
Autore / Giovanni Robertini

Di libri e di stradaKid Yugi e il gran ballo di Satana dentro l’Ilva di Taranto
Il nuovo album del rapper di Massafra ‘I nomi del diavolo’ è ispirato al ‘Signore delle mosche’ di William Golding, mischia letteratura e videogame, racconta il male nelle nostre vite, compresi i morti provocati dall’acciaieria. L’intervista
Cover StoryNuova Scena: o hai le rime o vai a casa
Geolier, Fabri Fibra e Rose Villain sono i giudici del nuovo talent hip hop di Netflix dove i concorrenti si sfidano a colpi di freestyle, battle, video, feat. Premio: 100 mila euro. È competizione al quadrato, licenza di uccidere in rima. «Ma dà anche gli strumenti per decodificare il rap italiano»
chopin e waka wakaNeima Ezza è il piccolo principe di San Siro
Il rapper arriva al secondo album, titolato come la celebre opera di Antoine de Saint-Exupéry, con un messaggio chiaro: «Ero povero in una zona e in un contesto di mer*a, ma con un obiettivo si può arrivare ovunque»
Fedeli alla lineaEcco com’è ‘Club Dogo’, il disco dei venerati maestri del rap italiano
Guè, Jake la Furia e Don Joe hanno fatto un album pieno di (auto)citazioni, senza concessioni ai trend di oggi, pensato per i fan. Sono nati per questo, come Marracash che è ospite con Elodie e Sfera Ebbasta
Fuori dalle “tarantelle”«L’arresto, la comunità e il rap mi hanno aiutato a farmi un’altra vita»: la prima intervista di Simba La Rue
Risse, coltellate e sparatorie, la vita in galera («lì ci sono le persone vere»), la musica come salvezza (grazie a Baby Gang), il disco che uscirà a gennaio. «Sono uno che ha vissuto delle cose e le racconta»
Not Based in MilanMassimo Pericolo non è alla fashion week
Lo dice nel nuovo album ‘Le cose cambiano’, rap orgogliosamente di provincia, «dove i trend arrivano dopo». La nostra intervista: la depressione, la rabbia, i soldi, l’emo. E i criticatissimi testi rap, che però «non fanno male a nessuno»
Occhio alla pennaNerissima Serpe, il futuro del rap italiano sta tra Vasco, Dostoevskij e Marracash
Legge i russi, si ispira al rocker di Zocca e al rapper della Barona. «Vengo da un posto piccolo, non mi sono dovuto creare un personaggio». Chiacchierata al bar del paese attorno all’album ‘Identità’
Che fine ha fatt’ l’underground?I Thru Collected sono ‘il grande fulmine’ che si abbatte sul sistema
Tra la trap e l'it-pop il collettivo napoletano cerca (e forse ha trovato) una terza via. E se esiste ancora l'underground, loro vogliono esserne i paladini. Il nuovo disco è stato anticipato ieri da un corto di cui vi mostriamo alcune immagini backstage
26 (rapper) e StoGhali: «Tutta Italia mi conosce, ma voglio tornare a vivere le emozioni degli esordi»
Abbiamo intervistato il rapper (che sta registrando un nuovo disco) per farci raccontare la sua vita da produttore dell’album ‘No Regular Music’ di Sadturs e Kiid: «È una rivoluzione, mi ricorda ciò che ho passato con Charlie Charles»
dimmi perché devo lavorareNello Taver e la raffinata arte del cazzeggio
È un rapper con il mito di Carmelo Bene e un attore/regista che si ispira a Harmony Korine. Solo non chiamatelo influencer («poi la gente pensa "questo è un coglione"»). Venerdì è uscito il suo primo album, 'Fallimento'. Ne abbiamo parlato con il diretto interessato
boomer gangDisertiamo tutto e stiamo ad ascoltare ‘Now and Then’ dei Beatles
Tutto, da Rete Quattro a La Repubblica. Del resto l'ha fatto Zerocalcare che immaginiamo già pronto col suo “sti cazzi” quando da Robinson o dal Venerdì gli chiederanno un’intervista o un disegnetto
l'ultima notteAriete al Forum, è tutta una questione di empatia
Brani d’amore e inni emo identitari cantati a squarciagola da un pubblico di giovani entusiasti: sul palco della data milanese funziona tutto
LibriSchiacciati come vermi da sneaker più grosse delle nostre
In un estratto dal romanzo ‘Morte di un trapper’, la Milano dello spaccio di vent’anni fa e di oggi raccontata dal protagonista, un ex rapper che diventa detective privato
Salotto chic utopicoPopa, sciura milanese ad honorem
Nelle sue canzoni, la fashion designer lituana trasforma le signore della Milano bene in icone. «Meglio pensare a quel mondo che a quello di oggi». E se non si hanno i dané, «colazione da Cucchi e riso in bianco per cena»
Swag berlusconiAffinità e divergenze tra i rapper italiani e il Berlusca
Troppo cumenda e bauscia, il Cav è meno popolare di quel che si pensa nella scena hip hop. E però grazie al berlusconismo è riuscito a influenzare il rap, trasformandolo in un grande talk di Rete 4
Millennial AlighieriTedua: «Non sono un finto intellettuale o un radical chic, ora sono un borghese con l’umiltà del ragazzo di strada»
Si è formato a Genova tra intellettuali e galeotti con il mito dei «classicisti». Dei rapper della generazione precedente dice: «Loro studiavano, noi stiamo bestie». Poi i soldi, il successo, la scalata sociale «che ha senso se oltre ad arricchire il conto in banca riesci ad arricchirti dentro» e la sua ‘Divina Commedia’. L’intervista
Fare bene cose belle‘Il segreto’ di Venerus: fare musica contro il proprio tempo
Il nuovo album del musicista di ‘Magica musica’ è stato registrato in presa diretta, senza singoli, senza feat, senza post produzione. «Mi sono ispirato a ‘Get Back’ dei Beatles. È un disco in purezza»
Contro la bulimia trap–capitalistaPer favore, candidate ‘La Divina Commedia’ di Tedua al Premio Strega
Il rapper genovese riesce a essere, al contempo, trapper e tele-predicatore, poeta e picchiatore, Ol' Dirty Bastard e Vasco. Lo diciamo provocatoriamente (ma manco troppo): con la sua scrittura, lirica e piena di immagini, non sfigurerebbe nella "dozzina"
explicit lyricsMamboLosco: «Ci sono rapper che pagano 40 mila euro per la strofa di un americano che poi neanche li tagga»
Porno trap e voglia di ballare contro l’egocentrismo e la “presa male” dei finti gangsta. «Vicenza» assicura il rapper, tornato con ‘Facendo faccende’ «è la città più hip hop e festaiola d’Italia»
Cover StoryOpen to Baby Gang
Tutti hanno un’opinione su di lui, pochi ci hanno parlato. Negli ultimi anni Zaccaria Mouhib è stato al centro della cronaca musicale, ma soprattutto giudiziaria. Siamo andati a trovarlo nella comunità dove sta scontando una parte della sua pena, un posto “open to meraviglia” sul Lago di Como. Ci ha raccontato la sua vita, un po’ documentario crudo e un po’ gangster movie. Ci sono cose che rivendica e altre che non rifarebbe. Il finale è aperto: «Devo pareggiare il male col bene, solo allora sarò libero»
