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Nintendo fa la cattiva ragazza

La diversità e la genuinità dei videogiochi non deve essere inibita, secondo il presidente della grande N

Anche dopo il pensionamento del bollino, Nintendo ha continuato a esercitare un certo controllo sui giochi… almeno fino a oggi.

Tutti ricordiamo il famoso “Sigillo di qualità Nintendo” che l’azienda applicava ai giochi pubblicati sulle proprie console fino al 2003. Il bollino dorato stava a indicare che tali prodotti avevano superato un rigido controllo di qualità, ma anche che i contenuti degli stessi erano in linea con la sua filosofia “family friendly”.
Per questo motivo, Nintendo negli anni è sempre stata identificata come la più bacchettona tra le aziende produttrici di console, soprattutto di fronte all’atteggiamento decisamente più aperto di Microsoft e Sony.

Ma la situazione negli ultimi anni sembra si sia rovesciata, e ce ne eravamo già accorti dato il gran numero di giochi di ogni genere che stanno arrivando su Switch, e che solo fino a poco tempo fa sembravano appannaggio esclusivo delle macchine concorrenti. Di recente, inoltre, ci ha pensato il presidente Shuntaro Furukawa a ribadire la posizione tollerante della compagnia nei confronti di quei prodotti che possono risultare controversi. Durante un recente meeting con gli azionisti, Futakawa si è così espresso sulla questione: “Nintendo, cosi come fanno le terze parti con il loro software, fa riferimento a un sistema di oggettivo di valutazione [del contenuto dei prodotti] gestito da organizzazioni terze [come ad esempio ESRB, PEGI e CERO, n.d.R.]. Se le compagnie che controllano le piattaforme scegliessero arbitrariamente, la diversità e la genuinità dei videogiochi ne uscirebbe notevolmente inibita. Disponiamo di controlli destinati a genitori per applicare dei limiti”.
Una dichiarazione importante, che arriva in un periodo in cui una diretta concorrente come Sony, invece, sembra muoversi in direzione diametralmente opposta e proprio per questo motivo è finita spesso sotto i riflettori. Insomma, sembra proprio che il poliziotto buono e quello cattivo si siano scambiati (definitivamente?) i ruoli.

Risale al 2016 il caso di Fire Emblem Fates: uno degli ultimi giochi di Nintendo arrivato privo di alcuni contenuti in occidente perché giudicati sconvenienti.

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