
Autore / Mattia Carzaniga

“Not in my world”I quarantenni sono la generazione peggiore per il cinema (o forse in generale)
Parola di quarantenne. Che, come tutti i suoi coetanei, si comporta da eterno giovane ma pensa di essere già vecchissimo. E il suo modo di (non) guardare i film – o farlo al massimo dal divano – ne è la prova
in sightDirected by Steven Soderbergh
Il nuovo film ‘Black Bag – Doppio gioco’, il momento in cui si è innamorato del cinema, la costruzione di un linguaggio, il lavoro con le star (George e Julia, ci sentite?). Una lunga chiacchierata
existenzDavid Cronenberg, quello che c’è dopo
Dopo la morte, come nel suo ultimo film che esce ora in Italia: ‘The Shrouds – Segreti sepolti’. Ma anche il futuro della tecnologia, del cinema, del body horror (anche se lui non ha mai definito così i suoi film). Una chiacchierata con il Maestro
Cover StoryLuca Guadagnino, io sono ‘Queer’
Non è il film della sua vita, perché «tutti i film sono film della vita». Ma è da più di trent’anni che il nostro autore più libero, anticonformista, internazionale, cool voleva adattare il libro di Burroughs. Il capolavoro che ne esce, nelle sale dal 17 aprile, è il pretesto per una lunga conversazione su tutto. Il cinema, il linguaggio, le radici, le ossessioni, il sesso, il cibo, l’industria italiana, l’immaginario che ha creato (feat. Timothée Chalamet & Co.), sé stesso. Come forse non si era svelato mai
Il dibattito sìQuesto non è un pezzo contro ‘Adolescence’ in sé, ma contro ‘Adolescence’ in voi
L’ottima serie Netflix è diventata (giustamente) un fenomeno. Ma cosa dice di noi (e del nostro essere ormai inattrezzati di fronte a qualsiasi cosa)?
Guerre e nuvoleSilvio Soldini, cinema sospeso
Il nuovo film ‘Le assaggiatrici’, tratto dal romanzo di Rosella Postorino, è un’altra indagine sul femminile e sullo sguardo. E un’altra tappa nella geografia del suo corpus di opere personali e spesso bislacche, come le definisce l’autore di ‘Pane e tulipani’ e ‘Giorni e nuvole’. Un modo di fare cinema, il suo, che resiste al tempo, o che si adatta ai tempi che cambiano. Una conversazione
Piazza Vittorio ExpressGabriele Mainetti, niente è proibito
Neanche fare un film di kung fu all’Esquilino. Con una protagonista cinese che non parla una parola di italiano. Ma sempre con l’occhio al grande pubblico. Dialogo, a dieci anni da ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, con un autore che pensa e gira in grande, ma che nella sperimentazione continua a trovare la sua libertà. Il nuovo ‘La città proibita’, le ispirazioni, le ambizioni, i classici, Roma, il genere, l’inclusivity (ma senza manuale). E le storie, «che devono riguardarmi sempre: devo essere io il primo a piangere»
la vita è un romanzo‘Dieci Capodanni’ e le altre, viva le serie anti algoritmo
Dall’ultimo capolavoro in dieci puntate di Rodrigo Sorogoyen (su RaiPlay) ad ‘Asura’ del grande Kore’eda (su Netflix), in questa stagione in cui si è tornati a parlare di film vincono le produzioni televisive che sembrano dei romanzi. E che raccontano la (nostra) vita
La via degli angeliPupi Avati: «A 86 anni ho finalmente fatto il cinema»
«Finora avevo solo fatto i film», dice il regista al suo primo lavoro in bianco e nero: ‘L’orto americano’. Un noir, un horror, un omaggio ai classici che ha amato. Un incontro privato prima di un incontro pubblico. Per parlare di storie, di jazz, di senso della vita e di chi non c’è più (ma gli parla ancora)
Non era già tutto previstoGli Oscar senza racconto che alla fine raccontano questa America
Una cerimonia (e una stagione) senza narrazione, o con troppe narrazioni. Con vincitori annunciati persi per strada e un vincitore assoluto – ‘Anora’ – forse non previsto. Eppure, forse lo “storytelling” sta proprio qui
Cover StoryValeria Golino Inno alla gioia
Attrice e autrice totale, porta il suo sguardo magnetico dentro e fuori dal cinema. E con ‘L’arte della gioia’, la nuova serie che ha scritto e diretto per Sky, si confronta con Goliarda Sapienza: il suo mondo, le sue parole, la sua disobbedienza. Lei che non ha disobbedito mai, ma che per restare nelle cose ne è sempre in qualche modo fuggita, per poi ritornare sempre. Una lunga chiacchierata tra euforia, contraddizioni, eros, potere (no: potenza). E bellezza, «che è ovunque»
Lo spietatoGene Hackman, un altro uomo
In ‘Un’altra donna’ di Woody Allen chiedeva a Gena Rowlands: “Ma perché non puoi amare me?”. Noi l’abbiamo fatto, anche se è stato lui a fare di tutto per sembrare sempre uno stron*o
I am who I amGiovanni Tortorici e ‘Diciannove’, la voce matta e disperatissima che ci mancava
Presentato a Venezia 81, arriva nelle sale l’ottimo esordio (prodotto da Luca Guadagnino) di un regista che porta il suo sguardo laterale su una storia insieme personalissima e universale. Lo abbiamo incontrato
tutta colpa di...‘FolleMente’ Paolo Genovese: «Solo le idee possono battere l’algoritmo»
Il regista torna al cinema con un film che può ricordare ‘Perfetti sconosciuti’ (e che potrebbe superare quegli incassi). Una lunga chiacchierata tra high concept, IA, ispirazione, John Landis e Steven Spielberg. E la libertà di usare i successi solo per ricominciare sempre da capo
Grazie dei brandDopo l’overtourism, è arrivato l’oversanremism
Le code per tutto, i varchi che aprono il Mar Rosso (o il Green Carpet, che qua conta di più), il bisogno di brillare di luce riflessa (o liquida). Per fortuna c’è il treno delle 5, la domenica mattina
I giocatoriLes jeux sont faits: a Sanremo c’è chi sceglie il Casinò, e chi la Bacioteca
Una notte fra le roulette con un finto Brunori, e altre avventure dalla Riviera
Day 1Che aria tira a Sanremo 2025
Il solito treno per la Riviera, il mood appena arrivati, la prima notte di quiete. Cronache alla viglia del Festivàl
Diva futura, davveroTesa Litvan, all about Éva (Henger)
L’attrice croata è la star del cinema hard (e moglie di Riccardo Schicchi, alias Pietro Castellitto) nel «primo film femminista sul porno» diretto da Giulia Louise Steigerwalt. Che ha fatto superare a lei per prima molti pregiudizi. E incontrare una donna la cui vita è molto di più
So it beginsLa lingua perduta degli storyboard
All’Osservatorio della Fondazione Prada di Milano è arrivata ‘A Kind of Language’, mostra che ripercorre la storia di un’arte bistrattata ma fondamentale per la realizzazione dei film. Tra gli scarabocchi di Bergman e i “fumetti” di Scorsese, è un viaggio bellissimo e utilissimo per capire (non solo) il cinema
Mai come quest’annoSiamo tornati a litigare sui film, ed è una bellissima notizia
Da ‘Emilia Pérez’ a ‘The Substance’ ad ‘Anora’, ci si accapiglia su tutto quel che esce o quasi. E la discussione diventa non più solo cinefila, ma anche (soprattutto) culturale, identitaria, generazionale. E va bene così
