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Gli Iron Maiden fanno causa a un videogame

La pietra dello scandalo è il videogioco Ion Maiden, prodotto da 3D Realms e, a detta della band, colpevole di plagio. Somma richiesta? Due milioni di dollari

Molti fan dei Maiden, tratti in inganno dal titolo del gioco, lo hanno erroneamente attribuito alla band.

Gli Iron Maiden, il leggendario gruppo heavy metal britannico, hanno citato in giudizio il publisher statunitense 3D Realms per aver pubblicato un gioco intitolato “Ion Maiden” che violerebbe la proprietà intellettuale della band e per il quale la holding della stessa chiede un risarcimento di 2 milioni di dollari. Nell’atto di citazione depositato presso la corte statunitense del Distretto Centrale della California, si legge che il gioco e il suo merchandising, in particolare il logo, sarebbero un’imitazione del marchio registrato dagli Iron Maiden realizzati allo scopo di creare confusione nei consumatori. Lo stesso protagonista del gioco, tale Shelley Harrison, richiamerebbe nel nome lo Steve Harris dei Maiden e il teschio che compare nel titolo del gioco copierebbe la mascotte della band, Eddie The Head.

Nella sostanza Ion Maiden non ha niente a che vedere con il gioco pubblicato dal gruppo qualche anno fa.

Va ricordato che il celebre gruppo ha pubblicato un suo gioco per dispositivi mobili nel 2016 intitolato Iron Maiden: Legacy of The Beast, un RPG a turni con protagonista Eddie e una colonna sonora firmata dalla band. Ion Maiden, tuttavia, è uno shooter retrò in prima persona che ricorda piuttosto Doom nello stile, e che poco ha a che vedere con il titolo in questione. Il gioco è stato sviluppato da Voidpoint e pubblicato quest’anno su PC, Switch, PlayStation 4 e Xbox One. Se le accuse dei Maiden si riveleranno fondate, 3D Realms dovrà chiudere il sito del gioco (ionmaiden.com) e cambiarne il nome e il logo. Come andrà a finire?

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