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Il creatore di Magic ci spiega il flop di Artifact

Il gioco di carte di Valve si è rivelato un clamoroso flop perché non ha saputo individuare il suo pubblico ma la partita non è ancora chiusa, secondo Richard Garfield

Delle oltre ventimila recensioni degli utenti nella pagina Steam del gioco, più della metà sono negative.

Quando Valve annunciò di essere al lavoro sul suo gioco di carte qualcuno ha esultato, altri invece hanno alzato scetticamente il sopracciglio pensando che il mercato fosse a dir poco saturo con competitor come Heartstone e Magic the Gathering in giro. E proprio al creatore di quest’ultimo, il leggendario Richard Garfield, l’azienda di Gabe Newell si era rivolta per curare il design del nuovo prodotto. La prestigiosa collaborazione tuttavia non è bastata a fare il botto sperato, e dopo aver raccolto una discreta attenzione da parte dei giocatori in occasione del lancio lo scorso novembre, oggi a popolare i server di Artifact c’è solo la malinconia.

Artifact è davvero un gioco troppo innovativo per il tipico pubblico dei giochi di carte? Solo il tempo ci saprà rispondere.

Capire cose sia andato storto non è semplice data la complessità delle variabili in scena, e proprio Garfield, ormai completamente svincolato dal progetto, si è lasciato andare a qualche interessante considerazione in merito alle ragioni dell’insuccesso. Il designer, per esempio, nota come Artifact non possa essere definito un competitor in senso stretto dei giochi di carte più famosi: “Ritengo che sia un gioco dalle grandi qualità, che offe qualcosa di profondamente diverso da quello che c’è già in giro. Per esempio, ha molti più punti in comune con uno strategico in tempo reale che con un qualsiasi gioco di carte collezionabili.” Dunque, non si tratterebbe tanto di sbaragliare la concorrenza quanto di individuare il target adatto: “Sarebbe fantastico se il gioco trovasse il suo pubblico, ma è più difficile trovare il posto giusto per qualcosa che sia ‘nuovo’ rispetto a qualcosa di ‘simile’”. Garfield aggiunge anche altri fattori che dal suo punto di vista avrebbero minato il successo del gioco:  “Secondo me ci sono stati tre problemi: il modello di pagamento non è piaciuto, non c’erano abbastanza strumenti per la community e ricompense a breve termine come missioni e obbiettivi da sbloccare e – forse proprio a causa di queste ragioni – c’è stato un bombardamento di recensioni negative che hanno reso difficile far passare il messaggio su cosa il gioco potesse offrire al tipo di giocatore per cui era stato pensato”. Trovare quella tipologia di giocatore, rivolgersi a uno specifico pubblico, secondo Garfield sono gli obbiettivi da perseguire affinché Artifact riesca a risollevarsi.

 

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