Ecco, finalmente arrivano le pagelle che riempiranno i miei DM di insulti. Però colgo l’occasione per salutare la mamma di PierCi che mi ha invitato al concerto dell’8 ottobre a Largo Venue del suo rampollo, quindi qualcuno riesce anche a non volermi morto. Scusi signora se non sono venuto, ma i bimbi hanno tirato su la carta rossa al papà.
Serata interessante la seconda dei Bootcamp: tante belle cose, molte pure brutte. E qualche litigio al tavolo stava per scoppiare. Jake sta ribollendo, fra un po’ ci si diverte. Grazie ad Alessio Barbati perché le pagelle, oggi, ci sono lo grazie a lui.
- VOTO 10
Le distanze
Adolescenti che cantano Bruno Lauzi. Praticamente lo stesso grado di disagio che avevo io alla loro età. No, io ero peggio, mi commuovevo urlando Lo straniero che l’aveva scritta il sommo ma aveva la voce strappata di Moustaki. E il modo in cui fanno, sentono, tirano addosso ai loro corpi e alle loro voci Ritornerai è troppo prezioso, intenso, vibrante per essere capito del tutto in un posto così. Fortuna che il tavolo dei giudici c’ha dentro qualcosa di bello e questi piccoli fenomeni vanno avanti. Sono bravi, sono belli, sono sexy, sono dolci, ti strappano l’anima e poi te la rimettono insieme.
Irama si è perso un X-Pass che poteva farlo divertire.
- VOTO 9,5
Benedetta Cornalba “Kora”
La prova non è dissimile dalle sue colleghe “perfette”. Ma lei la volta scorsa ha rappato da Dio, ora ci ha dimostrato che può essere una cantante che affronta un pezzo melodico complesso e con almeno tre registri diversi. In più ha una presenza scenica incredibile. Se ha altri inediti come quello dell’audition, difficile individuare un punto debole. Forse giusto quella camicia.
- VOTO 9
Martina Cerruti
Meno male che sceglie meglio i pezzi dei ragazzi. Detto questo, Jake La Furia ha occhio e si porta a casa un grande acchiappo e la brutta notizia per tutte le altre è che la categoria delle donne “con la canna” è già praticamente in overbooking. Come Camilla ha una voce incredibile e la governa con enorme naturalezza e rispetto a lei è meno accademica ma sembra avere più personalità, più identità. E con Jake potrebbe imparare anche a mordere di più.
- VOTO 8,5
Camilla Guerini
La sua Elisa è meno dirompente del suo esordio assoluto in pubblico (se dobbiamo crederle) alle audition. Sembra quasi che si sia già irregimentata, o forse visto che si è allenata in un coro di chiesa, è sempre stata così. Ha un timbro inossidabile, un controllo della voce pauroso, ti dà l’impressione di poter affrontare qualsiasi cover. Quindi non ha difetti, se non che te la immagini, forse, solo a fare canzoni di altre. Benissimo, ma mai sé stessa. Il che può anche andare bene, sia chiaro, meglio cantare bene altri, che cantare bene brutti pezzi propri. L’X-Pass di Paola era telefonato e probabilmente è un corto circuito, il loro, che potrebbe far bene a entrambe.
- VOTO 8
Christian Cordone
Mosse da pole dancer, piacionissimo, però raramente un uomo ha dimostrato il suo controllo della voce, del corpo, del genere che sta facendo, persino del piacere che sta provando a cantare e farsi ascoltare. E guardare. Difficile capire perché Jake non fosse convinto – anche se probabilmente si è fatto i conti bene – ma non si può ignorare l’ottima prova di un boot camp solo per calcoli matematici. La verità è che uno così a X Factor serve, per eclettismo e per talento. Anzi, è proprio con Jake che potrebbe passare da ottimo a campione.
- VOTO 7,5
Alessandro Davide Fontana e Danny Anania
E niente, entra questo mix tra Nick Cave e Tony Pitony che parla come un Siani ubriaco e ogni volta pensi che sia la quota parodia. Poi Alex canta e cazzo quanto è rock, persino la pronuncia in inglese è perfetta. Finiremo tutti con quei pantaloni zebrati, la sua faccia sulla maglietta e una sua massima sulla schiena, a dei concerti in cui non sbaglierà una nota ma tutte le dichiarazioni sì. Io già lo amo fortissimo, mi immagino già le interazioni tra lui e Giorgia.
Danny ha qualcosa, come dice Giorgia. Quel grattato che dice essere naturale, quella faccia e quell’attitudine alla Tenco, quel talento sconosciuto ai suoi avversari di scegliersi i pezzi giusti, è difficile capire cosa sia, ma funziona. E questa volta ha dimostrato di muoversi pure bene sul palco.
- VOTO 7,5
Sofia Sole Cammarota
Poker di donne con voce clamorosa. Però, però, però. Quante ne vogliamo così? Fa pensare che per riempire la casella X-Pass, tre giudici si son giocati la carta bel canto femminile per non pensarci più e non doversi struggere alle last call sentendole tutte insieme. L’impressione è che tutte le altre siano già condannate. Poco male, neanche le ricordo più. E questo dovrebbe dirci molto di una categoria pericolosa. Per intenderci: meglio Elisa Benetti che sbaglia che mezza dozzina di ottime cantanti tutte simili. La stroncatura peggiore è quella di Jake, totalmente inconsapevole: “è troppo brava per uscire ora”. Dove la chiave non sono le prime tre parole, ma le seconde tre.
- VOTO 7,5
D!PS
Un provino su pezzo, e L’anguilla è uno dei più difficili dei 99 Posse è andando a doppia velocità loro si complicano la vita (forse neanche troppo consapevolmente) e nonostante questo ne escono vivi. Ci si chiede quante corde abbiano, per ora ne abbiamo visto una però su quella picchiano alla grande. I loro concerti mi vedranno in prima fila ma non sarà facile andare ai live.
- VOTO 7
Scraffs
Iniziano maluccio, poi vanno di rincorsa e la portano a casa. Contando che era Celebrity Skin tanto di cappello e sugli alti questa volta il frontman se la cava meglio anche se questo curioso mix tra un giovane Fabio De Luigi e Pacey di Dawson’s Creek sembra ancora un passo indietro rispetto agli strumentisti. Il bassista è già troppo consapevole della sua follia per sembrare pazzo del tutto. Per sua fortuna rimane simpatico. Alle Last Call però devono tirar fuori qualcos’altro perché quest’anno le band sono tante e fortissime.
- VOTO 6,5
Camilla Tradardi
Meritava le last call anche solo per la scelta de Le vent nous portera dei Noir Desir, che è un capolavoro così grande che lo è pure la cover di Cristiano De Andrè Il vento soffierà. E quindi se la giocava contro due giganti e lei con il sorriso aperto di chi ama la vita, il mondo, gli alberi, gli animali e pure gli stronzi se la gioca improvvisando, trovando una strada tutta sua per cui pur non arrivando a quei livelli, ci offre un’idea, uno sguardo, una visione. Certo, come Elia, con lei ti compri più un personaggio che un modo di fare musica. Ma è talmente ben scritto questo ruolo, che va bene così.
- VOTO 6
Duilio Perrera
Mi è piaciuto più della scorsa volta, quel grattato e quella canottiera mi fanno impazzire, ci sento dentro una vita che meriterebbe di essere raccontata, ma lo vedo tanto bene in un grande festival musicale quanto a disagio a X Factor. Troppo sbarbatello ‘sto talent per uno che ha dentro un mondo intero come lui. Tifavo per lui, quindi ha perso male. Se ci avesse raccontato come lavorava ai cantieri, ora sarebbe alle Last Call.
- VOTO 5,5
Elia Ballancin
“Far fatica mi piace, mi dà soddisfazione”. Pazienza se fa Vasco Rossi in modo un po’ scolastico, ma almeno mostrando di non jobbare troppo su quel personaggio da buon selvaggio che ovviamente mi ha già conquistato. Sì, Jake La Furia, sono un ingenuotto e un romantico, mi sa che hai ragione però alla fine Elia è bravo, anche se ti irrita la retorica contadina un po’ esibita. E alla fine ti sei fatto convincere pure tu, orsacchiotto. Il bello è che uno così ci darà soddisfazioni sia per come saprà evolversi, sia perché sarà una ventata di realismo in un salotto di bimbi viziati.
- VOTO 5,5
Timothee Bonnardel
Niente, comincia a cantare al piano Killing Me Softly e partono gli applausi. Fa una pausa, altri applausi. A me sembra un cosplay di Peppino Di Capri, ma francofono, che canta canzoni che non sembrano appartenergli granché, pure bene ma con troppi ghirigori poco comprensibili. Non ci posso fare niente ma se fai Edith Piaf e poi i Fugees prima ti ammiro e poi penso a un pianista di pianobar. Però arriva l’ovazione e quindi chiaramente l’incompetente sono io. Mi sembra più bravo come stand up comedian, la battuta sul ciuffo di Jake è notevole. Il resto non riesco a digerirlo. E mi viene in mente una mia vecchia proposta: mettere insieme più concorrenti. Lui lo vedo bene ad accompagnare uno bravo, che ne so, un Santo Francese.
- VOTO 5
Hålo
Troppe band migliori di loro per potersi strappare le mutande di fronte a un’ottima performance scolastica. Sono più bravi tecnicamente – il fatto che cantano così bene tutti e tre – che sul palco, dove non si fanno notare, anzi un po’ spariscono, nonostante le capacità. Meritavano le Last Call anche se sappiamo tutti, loro, noi e i giudici, che lì si sarebbero fermati. In altri anni sarebbe andata diversamente.
- VOTO 5
Salvatore Picone
Quando decidi di camminare su una strada molto (troppo?) battuta, quella del bel canto pop, pulito e senza particolarità, devi fare i conti con il fatto che giochi in un’arena troppo affollata. Ha ragione Jake che paga, Salvatore, il non essere il bel contadino o la figlia dei fiori survoltata, ma è pure vero che il buon Picone pur cantando bene non mi fa venir voglia di vederlo e sentirlo ogni settimana per due mesi.
- VOTO 4,5
Matilde G
Come pensavano di valorizzare i loro punti forti – la frontman, il muro di suono – con Non è l’inferno, fatta poi con un’emulazione un po’ stanca? Emma Marrone già non è eccezionale fatta dall’originale, quel tipo di canto alla Gianna Nannini pop funziona se lo fa lei, se tu sei rock e provi a essere altro, ti perdi, ti sgonfi. Ha ragione Jake che sono un’occasione persa e pagano la generosità con cui è stata trattata Clode, pochi minuti prima. Ci lasciano però una frase da 10: “I tamarri non sono per l’Italia”. Se mi dicono che si chiamano così in onore di Matilde Gioli faccio ricorso al TAR per farli riammettere.
- VOTO 4,5
Chiara Ludovica Giorgi “Claude”
Forse devo smettere di innamorarmi. Evidente che porto loro sfiga. Miley Cyrus al piano è talmente un’intuizione originale che ti devi chiedere perché prima non ci abbia pensato nessuno. Brava a suonare, brava a cantare, brava ad arrangiare. Ma fare tutte e tre le cose contemporaneamente non è per lei.
Vittima di una scelta sbagliata, laddove il talento può darle tante soddisfazioni. Un amico vero, un’amica vera, serve poco per prendere una decisione non suicida. Per fortuna i giudici, immeritatamente, le danno un’altra occasione e io potrò vederla ed ascoltarla almeno un’altra volta. Ma deve sperare di non incrociare nessuno degli eliminati, perché Gabbani e soci le han fatto un regalo grande.
- VOTO 4
Elisa Benetti
Che dolore, mi piace tutto di lei. L’attitude, come direbbero quelli bravi, quella bellezza sfrontata, il carisma, l’essere la figlia segreta di Sabrina Camerra (sì continuo a citarla perché tutti dovete seguirla: sia Elisa, che Sabrina), il fatto di buttar lì un genere che può risultare urticante ma che piace a tutti come guilty pleasure. Però se si perde una medaglia olimpica per un centesimo, per un piccolo errore, perché quel giorno stai male, puoi anche giocarti X Factor perché sbagli la performance. E lei sbaglia un acuto, perde il tempo in vari passaggi e quando se ne accorge, molla. Cosa che non deve fare in futuro, però, perché è brava e ha cazzimma. Il successo è solo rimandato.
- VOTO 4
Manuel Gargano
Bella stronza è già dura da cantare: ieri, woke e domani è un pezzo che fa male, in troppi sensi. Il problema è che dentro questo pezzo c’è un dolore, c’è una ferita sbagliata, c’è un’anima che è la musica e il canto di Marco Masini, quel tipo di arte che lo è solo addosso a lui. E per andarci vicino devi aver vissuto e cantato molto più del piccolo Manuel che la tira giù e prova a compensare con le faccette. Performance sbagliata, se la cava solo perché canta bene. Si fa fatica a capire però perché Picone fuori e lui dentro, ma va bene così.
- VOTO 3
Alanis Fiscarelli
Non m’era piaciuta granché già prima, molto fumo e poco arrosto. L’inedito è così bizzarro da essere anche interessante, ma come lei è fumoso. Giocarsi così i boot camp è spiegabile solo con il desiderio di racimolare qualche migliaio di ascolto su Spotify. Di sicuro l’inedito continua a porci lo stesso interrogativo: ma di preciso, lei, cosa fa? Di quelle che a fine serata ti fregano perché nel momento in cui non ti piace, ti fa sentire sbagliato. Troppo paracool chic però per fregare quei quattro vecchi volponi al tavolo.
- VOTO 2
Mattia Fanti
O io non l’ho capito o lui non ha capito che vuole fare da grande. Sbaglia pezzo, il suo timbro su una canzone come questa, che già ha problemi d’identità (il pezzo), è come il bacio (Perugina) sui maccheroni. A mangiarlo, abbastanza disgustoso, ma bastava una lettera per cambiare il destino del cuoco e di chi li mangerebbe. Difficile immaginare una performance più sbagliata, non becca mai l’intonazione, per due terzi sembra un pezzo diverso, per l’ultimo terzo è compiaciuto di non fare disastri. Ha la faccia di chi prende otto senza studiare al liceo e si è abituato troppo bene e pensava di aggiudicarsi due mesi su Sky solo con la sua paraculaggine.
- VOTO 1
Niccolò Riolfo
Niccolò Riolfo è un tipo di quelli che in comitiva vorresti sempre avere. Ha pure un’intuizione buona sull’arrangiamento di Chicco e Spillo, il problema è che canta peggio di Pierluigi dopo una birra il giorno delle elezioni, altro che Samuele. Peccato perché la canzone l’aveva capita. Il problema è che lui è fatto per l’amore, non per il canto. Uno così lo capisco perché è finito alle last call: per sbaglio (lo dice Jake) e perché lo vuoi in studio. Non davanti a un microfono, magari come valletto di Giorgia, però la musica non è roba sua.













