
Autore / Francesca Romana Mezzadri
COME UN FILM DI DARIO ARGENTOFunghi Killer Cercasi
Dice il saggio che tutti i funghi sono commestibili, alcuni però solo una volta. Come un film horror degli anni Settanta, che entri l’assassino: si trova nei boschi, a volte sulla nostra pelle.
Home base revolutionPerché abbiamo bisogno di un ristorante casalingo
Per combattere il gastro fighettismo abbiamo bisogno di locali informali, popolari, con una cucina di sostanza più che di apparenza: insomma, quel genere di posti dove, appena entri, sai che hai già iniziato a prenderti cura di te
Cosa resterà di questi anni '80Fenomenologia di un evergreen: il fresco piatto estivo
È il tormentone in cui si ricasca ogni anno, che arriva inesorabile con l’impennarsi delle temperature. Viaggio tra le insalate di riso, le paste fredde, le capresi, i prosciutti e melone e i carpacci che ci mettono di fronte a un dubbio amletico: stavamo meglio quando eravamo meno gastrofighetti?
Cuore di pannaLa classifica dei 15 migliori gelati confezionati di sempre
La madeleine estiva per eccellenza, che ci riporta alle vacanze dell’infanzia e adolescenza e che nel nostro immaginario vince comunque contro artigianalità e gastrofighettismo. Li abbiamo elencati quasi tutti, partendo dal Winner Taco al… no spoiler!
Con le labbra gelate così, amore amore ti baceròLa mia estate per un ghiacciolo artigianale
In principio furono quelli industriali tutti sciroppi, coloranti e additivi vari: oggi si chiamano fruttini, sono fatti con la frutta fresca e vivono una seconda giovinezza dopo lunghe stagioni di immeritata panchina. Mica male, per un’invenzione nata esattamente cent’anni fa
Sniff! Sniff!Scent of a restaurant: e se gli odori che sentiamo al ristorante fossero studiati a tavolino?
Si chiama marketing olfattivo, e studia le profumazioni adatte a ogni genere di spazio di vendita, locali inclusi. Al limite dell'inganno: meglio un odore reale, che magari ti si attacca agli abiti ma è sintomo di cucina verace, o una fragranza sintetica che simuli un’anima, in contesti che un’anima non ce l’hanno?
Eat, sleep, hate cilantro, repeatIl coriandolo della discordia: alle radici di un odio (o di un amore) dettato dalla genetica
Si dice che sui gusti non si debba discutere, ma a volte anche sì. È il caso di ingredienti e sapori che obbligano a una scelta – o di qua o di là – e che dividono peggio di un derby calcistico: qui però non è questione di cuore, bensì di Dna. E la domanda resta: sa di agrumi, o sa di cimice?
Cover StoryL’uomo che stagionava i piccioni
Nell’azienda La Vallata a Lajatico, sulle colline pisane, Carlo Giusti ospita «una grande savana» di bovini, suini e ovini allo stato brado, insieme a Galli neri del Chianti e al suo grande amore: i colombi selvatici. Da cui nasce la più grande follia di questo contadino visionario, già nota al mondo dei gourmand: il prosciutto di piccione
Miracle WorkerAntonino Cannavacciuolo è un cuore di panna (ma c’è una cosa che lo manda ai matti)
Lo Chef tristellato, di nuovo nelle vesti di supereroe in 'Cucine da Incubo', torna a salvare ristoranti sull’orlo di una crisi di nervi. Abbiamo provato a scalfire la sua proverbiale affabilità alla ricerca dei dettagli che lo fanno davvero incarognire, e (spoiler) qualcosina in effetti c’è
Leche o muerteRage Against the Machine: l’ascesa dei ribelli del latte crudo
Ossia quello così come esce dalla mucca, non pastorizzato, puro, non toccato dalle “mani sporche” dell’industria: i pasionari del raw milk negli Stati Uniti continuano ad aumentare, in nome di una battaglia culturale che anche in Italia inizia a contare non pochi adepti
Champagnino a colazioneEdoardo Franco: volere bene al vincitore di MasterChef 12
Il suo 'Dajeeeee!' è ormai diventato un marchio di fabbrica, insieme a quella eVVe lì e al taglio di capelli: e se quest'ultimo è destinato a sparire, il vincitore della dodicesima edizione del talent culinario è invece intenzionato a restare (per lo meno, nei nostri cuori)
Chi non risica non rosicaMasterChef 12, le pagelle della finale: il sortilegio del Sottosopra
Nell’ultimo round che precede la finalissima, solo chi si gioca il tutto per tutto si porta a casa la vittoria (e con ogni probabilità pure un taglio di capelli decente)
Together we cryMasterChef 12, le pagelle della nona masterclass: la luna storta e le lacrime nostre
Siamo agli sgoccioli, e l'ansia da prestazione (nonché la sfiga) può giocare dei brutti tiri: tra incartamenti su sé stessi, complessi di Aristotele e dolori da ciclo, ecco chi ce l'ha fatta e chi no
All'ora delle gallineCenare presto is the new black
Abitudine a lungo e a torto considerata “da nonni”, il sedersi a tavola prima delle otto sta vivendo una seconda giovinezza: lo dice il 'New York Times', lo ribadiscono i ristoratori, lo conferma chi, di fronte a un “ho prenotato per le 21:30”, vorrebbe piangere
TREND OR FAD?Bun Attacks: l’invasione delle brioche scandinave
Dal Nord Europa con furore, tutti in fila per fare colazione nella micro-bakery di turno a suon di pastry, roll e specialty coffee. Con un unico dubbio: siamo di fronte all’ennesimo effetto-cronut che verrà dimenticato nel giro di qualche mese?
Quando smontiGiù la clèr, su i gomiti: la vita in after degli chef
Cosa fanno i cuochi quando spengono i fornelli e tirano giù la serranda del ristorante? Bevute per scaricare l'adrenalina e notti in bianco, ma anche casa, divano e guilty pleasure. E poi ovviamente ci sono pure i workaholic
