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Anche l’E3 si ferma di fronte all’emergenza coronavirus

Ora che l’epidemia di Covid-19 è arrivata a Los Angeles, l’ESA ha dovuto prendere la difficile ma inevitabile decisione di cancellare la sua fiera per la prima volta in 25 anni

L’edizione 2019 dell’E3 ha visto la presenza di 66 mila partecipanti tra il pubblico nonostante soffrisse di assenze importanti come quella di Sony e Activision. (Foto: ESA)

L’Entertainment Software Association ha da poco confermato che l’E3 di quest’anno non si terrà, così come molti altri eventi di settore, per via della crescente minaccia mondiale dovuta alla diffusione del coronavirus che si sta estendendo anche negli Stati Uniti. È la prima volta che la fiera viene cancellata da quando aprì i battenti nel lontano 1995.
«Come conseguenza della crescente preoccupazione attorno al COVID-19 – scrive l’ESA nel suo comunicato ufficiale – riteniamo che questo sia il modo migliore di procedere di fronte a una situazione mondiale che non ha precedenti. Siamo davvero dispiaciuti di non poter tenere l’evento per i nostri fan e sostenitori, ma sappiamo che questa è la decisione giusta da prendere sulla base delle informazioni di cui disponiamo oggi».

L’E3 avrebbe dovuto tenersi dal 9 all’11 giugno a Los Angeles, che ha da poco dichiarato lo stato d’emergenza per via del diffondersi dell’epidemia. L’edizione di quest’anno avrebbe dovuto inoltre rilanciare la fiera con diverse novità, dopo aver registrato negli ultimi tempi un netto calo di popolarità tra i produttori di videogiochi (che hanno preferito crearsi piuttosto i propri eventi dedicati) e il pubblico.

Nonostante questo sia l’anno della next-gen, Sony aveva già dichiarato a gennaio che non avrebbe preso parte all’evento. Mentre Microsoft, dal canto suo, si preparava invece a portare Xbox Series X. A questo proposito Phil Spencer ha almeno in parte rassicurato i fan dicendo che la compagnia terrà un evento online sostitutivo, i dettagli del quale verranno svelati nelle prossime settimane.