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Microsoft: Project xCloud funzionerà anche in 4G

Ottima notizia: basteranno le connessioni mobili di cui disponiamo per giocare ai titoli Xbox in streaming sui dispositivi portatili

Microsoft promette che persino Halo 5 sarà quasi “indistinguibile” su Poject xCloud.

Project xCloud rappresenta la puntata di Microsoft sul grande tavolo delle scommesse per il gioco in streaming. Dopo Sony con PlayStation Now e Google con Stadia, oramai manca solo la tradizionalista Nintendo a dire la sua, anche se non ci aspettiamo che scenda in questo campo molto presto (o che decida mai di farlo). La battaglia dello streaming al momento si combatte principalmente sue due fronti: quello del catalogo di giochi offerto – e qui Microsoft ci sembra per ora in netto vantaggio su tutti –, e quello delle performance, dove al momento vince Stadia se teniamo fede alle promesse di Google (parliamo d’altronde della possibilità di giocare in 4k a 60 frame per secondo con una connessione di soli 35 Mbps).

Microsoft a dire il vero non ha ancora rivelato un bel niente riguardo ai dettagli di Project xCloud. Nello specifico: prezzi, data di lancio, requisiti di connessione. Sappiamo solo che ci sarà una beta pubblica a ottobre. Phil Spencer ha però dichiarato in un’intervista durante l’E3 che il servizio funziona già bene in 4G, anche se “non è paragonabile all’esperienza che si può avere su una Xbox One X, nel proprio soggiorno, stando connessi alla propria TV”.

I test finora fatti con i giochi di questa generazione come Gears of War 4 si sono rivelati abbastanza soddisfacenti.

Per quanto ovvio, è interessante notare lo sforzo di Microsoft per far funzionare xCloud anche in condizioni non proprio ottimali e nonostante l’azienda non consideri lo streaming come un’alternativa pensata a rimpiazzare nel breve periodo il gaming tradizionale. Anche perché, sottolinea Spencer, le persone dispongono di connessioni differenti ed è importante che non si crei confusione sui requisiti minimi necessari per utilizzare il servizio, specifiche che Microsoft sta ancora cercando di definire. “Quello che vogliamo è dare alle persone una scelta in più, non dire loro che la console che hanno oggi non va bene o che non dovrebbero più giocare su PC, oppure ancora che scaricare i giochi per utilizzarli offline è sbagliato”, ha concluso.

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