick Rock diventano opere d’arte

Succede in MIDARO, il progetto che unisce la street art multiculturale di Fin DAC con le immagini delle leggende della musica. Ne abbiamo parlato con il fotografo

MIDARO © Fin DAC/MIDARO/West-contemporary, Mick Rock 2021

Il 2 marzo scorso, giorno in cui Lou Reed avebbe compiuto 79 anni, West Contemporary ha lanciato ufficialmente il nuovo progetto creativo MIDARO, che vede collaborare insieme due mostri sacri del panorama artistico: Mick Rock e Fin DAC. Mick Rock, nome di spicco della fotografia musicale anche conosciuto come The Man That Shot The Seventies, ha raccontato con le sue immagini la vita artistica e quotidiana di grandi musicisti come David Bowie, Lou Reed, Lady Gaga, Freddie Mercury, Madonna e molti altri. Oggi è considerato uno dei più grandi ritrattisti nella storia della fotografia. Fin DAC è uno degli street artists più importanti sulla scena contemporanea: da anni, con il suo linguaggio ispirato all’estetica e alla cultura orientale, racconta temi fondamentali per la nostra società come l’empancipazione femminile e il multiculturalismo.

MIDARO © Fin DAC/MIDARO/West-contemporary, Mick Rock 2021

Il progetto MIDARO è la sintesi dell’incontro tra questi due grandi artisti, un artwork costituito da 4 stampe in edizione limitata che ritraggono le ragazze disegnate da Fin DAC con indosso le t-shirt che riportano le fotografie delle icone della musica immortalate da Mick Rock. Per l’occasione, abbiamo intervistato Mick Rock per farci raccontare qualcosa in più sul progetto e sulla sua esperienza come fotografo delle celebrities della musica.

MIDARO © Fin DAC/MIDARO/West-contemporary, Mick Rock 2021

Oggi sei considerato uno dei più grandi fotografi della storia, ma all’inizio non è stato facile…
Per niente. Ho cominciato a fotografare per caso, senza alcuna nozione tecnica. Ho capito subito che la fotografia poteva essere uno strumento per esplorare l’universo, così ho scelto di esprimermi attraverso questo linguaggio. Cinquant’anni fa l’attività del fotografo non era vista come una vera professione, piuttosto veniva considerata un hobby. A casa mia, i miei genitori mi chiedevano: «Ma quando ti trovi un vero lavoro?». Mi svegliavo a mezzogiorno e venivo visto come un fannullone. Ecco, a distanza di anni sento di poter dire che ho smentito tutti con il mio lavoro.

MIDARO © Fin DAC/MIDARO/West-contemporary, Mick Rock 2021

Le tue fotografie sono il racconto visivo degli anni Settanta e hanno contribuito a costruire l’immaginario di quegli anni magici. Il tuo sguardo, più che spinto da una necessità documentaria, sembra mosso dalla voglia di interpretare l’energia di quegli anni. È così?
Gli anni Settanta sono stati qualcosa di indescrivibile, un periodo di grande fermento artistico, sociale e culturale. Mentre scattavo non ero pienamente consapevole di quello che stavo facendo, cercavo di raccontare con le immagini le esperienze che stavamo vivendo collettivamente. Per tutti noi è stato un periodo di grande sperimentazione, al di là delle droghe, della meditazione e dello yoga, cercavamo di trovare il nostro sguardo creativo attraverso l’espressione artistica. Certamente stare fianco a fianco con artisti come Lou Reed e David Bowie ha aiutato a raccontare e tradurre quelle atmosfere gonfie di ispirazione ed energia.

Oltre al rapporto professionale, con gli artisti c’era anche amicizia?
Ti racconto un aneddoto che spiega perfettamente in che rapporti eravamo io e i musicisti. Nel 1996 ho avuto un infarto e sono stato ricoverato in ospedale. Il primo a spedirmi dei fiori e degli auguri di pronta guarigione è stato Lou Reed, il secondo David Bowie. Tra di noi c’era un legame speciale, una vera amicizia fraterna.

MIDARO © Fin DAC/MIDARO/West-contemporary, Mick Rock 2021

Stai lavorando a qualche nuovo progetto?
Questa collaborazione con Fin DAC è stata speciale, mi ha permesso di rielaborare le mie immagini degli anni Settanta ed è stata un’esperienza molto interessante. Mi piace continuare a sperimentare. Ultimamente ho collaborato con artisti contemporanei come Lenny Kravitz e Miley Cirus e adesso sto lavorando per la pubblicazione di un libro, un grande documentario che diventerà una retrospettiva sulla mia vita e la mia carriera professionale.

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