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In ‘Softscars’ l’artista non-binary di Singapore si rifà al pensiero della filosofa Donna Haraway immergendosi in un videogame dal suono anni ’90. Ma l’intelligenza artificiale, dice, «rovina carriere e per adesso manca di regole e etica»

La regola è una: contaminare tutto. Dall’ambient come veicolo dell'emotività alle ritmiche destrutturate, dal neomelodico gabber al bolero futuristico. Ma c'è anche chi osa di più, mescolando l’umano al cyborg