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Mentre la Chiesa corregge il “Padre Nostro”, noi maltrattiamo il creato come una macchina tentatrice, ci rassereniamo pensando all'agente provocatore e alla presunzione di colpevolezza. Perché nel mondo non ci sono innocenti, ma solo colpevoli non ancora provati.

Del fotografo iraniano si è detto che non si trova dove le cose succedono, ma che le cose succedono dove lui si trova.

Un sottile filo logico collega Mia Khalifa, l'attrice in cima agli anatemi dello Stato Islamico, a un affresco nella chiesa di San Fermo Maggiore a Verona, e passa da Bassora. L'editoriale di Adriano Sofri sul numero di Rolling Stone in edicola a ottobre.