
Autore / Giovanni De Stefano
una lunghissima ombraAscoltare l’ultimo disco di Andrea Laszlo De Simone in una camera iperbarica dell’anima
È l'esperienza che abbiamo vissuto a Roma all'interno di una cupola geodetica dall’audio spazializzato, installazione artistica voluta dall'artista torinese. Ecco come è andata
amuri luciAndare a un concerto di Carmen Consoli per fuggire alla banalità del presente
Colta e intellettuale, ma anche politicamente schierata e ironica. Siamo stati alla prima del tour nei teatri della cantautrice siciliana a Assisi. Il report
italian crime storyIl Mostro di Firenze secondo Stefano Sollima: il male italiano che non muore mai
Siamo stati sul set della miniserie Netflix in quattro episodi, firmata dal regista, che torna sull’enigma più oscuro della cronaca nera italiana. Non un true crime, ma un anti-thriller: il ritratto di un Paese che nel Mostro ha visto soprattutto se stesso.
Viva il reSenza Giorgio Armani siamo tutti un po’ maranza
Omaggio all’uomo che ha vestito chi voleva contare più che apparire. Era quasi impossibile sentirsi eleganti senza passare dalla sua estetica, che ha svuotato di barocchismi il Paese più teatrale del mondo
Signore e signori, buonasera!Pippo Baudo, alfa e omega della televisione italiana
“Pippo nazionale” non è stato solo il nostro presentatore più famoso: era la struttura portante del sistema televisivo, con lui se ne va l’ultimo grande conduttore. Il nostro ricordo
L’amore è un format‘Temptation Island’ è la reincarnazione balneare della tragedia greco-romana
È teatro antico travestito da intrattenimento: un’esposizione rituale del peccato, una caduta pubblica che consente la catarsi collettiva. La tragedia non sta nel tradimento, ma nell’essere stati video-ripresi nell’attuarlo. E allora il falò non è solo un falò. È il giudizio finale. E noi, dal divano, siamo i giudici e i colpevoli
Macché world musicGli Africa Express di Damon Albarn a Ostia: un concerto politico, un rituale di possessione collettiva
La prima e unica data italiana ieri sera al Teatro Romano, un test di resistenza culturale, una messa pancontinentale. Niente Blur o Gorillaz: ci vuol talento anche per farsi da parte. La recensione
Addio Sbrocchetto, ci mancheraiAchille Lauro al Circo Massimo: sembrava di stare ovunque tranne che a Thoiry
Ieri sera abbiamo assistito alla cresima del “nuovo” Lauro. Non vuole più scioccare, ma piacere ed essere preso sul serio. Non è più il figlio di Ziggy e Moira Orfei. Ha buttato via la maschera e un po’ di magia
Con lo smoking addosso e i porteghi che scricchiolanoSposarsi a Venezia è il più profondo monologo involontario sulla caducità della grandezza che Bezos potesse regalarci
C’è un possibile sottotesto sublime in queste nozze nel luogo che più di ogni altro ha fatto della decadenza un progetto politico: Venezia è la città dove la storia si esibisce nel suo disfarsi; e anche un fautore dell’autoesaltazione nel celebrarsi qui accetta, volente o nolente, di essere parte di questo teatro lento e glorioso dell’estinzione
Ultima chiamataI CCCP sono ancora la band più intellettuale e meravigliosamente indecente d’Italia
Lindo Ferretti, Zamboni, Annarella e Fatur non tornano, ma chiudono, con la prima data del tour dei saluti in un luogo simbolicamente inadatto (l'Auditorium Parco della Musica di Roma) quanto poeticamente perfetto. Erano, e rimangono, il migliore equivoco musicale dell’Italia anni ’80
Rock in RomaLucio Corsi alle Capannelle: non un eroe, ma un complice nel sentirsi fuori posto
Siamo stati al live del cantautore maremmano alle Capannelle di Roma, entrando nel suo mondo: quello di chi ha deciso che il margine è il centro, che l’assurdo è il senso, che la canzone è un animale mitologico da proteggere e non una piattaforma da scalare
«Che fatica stare in piedi»Brunori Sas, ovvero come fare il Circo Massimo in punta di piedi
Ieri sera a Roma un’orchestra ha accompagnato uno che interpreta canzoni come si stendono i panni: con cura e umiltà domestica. Malinconia cantata e autoironia parlata: il racconto del concerto
Scelte sbagliate fatte benissimo‘Gomorra – Le origini’ non assolverà nessuno
Torna Napoli, madre violenta, e non possiamo immaginare che cosa ci aspetta. Questo dice Marco D'Amore, sia alla regia che alla sceneggiatura per questa nuova stagione, durante la set visit. Dove un Ciao rosso racconta più di mille parole
L’anti-popstarGazzelle al Circo Massimo, un derby tra amore e disamore
Che senso ha un campione della ritirata emotiva che si esibisce davanti a decine di migliaia di persone? La risposta nella recensione del concerto di ieri
ESC2025L’Eurovision è il più grande musical mai scritto sul fallimento dell’idea di Europa
Tra glitter, folklore e coreografie folli, il contest canoro ci ha ricordato che l’Europa non è mai stata un concept album, ma una playlist confusa che continua a suonare in loop nonostante la realtà, dove i Paesi fingono di amarsi e i voti si danno per ripicca. Proprio come in famiglia
jesus, take the wheelIl saluto a Bergoglio è sembrato un lungometraggio scritto da lui stesso
Leader che non sapevano dove tenere le mani, il cardinale officiante che si impappinava leggendo, ma che importa? Basta un vescovo che inforca gli occhiali da sole sotto la mitra dorata e il programma che era una versione ad altissimo budget di 'A Sua Immagine' di Lorena Bianchetti diventa subito Sorrentino
Cover StoryFranco126, classe di scrittura
Quando Franco sta male, scrive. E quando scrive, ha sempre qualcosa d’interessante da dire. Il nuovo album ‘Futuri possibili’ prende il via da un amore finito e abbina testi malinconici, pieni di indizi emotivi e reliquie sentimentali, a musiche luminose che lo tengono alla larga dal melodramma. Racconta tutto in questa intervista: le parole scelte con cura, gli amici e i feat, il suo essere «strofaro», la “sottanza” a volte necessaria per tirare fuori le canzoni. «Odiavo la mia fragilità, poi ho scoperto che è il modo migliore per esprimermi»
L’oud magicoLa musica di Tamino è un manuale di geopolitica sonora
Con la profondità di un cantautore del passato e la sensibilità di un viaggiatore del presente, il musicista belga esplora lo spazio complesso della memoria, del desiderio e della perdita. La sua Babilonia è New York, la sua patria è la musica. Lo abbiamo incontrato
Campania felixLa Niña è misticismo e ribellione
‘Furèsta’ è uno dei dischi italiani del momento, è la tradizione della musica popolare napoletana piegata come ferro rovente e forgiata a colpi di tamburelli e postmodernità. L’intervista: il lavoro di ricerca, il dialogo col passato, il carattere selvatico della musica, la commistione tra sacro e profano, la femminilità come altare e trincea
Cover StoryAlan Sorrenti: per sempre figli delle stelle
‘Figli delle stelle’ è il tormentone più filosofico della storia del pop italiano, un manifesto esistenziale adatto sia ai sogni cosmici di fine anni ’70, sia all’universo digitale di oggi. Abbiamo parlato con Alan Sorrenti della canzone rilanciata dai nuovi spot di TIM, del desiderio di andare alla ricerca dell’altro, dei suoi progetti. «Io sono due, il ribelle e il visionario»
