Eminem

Eminem

Bio

Varie pop star, da Elvis Presley agli N.W.A. a Marylin Manson, hanno suscitato e generato polemiche, nessuno però lo ha fatto come Eminem. Nel suo primo album pubblicato da una major, The Slim Shady (1999; che raggiunse la posizione numero 2 nella classifica Pop, e la numero Uno in quella R&B), il rapper bianco originario di Detroit ha messo chiunque nel suo mirino verbale, includendo non solo i suoi detrattori ma anche sé stesso, la moglie Kim e la madre, la quale in seguito finì per querelarlo per diffamazione. L’album dell’anno successivo The Marshall Mathers (numero 1 sia nella classifica Pop che in quella R&B) fu ancora più pungente e scatenò le proteste di gay, lesbiche, gruppi religiosi e donne, anche quando divenne l’album rap più venduto di sempre.

Eminem, all’anagrafe Marshall Bruce Mathers III, è nato appena fuori Kansas City, nel Missouri. Non ha mai conosciuto suo padre ed è cresciuto insieme al fratellastro più giovane. Un’adolescenza difficile segnata da ristrettezze economiche, vari trasferimenti da una parte all’altra dell’America, i problemi di droga della madre e le sue relazioni burrascose. A 11 anni la famiglia si è stabilita in un quartiere prevalentemente nero situato nella parte est di Detroit. Nonostante fosse regolarmente vittima di bullismo e maltrattamenti da parte di altri ragazzi, Mathers trovò una manciata di amici che riconobbero subito le sue abilità di rima, e dopo essere stato bocciato per tre anni consecutivi, abbandonò la scuola e iniziò a gareggiare in locali freestyle con la sua crew “La Sporca Dozzina” (D12).

Nel 1996 ha pubblicato per una piccola etichetta del posto (Web Entertainment) il suo primo album da solista, Infinite, che non suscitò grande interesse. Il successivo The Slim Shady EP del 1998, invece, ha colpito a tal punto il produttore Dr. Dre da convincerlo a metterlo sotto contratto con la Aftermath Entertainment, un’etichetta sussidiaria della sua Interscope Records. L’EP è stato ampliato con nuove tracce e ripubblicato con lo stesso titolo registrando un successo sorprendente: ha debuttato alla posizione numero 3 della Pop Chart, ha venduto complessivamente 3 milioni di copie e permesso ad Eminem di vincere un Grammy come Miglior Album Rap. L’album presentava il suo alter ego cattivo e maniacale, Slim Shady, un comico omicida attraverso il quale Mathers esprimeva le sue fantasie di vendetta più oltraggiose e perverse. Il singolo di traino “My Name Is” si è spinto fino alla posizione numero 36 della Hot 100 e gli è valsa la vittoria del Grammy per la Migliore Performance solista rap. Nel frattempo perbenisti e moralisti protestavano vigorosamente per i contenuti di pezzi come “’97 Bonnie and Clyde”, in cui Eminem canta amorevolmente alla sua piccola mentre è in viaggio per disfarsi del cadavere della moglie.

Diversi critici e artisti, sia bianchi che neri, lo hanno salutato come uno dei migliori MC del mondo. La sua voce unica piuttosto nasale, il successo trasversale e la reiterata propensione ad attaccare ed offendere qualsiasi cosa, a suo modo e senza pregiudizi, ha rapidamente permesso al giovane rapper di affermarsi come un fenomeno apparentemente inarrestabile – un fatto ulteriormente dimostrato quando The Marshall Mathers LP, l’album uscito nel 2000, ha debuttato in cima alla classifica con quasi 1,7 milioni di copie vendute nella prima settimana. Alla fine sarebbe diventato uno dei pochi album ad ottenere la certificazione Diamante, con vendite di oltre 10 milioni di copie.

Il successo maggiore arrivò con The Real Slim Shady (numero 4 nella classifica pop del 2000, numero 11 in quella R&B), mentre le associazioni degli omosessuali lo accusavano a gran voce di omofobia rinvenendo nell’album una ricorrente ed esecrabile presenza di contenuti discriminatori ed offensivi. La disputa ha raggiunto l’apice quando Elton John, gay dichiarato, si è esibito con il rapper alla cerimonia dei Grammy Awards del 2001. I due hanno duettato in Stan, un pezzo che rappresenta un ammonimento a un fan disturbato che prende sul serio le violente fantasie dell’alter ego Slim Shady. La versione originale si basa sul sample di Thank You della cantante inglese Dido.

Nel 2001 Eminem ha mantenuto la promessa di ingaggiare la sua vecchia crew di Detroit, i D12, nella etichetta discografica da lui fondata, la Shady Records. Il collettivo – composto da 6 membri, compreso Em – ha pubblicato l’album Devil’s Night, che ha debuttato al numero uno e venduto oltre 2 milioni di copie.

Nel bel mezzo di tutti i successi e le polemiche suscitate dai suoi testi, Eminem fu assediato da cause legali e vari problemi con la legge. Oltre alla causa per diffamazione di sua madre, Mathers è stato anche citato in giudizio dalla moglie (la fidanzata che aveva “ucciso” in ’97 Bonnie & Clyde e poi di nuovo in Kim, traccia presente nel The Marshall Mathers LP), dalla quale si era da tempo separato. La coppia successivamente si riconciliò e la moglie abbandonò la causa, nonostante il successivo divorzio del 2001. Nello stesso anno, scegliendo il patteggiamento, Eminem si dichiara colpevole di possesso d’arma da fuoco dopo aver aggredito e minacciato con una pistola scarica al di fuori di un locale un uomo che aveva baciato la moglie. Venne condannato a due anni di libertà vigilata.

Nell’estate del 2002, il rapper americano è tornato sulle scene con il suo terzo album, The Eminem Show, che ha venduto oltre un milione di copie nella sua prima settimana di uscita e superato complessivamente i 10 milioni, trasformando Eminem nell’unico artista della storia con due album certificati Diamante. Nel primo singolo, Without me, Eminem ha deriso la tempesta mediatica che lo ha seguito dovunque andasse: “Seguitemi tutti / perché abbiamo bisogno di una piccola polemica / perché mi sembra tutto così vuoto senza di me”. Il singolo è arrivato alla posizione numero 2 della classifica Billboard Hot 100 – il suo più alto piazzamento di sempre – ed è stato nominato per 2 Grammy nel 2003: Album dell’anno e Migliore Performance rap maschile. Anche un altro singolo estratto da The Eminem Show, Cleanin ‘Out My Closet, ha ricevuto ampi consensi raggiungendo la posizione numero 4 nella Hot 100.

Nel novembre 2002 Eminem il debutto da attore in 8 Mile, un film ispirato alla sua storia e alle difficoltà incontrate da giovane per emergere come MC a Detroit. La critica premiò la sua interpretazione e ancora di più la colonna sonora: fra le tracce spiccava Lose Yourself, che è stata la prima canzone di Eminem ad arrivare al numero 1 nella Hot 100 e gli è anche valsa il Premio per la Miglior Canzone Originale.

Nel novembre 2004 Eminem ha pubblicato Encore, che ha venduto 700.000 copie nei suoi primi tre giorni di rilascio e 2,8 milioni nelle prime due settimane. Nel suo quarto album in studio il rapper ha dato commiato al suo alter ego Slim Shady. I testi in genere sono molto più sobri e meno pungenti, uno su tutti Mockingbird, la dolce ninna nanna rap dedicata alla figlia. Tuttavia due singoli non mancano di alimentare polemiche: Mosh, traccia anti-guerra con dure critiche alla politica estera della presidenza Bush, e Just Lose It, che ridicolizza Michael Jackson per le accuse di molestie su minori, gli interventi di chirurgia plastica e l’episodio in cui i suoi capelli hanno preso fuoco durante le riprese di uno spot commerciale per la Pepsi. L’attacco ha irritato alcuni eminenti afro-americani, in particolare Stevie Wonder e il conduttore Steve Harvey, che durante un programma radiofonico ha dichiarato: «Eminem ha perso il suo ghetto, rivogliamo indietro il suo pass».

Un anno dopo Eminem ha pubblicato la raccolta Curtain Call: The Hits, inducendo molti ad ipotizzare che il rapper volesse ritirarsi dalle scene, una possibilità che lui stesso sostenne: «Questa è la ragione per cui l’abbiamo chiamata ‘Curtain Call’ (si intende il momento in cui gli attori dopo uno spettacolo tornano sul palco per ricevere l’applauso finale: la chiusura del sipario) perché questo potrebbe essere l’ultimo lavoro, non lo sappiamo». Nell’agosto 2005 il rapper è entrato in una struttura di riabilitazione per curare la sua dipendenza da sonniferi.

Dopo una lunga pausa creativa, Eminem è tornato nel maggio 2009 con Relapse. L’album non si è avvicinato al successo di vendita dei lavori precedenti, ma è diventato comunque disco di Platino riproponendo il rapper statunitense come uno dei principali protagonisti dell’universo hip-hop. Inizialmente era prevista a distanza di alcuni mesi l’uscita di un seguito, Relapse 2, tuttavia, a causa di differenti scelte musicali e contenutistiche, l’idea venne abbandonata, e nel 2010 uscì Recovery, per il quale Eminem ha ricevuto nuovamente il Grammy per il Miglior Album Rap. Il disco è stato trainato dai due singoli spacca-classifica Not Afraid, che ha esordito direttamente alla prima posizione della Billboard Hot 100, e Love the Way You Lie feat. Rihanna, che con 12,8 milioni di copie è diventato in assoluto il singolo più venduto del rapper.

Nel 2013 è uscito il suo ottavo album in studio, The Marshall Mathers LP 2, che registra, a partire dal singolo di lancio Berzerk, il ritorno sulla scena dell’alter ego Slim Shady, con testi duri e irriverenti e sonorità più old school. Trascinato dai singoli di successo Survival, Rap God e la seconda consecutiva fortunata collaborazione con Rihanna The Monster, ha ricevuto il Grammy per il Miglior Album dell’anno.

Nell’ottobre 2016 il ritorno con Campaign Speech, un’invettiva violentissima contro l’arbitraria campagna elettorale del candidato alla presidenza Donald Trump, arrivando ad affermare che chi è un suo sostenitore non può essere un suo fan. Ne ha approfittato anche per annunciare la futura uscita del suo ultimo lavoro, Revival, uscito a fine 2017 che vanta numerose collaborazioni: Walk on Water (feat. Beyoncé), River (feat. Ed Sheeran), Like Home (feat. Alicia Keys), Bad Husband (feat. X Ambassadors), Need Me (feat. Pink). 

Articolo a cura di Jacopo Ottenga

Discografia

  • 1996 – Infinite

  • 1999 – The Slim Shady

  • 2000 – The Marshall Mathers

  • 2002 – The Eminem Show

  • 2004 – Encore

  • 2005 – Curtain Call

  • 2009 – Relapse

  • 2010 – Recovery

  • 2013 – The Marshall Mathers 2

  • 2017 – Revival

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