
Autore / Benedetta Bragadini

Il Sentiero per la Loggia NeraMark Frost: io, David Lynch, e la storia segreta di ‘Twin Peaks’
Tra amarcord e visioni lucide sul presente (e sul futuro), l'altra metà della più grande serie tv di sempre (appena arrivata su MUBI) ripensa al regista cult scomparso («David e io eravamo i rockettari della Tv»), ripercorre l’origine del mito e ne racconta i retroscena, tra Douglas fir, ciambelle e domande a cui forse non vogliamo davvero dare risposta
At the balletSarah Jessica Parker è sempre lei
In 'And Just Like That...' (ora alla terza stagione) niente poteva essere più come prima. Ma l'attrice ha avuto la capacità di restare fedele a un’icona sapendola decostruire, di continuare a essere Carrie Bradshaw senza doverla giustificare. SJP è ancora cool, ma – forse – non gliene frega più niente
LandslideDel finale di ‘The Handmaid’s Tale’, e della lotta che non finisce con i titoli di coda
Una fine che in realtà è un inizio, con June che smette di essere vittima e diventa narratrice, tra vendetta pop-coreografata (Taylor Swift included) e il perdono come gesto sovversivo. Una stagione che rifiuta lo showdown apocalittico per un realismo politico doloroso e faticoso. E mentre la distopia (non) si chiude, si spalanca il futuro del sequel 'The Testaments': la resistenza non è finita, ha solo cambiato generazione
Hey Hey‘Sirens’ (in)canta, sperimenta, ma alla fine pare un po’ un buco nell’acqua
La nuova miniserie Netflix si iscrive – anche con una certa grazia – nel club esclusivo del "trauma upper class", con l'aggiunta di un elemento pseudo-fantastico (che perde per strada). Ci prova davvero, ma vuole fare tanto, probabilmente troppo. Nonostante un trio di attrici al top, Julianne Moore su tutte
Il sale della terraQuella di Sebastião Salgado non era solo fotografia, ma un modo di stare nel mondo
«Ogni volta che ho sollevato la macchina fotografica, ho sentito il bisogno di essere parte di ciò che stavo fotografando», dice nel doc che gli ha dedicato Wim Wenders. Non è solo una dichiarazione programmatica, ma il senso ultimo di un’intera esistenza. Un ricordo 'cinematografico'
Father and daughterPolitically Wes Anderson: ecco com’è ‘La trama fenicia’
Una cartografia della crisi, un inventario dei resti e delle macerie di un’epoca. E del rapporto tra un padre e una figlia (i magnifici Benicio del Toro e Mia Threapleton). Il regista texano non era mai stato così politico, ma il mondo è in fiamme e tocca sbattere (elegantemente) in faccia a chi dice che i suoi film sono soltanto “forma” che la “forma” spesso è il messaggio. Di più: è resistenza
Cover StoryThe Greatest Willem Dafoe
Il divo non divo, una rockstar della recitazione con quella faccia lì, il prim’attore e il supporting di lusso, il preferito dagli autori di ieri e di oggi, che però vive lontano da Hollywood. E ora il Direttore artistico di Biennale Teatro: «Nel teatro evochi, nel cinema catturi». Dalla New York del Wooster Group a una fattoria fuori Roma con gli alpaca «che è davvero casa»
E luce fuÈ stata la mano di Daria D’Antonio
Il film di Sorrentino per cui è stata la prima donna a vincere il David per la fotografia («Sì, ma ex aequo con un uomo»), il lavoro e l'amicizia con «Paolo», l'empatia come mantra, ma anche la cerimonia di qualche sera fa e il trattamento di solito riservato delle maestranze. Fino al premio a La Settima Arte di Rimini. E poi chi le ha insegnato a "vedere", come dice Silvio Orlando in 'Parthenope'
Forte, tosta, indipendente?Chi è adesso Blake Lively?
L'assenza al MET Gala, la prima intervista dopo la bufera 'It Ends with Us'/Justin Baldoni, il sequel di 'Un piccolo favore' in cui cerca di ricordarci com’era prima dello shitstorm. Ma forse non bastano Capri e un paio di spalline couture
Buddellu ammerigano‘Havoc’ con Tom Hardy è il miglior action di Netflix?
Sì, ma ci vuol poco, se pensate alla disastrosa trilogia composta da 'Red Notice', 'The Gray Man' ed 'Extraction'. E Tom Hardy e Gareth Evans sono una certezza per il genere, che torna a farsi sporco, fisico, brutale. Come dev’essere
I married myselfVorrei vivere in una serie di Amy Sherman-Palladino
Dove Charlotte Gainsbourg fa screwball comedy, Luke Kirby pare recitare una partitura jazz e Lou de Laâge piazza un clamoroso debutto in lingua inglese. Come in 'Étoile', il ritorno di Nostra Signora della serialità d’auteure (d'autrice, è voluto) dopo 'Mrs. Maisel'
Future Days‘The Last of Us’ non è più la stessa cosa (e va bene così)
Con la seconda stagione e dopo la morte di "voi sapete chi", la serie è diventata qualcos'altro: non più un character study su due solitudini che si riconoscono in una post-apocalisse che di umano non ha più nulla, ma una riflessione sull’inutilità della vendetta e sulla violenza che non può che portare violenza
Junipero DriveDiamo i voti agli episodi di ‘Black Mirror 7’
Dopo la quinta e sesta stagione, che sono state più deludenti, con la settima Charlie Brooker & C. hanno probabilmente scritto una delle pagine migliori della serie. Ecco la nostra classifica
Goodbye, IcemanVal Kilmer Forever
È stato il divo più sottovalutato e incompreso di Hollywood, forse perché non gliene è mai importato nulla dell’industry, se non di fare l’attore, alle sue condizioni. Ma ci ha regalato Iceman, Jim Morrison e sì, anche Nick Rivers. Un ricordo incompleto
Dai Dai Dai (di piano sequenza)‘The Studio’ è la risposta di Hollywood a ‘Boris’ (e quindi è bellissima)
La satira selvaggia di Seth Rogen & C. sfotte meravigliosamente contraddizioni e assurdità dell'industry (come già anni fa la 'fuoriserie' italiana e 'Dix pour cent'), ma sempre 'with love'. Un esempio? Il cazzeggio sul piano sequenza in tempi in cui si grida al miracolo per 'Adolescence'. Chapeau
We Are (Not) All Strangers‘The Breaking Ice’, fra Truffaut e Godard per raccontare l’inquietudine della Gen Z
Girare sulle montagne innevate tra Cina e Corea del Nord, scrivere una scena sensuale evitando però la censura, ispirarsi alla Nouvelle Vague per fotografare la gioventù smarrita di oggi, in Oriente come in Occidente, e dirigere Cynthia Erivo prima di 'Wicked'. Una lunga chiacchierata con il regista Anthony Chen
Cover StoryBetter Call Saul Nanni
Da Rocco Siffredi ragazzino a Tancredi nella nuova serie sul ‘Gattopardo’: nella carriera di Saul Nanni c’è un fil rouge deloniano. Ci abbiamo giocato insieme nella nostra cover story e in questa intervista feat. qualche guest star. Perché questo è davvero il suo momento, non solo dal punto di vista professionale, ma pure personale (Deva Cassel!): «Sto facendo la vita dei miei sogni, quella che immaginavo quando ero piccolo». E guardava i film di Scorsese in taverna con papà
Staring at the Sun‘Daredevil: Rinascita’, contro il logorio del cinema Marvel moderno
Charlie Cox torna nei panni del Diavolo di Hell's Kitchen in un nuovo capitolo che resta fedele a quello che aveva reso grande la serie, immaginando però una nuova traiettoria. Sempre feat. uno dei cattivi più potenti della tv: il Wilson Fisk di Vincent D'Onofrio
“I love him, I hate him, I wanna be him”Fatevi un favore: andate a vedere ‘A Real Pain’ (e non solo per Kieran Culkin)
L'opera seconda di Jesse Einseberg è un film che plana lieve sui drammi, sia quelli storici e collettivi (l'Olocausto) che quelli contemporanei e personali dei suoi personaggi. E sì, l'attore di 'Succession' piazza un'altra interpretazione clamorosa (Oscar!)
Digital Detox‘The White Lotus 3’: stesso copione, stessa grande serie
Questa volta il morto ci scappa in Thailandia, con la location che offre uno sfondo ancora più causticamente in contrasto con lo spirito capitalistic-sbruffone dei "soliti" ricchi e stronzi in vacanza. Mike White mette a segno un altro grande capitolo della sua commedia (dis)umana
