
Tutte le (poche) registe nominate all’Oscar
Greta Gerwig, che questa sera se la vedrà con Guillermo del Toro, Christopher Nolan, Paul Thomas Anderson e Jordan Peele, è solo la quinta della storia.


Greta Gerwig, che questa sera se la vedrà con Guillermo del Toro, Christopher Nolan, Paul Thomas Anderson e Jordan Peele, è solo la quinta della storia.

C’è qualcosa di dolce e meravigliosamente strambo in questo racconto di formazione semi-autobiografico, che è insieme una dichiarazione d’amore di Greta Gerwig alla città in cui è cresciuta, Sacramento in California, e un ritratto dolce amaro del rapporto madre-figlia. Nominato a 5 Oscar.

Ha vinto un Oscar a soli 23 anni, è caduta sul palco dell’Academy e si è messa a ridere. Ma soprattutto è una senza peli sulla lingua. Anche sulle questioni più calde del momento.

«Mi infastidisce la gente che utilizza il cellulare in pubblico: in mezzo alle persone è importante essere concentrati su chi si ha di fronte». L'attore veneto è tra i protagonisti del nuovo film di Christian Marazziti, che racconta il week end in montagna e senza connessione di una famiglia allargata.

‘L’aria sul viso’ è il documentario che racconta la preparazione per le Paralimpiadi di Rio della donna con protesi più veloce al mondo, anche se a lei non piacciono tanto le definizioni.

Ci è voluto oltre mezzo secolo per vedere il primo supereroe di colore targato Marvel al cinema. Ma ne è valsa la pena.

L’attrice e il marito Justin Theroux hanno annunciato la separazione. Adesso, qualcuno commenta, il sogno è di vederla di nuovo accanto a Brad Pitt. Oppure no?

L'attore si è confrontato coraggiosamente con l’icona, Fabrizio De André, e ci ha restituito meravigliosamente l’uomo, Faber. Chapeau pure alla voce. Sì, nonostante tutte le polemiche sull'accento romano

Hollywood, le dinamiche degli studios e la nostalgia dell'Italia, ma anche i colleghi che sbarcano negli USA. Abbiamo incontrato il regista che, dopo 12 anni oltreoceano, torna con il nuovo film 'A casa tutti bene'.

Da Piefrancesco Favino a Edoardo Leo: tra Festival e del Dopofestival, duetti, promozioni e incursioni varie, il grande schermo conquista il difficile palco dell’Ariston.

La saga che ci era stata venduta come trasgressione allo stato puro si è rivelata per quel che è: una storia d’amore nel senso più classico del termine. E niente, che noia.

Pierfrancesco Favino, sul palco di Sanremo, sa stare al gioco e si diverte pure un sacco: vedi alla voce “gnigni”. E dopo il ‘blob’ musicale in cui ha mescolato poesia, ironia e musica, con il suo monologo non ce n’è stato più per nessuno.

Mr. Robinson è accusato da 50 donne di averle drogate e poi violentate. Ma l’istituzione di New Haven dice che nella sua storia non ha mai annullato un riconoscimento del genere. Dovrebbe farlo ora.

“L'ho convinta a salire in auto, le ho assicurato che la strada era sicura e non era così. Averla spinta a fare quello stunt è il più grande rimpianto della mia vita” ha detto il regista.

Justin Timberlake, Han Solo, Westworld, J.J. Abrams e la prima volta degli Eagles. Ma la vera trionfatrice della serata è Kylie Jenner.

Come si troverebbe Benito Mussolini nell'Italia di oggi? Se lo chiede questo film, tra commedia e realtà. Perfetto da vedere prima delle prossime elezioni.

C’è chi parla di eccesso di garantismo nei confronti dell’attore e chi di un ricatto ai danni di una star hollywoodiana da parte della famiglia di lei. Alla fine poco importa, perché in qualunque modo la si veda, resta una brutta storia.

Il regista Luca Miniero e i protagonisti Frank Matano e Massimo Popolizio, ovvero Mussolini, sono passati a trovarci in redazione per un'intervista doppia. Anzi, tripla.

Un weekend nei backstage delle sfilate romane con i giovani designer protagonisti. Moda sì, ma sempre 'Rolling Stone' style.

“Non capisco perché 'Chiamami Col Tuo Nome' si debba definire un film a tematica omosessuale o appartenente al genere LGBTQ. È solo la storia di due persone” ha detto Guadagnino. E noi siamo d’accordissimo con lui
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