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È impossibile non pensare all’applauso di Cannes al regista iraniano Mohammad Rasoulof, rinchiuso prima nel carcere di Evin (lo stesso di Cecilia Sala) e poi condannato a 8 anni per il dissenso espresso nel film. Ma sarebbe anche ingeneroso, ora, fermarsi solo a questo, di fronte a un’opera come la sua

È stata confermata la sentenza contro l’iraniano Mohammad Rasoulof, colpevole di “propaganda anti-regime”