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Videogiochi in streaming? Dovremo aspettare ancora molti anni

Il boss di Xbox, Phil Spencer, non crede che il gioco in streaming avrà una diffusione immediata, ma dovrà passare moltissimo tempo prima che si possa parlare di standard

Per Spencer lo stesso servizio xCloud di Microsoft nei prossimi anni andrà solo ad offrire un’alternativa complementare alle console tradizionali.

C’è chi pensa che con l’arrivo di Google Stadia questo novembre l’industria dei videogiochi entrerà in una nuova epoca, e chi invece si mantiene più cauto sulle tempistiche di questa supposta rivoluzione.
È il caso, per fare un esempio, del presidente di 3D Realms Frederik Schreiber, che qualche tempo fa aveva dichiarato che ci vorranno almeno 20 anni perché questo tipo di tecnologia acquisti un senso. Ma è un punto di vista in parte condiviso anche dal capo della divisione Xbox di Microsoft, Phil Spencer, che in un’intervista a GameSpot ha dichiarato: “Penso che dovranno passare anni prima che [lo streaming] diventi uno dei modi principali per la gente di giocare. E intendo anni e anni”.

Sono parole che fanno riflettere più di quelle di altri, perché Microsoft per prima ha deciso di investire sullo streaming con il suo progetto xCloud, che entrerà in una fase di prova aperta al pubblico proprio questo autunno. Per Spencer il servizio andrà ad affiancare le console tradizionali, che non spariranno dalla scena tanto presto, offrendo così una scelta in più ai consumatori.
Spencer prende Netflix come pietra di paragone per il suo ragionamento: “Penso che, siccome la tecnologia evolve così in fretta, a volte dimentichiamo che [Netflix] è in giro da 20 anni, il che significa che ci sono volute due decadi affinché degli show come Game of Thrones e House of Cards diventassero tra i più importanti al mondo e venissero visti principalmente in streaming. Penso che per il gaming in streaming ci vorranno meno di 20 anni, ma non saranno di certo neanche due. È un cambiamento tecnologico. Anche se può sembrare che avvenga dall’oggi al domani, in realtà non è così.”
A onor del vero, i servizi di gaming in streaming hanno fatto capolino già nel 2003, con Onlive prima e Gaikai poi. Mentre il primo ha chiuso i battenti in pochi anni, il secondo è stato integrato nel servizio PlayStation Now di Sony. Per quanto non si tratti di esperimenti di successo finora, attestano comunque il fatto che la tecnologia in questione non è poi neonata come sembra e che forse non ci vorranno necessariamente vent’anni a partire da oggi perché faccia presa sul grande pubblico.

Il servizio Online ha avuto vita breve, ma nelle intenzioni si proponeva simile a Google Stadia. I tempi però erano decisamente poco maturi.

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