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Kojima: «Un seguito di Death Stranding dovrebbe ripartire da zero»

Il game designer giapponese a quanto pare non ha più intenzione di riprendere il nuovo stile di gioco che ha inaugurato con la sua ultima fatica, ma vorrebbe addirittura fare tabula rasa

La versione PC di Death Stranding arriva dopo il periodo di esclusiva di Sony per la versione PlayStation 4.

Non è chiaro esattamente cosa Kojima abbia in mente per il futuro del suo nuovo gioco uscito da poco, Death Stranding Qualche settimana prima del lancio, per esempio, diceva di aver creato un nuovo genere da lui battezzato «Social Strand System», e che un solo gioco non bastava a esaurire completamente tutte le idee che aveva in merito. Qualche tempo dopo si è rimangiato l’affermazione dicendo che no, Death Stranding in realtà non avrebbe introdotto nessuna nuova categoria di gameplay. Più di recente, invece, ha sostenuto in diverse occasioni di voler fare un gioco horror, riprendendo in parte il discorso che era stato costretto ad abbandonare quando Konami gli cancellò il progetto Silent Hills.

Ora, in un’intervista concessa a Vulture prima dell’uscita del gioco ma pubblicata successivamente, il game designer giapponese racconta di come nel corso dello sviluppo di Death Stranding abbia molto legato con l’attore Norman Reedus, che interpreta il ruolo del protagonista Sam Porter Bridges. Kojima rivela che vorrebbe lavorare ancora con lui, magari su un seguito della sua ultima fatica, ma precisa che per realizzare un progetto di questo tipo «dovrebbe ricominciare da zero». Non è chiaro se intenda da un punto di vista solamente narrativo, ma in ogni caso si tratta di un’affermazione piuttosto tranchant per un autore che fino a pochi giorni prima diceva di dover realizzare almeno altri «due o tre capitoli» per approfondire il suo nuovo genere di gioco. Quel che è certo è che a volte il buon Kojima sembra più confuso dei personaggi delle sue opere.

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