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Ecco come Rolling Stone recensiva il capolavoro della cantautrice canadese uscito il 22 giugno 1971. «Il senso di vulnerabilità trasmesso dalla voce, dalle canzoni, dalla presenza di Joni è cosa rara»

Il 22 giugno 1971 la cantautrice pubblicava il suo album più rappresentativo. Ecco come ne scriveva all'epoca Rolling Stone: «Nel ritrarsi senza filtri, Joni Mitchell rischia il ridicolo e invece raggiunge il sublime»