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‘Il giorno dello stupro’ eliminato da Valve

Il gioco "Rape Day", a base di stupri e violenze, scatena l'indignazioni degli utenti e costringe Valve a eliminarlo dal suo store digitale

Rape Day

Qualche giorno fa ha fatto capolino su Steam, il più grande negozio online di videogame per PC, un titolo che non ha bisogno di molte spiegazioni: Rape Day. Si tratta di un “gioco” in cui è possibile stuprare e uccidere donne nel corso della storia, incanalata nelle classiche meccaniche di una così detta visual novel. Un’avventura, insomma, dove si punta molto alla narrazione e un po’ meno all’interazione, che nel caso di Rape Day si è tramutata in un vero e proprio simulatore di violenza sessuale. 

Il punto, a ben vedere, non è nemmeno questo. Il punto semmai, come il pubblico di Steam ha fatto giustamente notare, è chiedersi come sia possibile che un negozio digitale da oltre 150 milioni di utenti  possa pubblicare una schifezza del genere. Capiamoci: i giochi orribili, moralmente discutibili, sono creati da decenni, ma per la loro natura rimangono confinati spesso e volentieri nei computer dei loro creatori malati. Il problema nasce quando un colosso del genere decide di garantire visibilità a un titolo del genere, mettendolo su una delle piazze più frequentate del settore. Tanto più che “Rape Day” doveva ancora uscire e, dunque, la sua presenza su Steam era sotto forma di una scheda prodotto con cui era possibile seguire lo sviluppo del gioco e prenotarne una copia. Valve, proprietaria di Steam, non ha fatto altro che dare visibilità a questo abominio prima ancora che uscisse, generando un hype che di sicuro gli garantirà qualche copia venduta. Resasi conto dello svarione, Valve ha cambiato rotta, decidendo di eliminare ogni riferimento di Rape Day da Steam. E lo ha fatto pubblicando un post dove spiega la decisione. In realtà, come sottolineano diversi utenti nei commenti, la spiegazione è poco chiara e lascerebbe intendere che il problema di Rape Day, stando a Valve, non sarebbe tanto la rappresentazione della violenza sessuale quanto, invece, l’alone di incertezza che ruota attorno a questo titolo non ancora pubblicato. Qualunque sia l’interpretazione, rimane il problema che Steam, a oggi, vanta un catalogo di oltre 30.000 titoli, in continua espansione, che è diventato difficile da controllare in termini qualitativi (è oggettivamente pieno di schifezze). A peggiorare la situazione, una politica di pubblicazione a volte fin troppo paracula.

 

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