
Autore / Benedetta Bragadini

DON'T DREAM IT, BE ITLet’s Do the Time Warp Again (and Again): 50 anni di ‘The Rocky Horror Picture Show’
Il musical di Richard O’Brien e Jim Sharman (starring Tim Curry e Susan Sarandon, tra gli altri) è ancora il rito collettivo più sfrenato e liberatorio del cinema pop. Da Milano a New York, tra corsetti, calze a rete e coreografie, un cult che non si guarda: si vive
Un'estate goth‘Mercoledì 2’, Tim Burton è il poeta degli outcast e Jenna Ortega la sua (nuova) musa
Dimenticate il timore del “more of the same”: la seconda stagione (o meglio, la sua prima metà) è un ritorno nel mondo gotico e irresistibilmente macabro di Nevermore. Con nuovi misteri, segreti di famiglia e una Ortega sempre più icona della Gen Z
Dothraki orak zak takhJason Momoa, il ritorno del guerriero
Con 'Chief of War' torna alle origini per raccontare la resistenza dei nativi hawaiani contro l’invasione coloniale, ma incarna di nuovo anche l'energia di Khal Drogo, il personaggio di 'GoT' che l'ha reso una star. Più punk di The Rock, più gentile di Vin Diesel, più umano di Thor
Keta, whisky e golden shower‘El Jockey’, il film più libero dell’anno, parla di un fantino. O forse no
Luis Ortega racconta il suo (anti)eroe Remo Manfredini, rockstar delle corse e anima in fuga, in un film che mescola cavalli, balletti, Úrsula Corberó, gangster e identità fluide. Altro che generi: «Serve un cinema folle, che somigli davvero alla vita»
Tales and adventures are the shadow truths‘The Sandman 2’ ci ricorda perché raccontiamo storie (e perché ne abbiamo bisogno)
“Le cose non hanno bisogno di accadere per essere vere” (cit. Morfeo). È la poetica del Sogno, ed è quello che rende il fumetto cult e la serie diversi da qualsiasi altro fantasy in circolazione
Goodbye Mr. BlondeForever stuck in the middle with you, Michael Madsen
Nessuno l'ha capito profondamente come Quentin: era il duro con la flemma e la voce roca del cinema contemporaneo, il volto pulp che ha ballato nel sangue e sussurrato minacce con stile. Un ricordo tarantiniano
Great Scott!40 anni di ‘Ritorno al futuro’, il film che ha insegnato al cinema a viaggiare nel tempo
Il 3 luglio del 1985 Robert Zemeckis cambiava la grammatica del cinema d’intrattenimento con ironia, ritmo perfetto e un’indimenticabile coppia protagonista (Michael J. Fox e Christopher Lloyd). Quattro decenni dopo, resta un punto di riferimento per chiunque voglia raccontare il passato, il presente e tutto ciò che sta in mezzo
ANOUANAUEI‘The Waterfront’: un po’ ‘Dawson’s Creek’, un po’ ‘Succession’, 100% soap
Kevin Williamson torna nei suoi luoghi (Wilmington), per una lettera d'amore (e di rancore) alla famiglia che l'ha cresciuto: se Capeside era il nido dello tsunami emotivo dell’adolescenza, Havenport è la palude morale della vita da adulti. Un binge estivo che non ha paura di sporcarsi le mani
Dix pour milleAndate al cinema, ci sono due film francesi bellissimi
‘Tre amiche’ e ‘Tutto l’amore che serve’: piccole meraviglie di un cinema sentimentale e politico, imperfetto e femminile, che parla d’amicizia, maternità e tutto quello che ci tiene in piedi (o ci fa inciampare). Starring Camille Cottin e Laure Calamy
Il Sentiero per la Loggia NeraMark Frost: io, David Lynch, e la storia segreta di ‘Twin Peaks’
Tra amarcord e visioni lucide sul presente (e sul futuro), l'altra metà della più grande serie tv di sempre (appena arrivata su MUBI) ripensa al regista cult scomparso («David e io eravamo i rockettari della Tv»), ripercorre l’origine del mito e ne racconta i retroscena, tra Douglas fir, ciambelle e domande a cui forse non vogliamo davvero dare risposta
At the balletSarah Jessica Parker è sempre lei
In 'And Just Like That...' (ora alla terza stagione) niente poteva essere più come prima. Ma l'attrice ha avuto la capacità di restare fedele a un’icona sapendola decostruire, di continuare a essere Carrie Bradshaw senza doverla giustificare. SJP è ancora cool, ma – forse – non gliene frega più niente
LandslideDel finale di ‘The Handmaid’s Tale’, e della lotta che non finisce con i titoli di coda
Una fine che in realtà è un inizio, con June che smette di essere vittima e diventa narratrice, tra vendetta pop-coreografata (Taylor Swift included) e il perdono come gesto sovversivo. Una stagione che rifiuta lo showdown apocalittico per un realismo politico doloroso e faticoso. E mentre la distopia (non) si chiude, si spalanca il futuro del sequel 'The Testaments': la resistenza non è finita, ha solo cambiato generazione
Hey Hey‘Sirens’ (in)canta, sperimenta, ma alla fine pare un po’ un buco nell’acqua
La nuova miniserie Netflix si iscrive – anche con una certa grazia – nel club esclusivo del "trauma upper class", con l'aggiunta di un elemento pseudo-fantastico (che perde per strada). Ci prova davvero, ma vuole fare tanto, probabilmente troppo. Nonostante un trio di attrici al top, Julianne Moore su tutte
Il sale della terraQuella di Sebastião Salgado non era solo fotografia, ma un modo di stare nel mondo
«Ogni volta che ho sollevato la macchina fotografica, ho sentito il bisogno di essere parte di ciò che stavo fotografando», dice nel doc che gli ha dedicato Wim Wenders. Non è solo una dichiarazione programmatica, ma il senso ultimo di un’intera esistenza. Un ricordo 'cinematografico'
Father and daughterPolitically Wes Anderson: ecco com’è ‘La trama fenicia’
Una cartografia della crisi, un inventario dei resti e delle macerie di un’epoca. E del rapporto tra un padre e una figlia (i magnifici Benicio del Toro e Mia Threapleton). Il regista texano non era mai stato così politico, ma il mondo è in fiamme e tocca sbattere (elegantemente) in faccia a chi dice che i suoi film sono soltanto “forma” che la “forma” spesso è il messaggio. Di più: è resistenza
Cover StoryThe Greatest Willem Dafoe
Il divo non divo, una rockstar della recitazione con quella faccia lì, il prim’attore e il supporting di lusso, il preferito dagli autori di ieri e di oggi, che però vive lontano da Hollywood. E ora il Direttore artistico di Biennale Teatro: «Nel teatro evochi, nel cinema catturi». Dalla New York del Wooster Group a una fattoria fuori Roma con gli alpaca «che è davvero casa»
E luce fuÈ stata la mano di Daria D’Antonio
Il film di Sorrentino per cui è stata la prima donna a vincere il David per la fotografia («Sì, ma ex aequo con un uomo»), il lavoro e l'amicizia con «Paolo», l'empatia come mantra, ma anche la cerimonia di qualche sera fa e il trattamento di solito riservato delle maestranze. Fino al premio a La Settima Arte di Rimini. E poi chi le ha insegnato a "vedere", come dice Silvio Orlando in 'Parthenope'
Forte, tosta, indipendente?Chi è adesso Blake Lively?
L'assenza al MET Gala, la prima intervista dopo la bufera 'It Ends with Us'/Justin Baldoni, il sequel di 'Un piccolo favore' in cui cerca di ricordarci com’era prima dello shitstorm. Ma forse non bastano Capri e un paio di spalline couture
Buddellu ammerigano‘Havoc’ con Tom Hardy è il miglior action di Netflix?
Sì, ma ci vuol poco, se pensate alla disastrosa trilogia composta da 'Red Notice', 'The Gray Man' ed 'Extraction'. E Tom Hardy e Gareth Evans sono una certezza per il genere, che torna a farsi sporco, fisico, brutale. Come dev’essere
I married myselfVorrei vivere in una serie di Amy Sherman-Palladino
Dove Charlotte Gainsbourg fa screwball comedy, Luke Kirby pare recitare una partitura jazz e Lou de Laâge piazza un clamoroso debutto in lingua inglese. Come in 'Étoile', il ritorno di Nostra Signora della serialità d’auteure (d'autrice, è voluto) dopo 'Mrs. Maisel'
