
Autore / Benedetta Bragadini

Go big or go home‘Un’ultima avventura’ è l’addio a ‘Stranger Things’ di cui (non) sapevamo di aver bisogno
Quel finale che non era ancora stato scritto, l’incredibile lavoro artigianale sul set, i table read e gli ultimi ciak in lacrime. Il doc sul backstage della quinta stagione racconta il congedo più umano della serie-fenomeno
Cover StoryGomorra Origin Story
O di come Marco D’Amore è tornato dentro la serie delle serie per raccontare le radici e l'inevitabilità del male, con un prequel che è un passo "di lato" anche doloroso sull'educazione criminale di Pietro Savastano
We can be heroesIl cuore di ‘Stranger Things’ batte ancora forte
Almeno per quello che conta davvero. Il finale non è perfetto, ma è giusto e sincero: tornare dove tutto era iniziato per un addio lungo, dichiarato, perfino spudorato nella sua voglia di farci restare ancora un po’
God is a directorPark Chan-wook non ha altra scelta che fare cinema così. E meno male
Incontro con il Maestro sudcoreano, che in 'No Other Choice' trasforma il lavoro, l’identità e l’impotenza in una commedia nerissima. Un film su cosa resta di un uomo quando il ruolo sociale che lo definiva viene cancellato
It’s tiiiiime‘Stranger Things 5 – Volume 2’: fino a qui tutto bene
Nel senso che la seconda parte della stagione finale non tradisce nulla: tiene alta la tensione, mette ordine nel mito del Sottosopra e prepara l’addio senza fretta né cinismo. Ci vediamo a Capodanno
Solitano is the new place to beSmettiamola di fare la critica di ‘Emily in Paris’ e divertiamoci
Tra 'bavazzatini', nepo baby e romanticismo pop, la serie con Lily Collins, arrivata alla quinta stagione (in trasferta a Roma e Venezia), continua a funzionare proprio perché sa cos'è. E ci gioca, senza fingere di essere altro
A Spooky little boy like youJim Jarmusch: «A modo mio»
Una chiacchierata tra caffè doppi, Tom Waits e Wu-Tang Clan per attraversare il suo nuovo film, 'Father Mother Sister Brother', e un’idea di cinema che toglie tutto il superfluo e lascia spazio al tempo, ai gesti, alle relazioni
Press PlayLa caduta di Diddy, filmata da Diddy
La docu-serie Netflix 'The Reckoning' (prodotta da 50 Cent) smonta trent’anni di potere, accuse e auto-narrazione attraverso un paradosso: a mettere Sean Combs alle corde sono le sue stesse immagini
Should I Stay Or Should I Go‘Stranger Things 5’, l’inizio della fine promette benissimo
La prima parte della stagione finale riaccende il fuoco della serie con un’energia Eighties più cupa, matura e cinematografica. E prepara il conto alla rovescia che porta Hawkins e i nostri eroi dritti verso lo scontro decisivo
«I’m Shiv f***ing Roy»‘All Her Fault’, Sarah Snook è tornata
Con un thriller psicologico (da oggi su Sky e NOW), in cui l'attrice di 'Succession' abbandona la corazza di Shiv Roy e interpreta magnificamente una madre che va in pezzi davanti a noi. L'abbiamo incontrata
“Ho colto d’erica un rametto”‘Giovani madri’ è il cinema migliore dei fratelli Dardenne
Il nuovo, bellissimo film dei registi belgi accompagna cinque adolescenti a cui la vita ha chiesto di prendersi cura di qualcuno senza che nessuno si sia mai davvero preso cura di loro. Starring cinque magnifiche protagoniste
Ma quale bad boyChiedi chi era Luke Perry
'I Am Luke Perry' è un ritratto affettuoso e senza pretese dell'attore, prodotto dall'amico e collega Jason Priestley. Dagli anni del delirio pop di 'Beverly Hills, 90210' alla lenta riconquista della propria identità artistica
HeroesSe la quinta stagione di ‘Stranger Things’ fosse una canzone: l’ultima playlist dal Sottosopra
I Duffer, Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin e Noah Schnapp raccontano la fine di un’era: tra Fleetwood Mac, Bowie e INXS. «È come dire addio a qualcuno e poi continuare a camminare nella stessa direzione»
«Libertà è partecipazione!»‘La grande ambizione’ di oggi? Tornare a dire “noi”
È quello che emerge dal doc 'Noi e la grande ambizione', in cui Andrea Segre riprende il viaggio di 'Berlinguer' per raccontare una generazione che cerca di ricucire il legame tra politica, vita e comunità
Worst show ever?Sì, ‘All’s Fair’ è davvero terribile come dicono (e forse per questo imperdibile)
Ryan Murphy arruola Kim Kardashian (e un cast stellare) per un legal drama campissimo e iper-patinato tra tailleur color champagne e frasi motivazionali, dove tutto è così esagerato e sbagliato da sembrare parodia intenzionale
Ya Got Trouble‘It – Welcome to Derry’ è una serie prequel che sa come si fa una serie prequel
I fratelli Muschietti trasformano l’orrore di King in una sinfonia del male americano. E non si limitano a una nuova apparizione di Pennywise, ma provano a costruire un mondo dove la paura è qualcosa di antico e collettivo
Happily Ever After?‘Nobody Wants This 2’ è una rom-com che sa di non poter più essere (solo) una rom-com
“If it’s complicated, then it’s complicated” (cit. Finneas). Kristen Bell e Adam Brody provano a raccontare il dopo-innamoramento: restare insieme tra fede, nevrosi e comodini sbagliati
Tick tock‘A House of Dynamite’, 20 minutes to save (?) the world
Kathryn Bigelow firma un thriller della possibilità (e se venisse lanciato un oggetto non identificato verso gli USA?) sul potere che implode. Dove il problema non è il missile, ma chi decide cosa fare
La donna che visse due volte?‘La donna della cabina numero 10’ vuo’ fa’ Hitchcock (ma non ci riesce)
Keira Knightley su un megayacht, tra cocktail, paranoia e design nordico. Simon Stone cita il Maestro della suspense e Agatha Christie, ma finisce per girare un thriller che non ti entra mai sotto pelle, manco per sbaglio
I can buy myself flowersQuando Diane Keaton balla
Dal video virale sulle note di 'Flowers' by Miley Cyrus a 'You Don’t Own Me' nel 'Club delle prime mogli', ballava come se nessuno la stesse guardando. E ha fatto dell'essere sempre radicalmente sé stessa il suo passo di danza più riconoscibile
