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Riot Games pagherà 10 milioni di dollari di risarcimento alle sue dipendenti

Lo sviluppatore di League of Legends ha scelto di patteggiare un risarcimento milionario nella causa che la vede accusata di discriminare i suoi lavoratori in base al sesso

Riot Games è purtroppo solo l’ultima di tante compagnie di videogiochi a ricevere denunce e accuse da parte di dipendenti per via dell’ambiente lavorativo malsano.

È arrivata al capolinea la vicenda legale che ha visto coinvolta la compagnia di League of Legends, Riot Games, e un gruppo di dipendenti che hanno denunciato l’esistenza sul posto di lavoro di un ambiente tossico e maschilista e di frequenti episodi di discriminazione sessuale. La class-action, iniziata circa un anno fa, si è finalmente conclusa con una buona notizia per le lavoratrici: Riot ha infatti accettato, attraverso un patteggiamento, di risarcire ogni singola donna interessata, mettendo a disposizione un fondo di ben 10 milioni di dollari.

Tra le accuse alla compagnia c’erano quelle di non aver prevenuto né essere intervenuta, quando sollecitata, per porre fine alle pratiche messe in atto da alcuni dirigenti e dipendenti nei confronti delle loro colleghe, che includevano molestie, discriminazioni e maltrattamenti basati sul genere e l’orientamento sessuale.
Oggi Riot si dichiara «felice di aver proposto l’accordo», che rappresenta «un altro importante passo avanti per dimostrare l’impegno verso i valori aziendali e creare un ambiente accogliente per i migliori talenti dell’industria». Dall’inizio della storia la compagnia sembra effettivamente aver fatto dei passi avanti per promuovere lo sviluppo di un ambiente migliore all’interno dei suoi uffici. Speriamo che continui su questa linea anche dopo che la questione sarà ufficialmente archiviata.

Lo scorso maggio alcuni dipendenti hanno protestato davanti alla sede della compagnia per rivendicare il diritto a un ambiente di lavoro paritario (fonte: https://twitter.com/Upcomer).

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