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Nintendo Switch, produzione bloccata dal coronavirus: a rischio anche la next-gen?

L’epidemia che ha colpito la Cina sta avendo le sue prime ricadute anche sull’industria dei videogiochi, che come tutti fabbrica gran parte dei suoi prodotti nel paese

Nintendo ha bloccato le prenotazioni per la sua nuova Switch in edizione speciale dedicata ad Animal Crossing fino a data da destinarsi.

La prima e più immediata conseguenza dell’epidemia di coronavirus nel mondo dei videogiochi l’abbiamo vista con la cancellazione degli eventi di eSport in Cina, ma il paese asiatico è la vera e propria fucina di un’industria che vede uscire più del 90% delle macchine da gioco e relative componenti dalle sue fabbriche.
Lo avevamo già visto lo scorso anno, quando la guerra commerciale degli Stati Uniti contro il Dragone evocata da Donald Trump ci sventolava davanti un futuro fatto di pesanti rincari dei prezzi per gran parte degli apparecchi tecnologici di cui facciamo uso quotidiano. E oggi che la fabbrica del mondo si è fermata per davvero per limitare la diffusione del coronavirus, l’economia non può fare altro che restare a guardare.

La prima a fare i conti con la realtà è Nintendo, che in una nota ha annunciato inevitabili ritardi nella produzione della sua console Nintendo Switch (le cui scorte in Giappone cominciano a scarseggiare), dei Joy-Con e del gioco Ring Fit Adventure, che al momento è andato esaurito presso gran parte dei rivenditori perché venduto insieme a una periferica (il Ring Fit appunto) che viene prodotta in Cina. A nulla sembrano valse le precauzioni di Nintendo, che lo scorso anno alla luce degli strali di Trump aveva già spostato una piccola parte della sua produzione in Vietnam.
I problemi di Nintendo non possono non gettare ombre anche sul futuro della prossima generazione di console. Microsoft e Sony sono a loro volta fortemente dipendenti dalla manodopera cinese, ed è scontato che la produzione di Xbox Series X e di PlayStation 5 debba iniziare tra pochi mesi, al più in estate, per rispettare la finestra d’uscita prevista entro fine anno. Non è da escludere quindi che le due aziende potrebbero anche essere costrette a posticipare i loro piani per il futuro se la situazione non migliorerà in breve tempo.
Allo stato attuale delle cose – con i casi di contagio che continuano ad aumentare senza che si intraveda una soluzione all’orizzonte – si tratta certamente dell’ultimo dei problemi, ma ancora una volta ci ricorda quanto sia fragile e unidirezionale il sistema economico che in questi anni abbiamo continuato a costruire.

L’altro prodotto di Nintendo più colpito dallo stop della produzione in Cina è Ring Fit Adventure, ormai quasi del tutto esaurito presso i principali rivenditori.