
Autore / Francesco Pattacini
🥪🥪Il panino va a Porto
Passeggiata gastro-magica tra le fette di pane della città portoghese, tra influenze africane e morsi mastodontici. Senza bacalhau, né pastéis
fast food nation(s)In fila a una mensa popolare, Praga è ferma nel tempo
Dimenticatevi consigli di gastro-turismo, preparazioni raffinate, lunghi scontrini: per un pasto onesto, citofonare Jìdelna. O meglio mettersi in coda, stringandosi a scegliere, ché si raffredda
sharing is caringA lezione di meze in Turchia per imparare l’amicizia, il tempo, la politica
Né bistrot parigino, né wine bar di Barcellona. I piatti piccoli, da condividere sotto (più di) una bevuta, verso Istanbul sono letteralmente di casa. E raccontano di relazioni, di storie e del tempo che passa e non si sa dove va a finire
la base di un futuro democraticoCondividere tutto senza avere niente: quando il cibo era Resistenza
Pastasciutta antifascista, polenta di castagne, pane mai. Questo 25 aprile, parliamo del mangiare. Che «può essere un alfabeto muto con cui provare a leggere un'epoca da un altro punto di vista, dal basso, dalla tavola, dai gesti quotidiani»
ho messo il cuore in freezerScongelavo i tortelli di nonna, o di quando mi commossi su un piatto di pasta
Ne 'Alla ricerca del tempo perduto', Marcel Proust donava al suo protagonista un metodo molto speciale per viaggiare nel tempo: il cibo. La scienza dice che aveva ragione: ciò che mangiamo si lega alla memoria e al sentimento, e, validando il nostro passato, ci aiuta a costruire il futuro
THERE’S METHOD IN THIS MADNESSC’è del lurido in Danimarca
Arrivare a Copenhagen per la New Nordic Cuisine, rimanerci per gli hot dog lerci da sbafare leccandosi le dita a qualsiasi ora della notte e del dì. Nessuna regola, solo un consiglio: rémoulade doppia, grazie
