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La guerra tra Trump e Cina colpisce duro le console

La tassazione potrebbe arrivare al 25%, incidendo notevolmente sul prezzo finale dei prodotti, compresi quelli elettronici

Xbox One, PS4 e Nintendo Switch: tutte le maggiori console di questa generazione vengono prodotte in Cina

I rapporti tra Cina e Stati Uniti sono più tesi che mai, una guerra fatta di rincari dei prezzi, dazi e sanzioni che ha visto nella vicenda che riguarda Huawei la sua conseguenza più grave. Ma la situazione potrebbe avere delle ripercussioni anche sui videogiocatori statunitensi. L’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha presentato infatti una proposta, su volere del presidente Donald Trump, per introdurre una nuova tassa al 25% sull’importazione di alcuni beni tra cui figurano anche le console per i videogiochi.

La ragione è da ricercarsi nel fatto che la maggior parte delle piattaforme da gioco viene prodotta in Cina e quindi l’aumento della tassa (che al momento è al 10%) sarebbe solo un altro dei modi per l’amministrazione Trump di ostacolare le importazioni dal paese. Un provvedimento simile era stato proposto già lo scorso anno senza poi aver avuto alcun seguito. Stavolta invece la proposta sembra essere molto più solida, e verrà discussa a partire dal prossimo 17 giugno. Decisamente un segnale poco rassicurante per gli amanti dei videogiochi americani.

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