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Tutto sul più letale virus nella storia dei videogame

Dove nasce un virus? Come si diffonde? Chi lo diffonde? Per rispondere a queste domande, abbiamo fatto un giro nella storia della saga di Resident Evil

Quando si parla di virus e videogiochi, è impossibile non prendere in considerazione la saga di Resident Evil.

La storia dei videogiochi è costellata da epidemie. Esistono decine di titoli che mostrano scenari più o meno apocalittici, in cui la razza umana rischia di essere spazzata via da un misterioso virus. Quale è il più letale? Non è facile da stabilire, ma se dovessimo fare una classifica, al primo posto piazzeremo il Progenitor Virus. È da lui che sono nate tutte le varianti che, nel corso degli anni, hanno infestato il mondo di Resident Evil. Una saga ad alto tasso di infettività che, episodio dopo episodio, ci ha posto di fronte a mutazioni di ogni genere. Per conoscere meglio il nemico, ecco una serie di utili informazioni .

L’origine

Stairway to the sun. In italiano, scala verso il sole. Non è un errore di battitura di un (poco) fan (molto) impreparato dei Led Zeppelin. È il nome di una misteriosa pianta scoperta nella regione del Kijuju, nell’Africa occidentale. Una pianta dotata di caratteristiche uniche, portatrice di un virus capace di donare forza e intelligenza a chiunque se ne nutrisse. O, particolare non certo secondario, di ucciderlo. Menzionata per la prima volta nei lavori di Henry Travis, è stata scoperta e analizzata negli anni ’60 da Lord Edward Ashford, Lord Oswell E. Spencer e dal Dr. James Marcus. Sintetizzato quello che venne denominato il Progenitor Virus, il trio decise di proseguire la sua ricerca negli Stati Uniti, con risultati fallimentari, vista l’impossibilità di riprodurre le medesime condizioni climatiche e del suolo incontrate in origine. Come risolvere questo problema? Semplice, con la creazione di un laboratorio in Africa. E con la nascita di una compagnia che gestisse il tutto. Nome? Umbrella Corporation.

La scoperta di una pianta, e delle sue caratteristiche uniche, è alla base della saga di Resident Evil.

Una razza superiore

Pensate a questo scenario. Siete degli scienziati, e avete tra le vostre mani un virus appena scoperto. Un virus che, come abbiamo già scritto, può essere potenzialmente miracoloso. Ma anche potenzialmente letale. Cosa fate? Se il vostro nome è Oswell E. Spencer, e siete convinti che per la salvezza del mondo sia necessario creare una razza eletta e superiore, allora potreste decidere di utilizzarlo per il vostro scopo. Per, secondo il vostro punto di vista, dare vita a un uomo migliore. C’è però un piccolo problema. Non avete i fondi necessari. E allora, ecco il “colpo di genio”. Prendete il Progenitor Virus e lo trasformate in un’arma. Un’arma da vendere al governo, per finanziare la vostra ricerca. In questo modo avrete i soldi, e potrete anche testare il virus in santa pace. Un piano perfetto… o forse no?

La sperimentazione del virus T su animali ha portato alla creazione di dobermann mutati, noti come Cerberus.

Come nasce un virus

Quali devono essere le caratteristiche dell’arma batteriologica perfetta? Deve avere la capacità di diffondersi in maniera rapida e semplice. E deve essere letale. Deve, in definitiva, essere in grado di uccidere chiunque ne entri in contatto, ma non prima che il contagiato possa diventare contagiante. Sono queste alcune delle caratteristiche base del Tyrant Virus, la prima importante mutazione del Progenitor Virus creata nei laboratori dell’Umbrella Corporation. Nata dall’incrocio del suddetto Progenitor Virus con il DNA di una sanguisuga, è in grado di creare danni cerebrali tali da trasformare un essere umano in una creatura violenta, aggressiva e senza controllo. Un’infezione che inibisce i recettori del dolore, in modo da trasformare chiunque ne sia colpito in un’arma sempre pronta ad avanzare, insensibile a qualunque tipo di colpo e di ferita. Può essere trasmesso in diversi modi, sia tramite il contatto diretto con un soggetto infetto (più pericoloso) che per via aerea (difficile, ma non impossibile). Esistono diversi vaccini, creati dalla stessa Umbrella Corporation e da dottori e scienziati di Raccoon City, prima città colpita dal virus.

Ogni ceppo del virus presenta diversi metodi di contagio. Farsi mordere da un infetto è uno dei più semplici.

Le mutazioni

Il passaggio dal Progenitor Virus al Tyrant Virus non segna la fine della storia di Resident Evil e dell’Umbrella Corporation. È senza dubbio una tappa fondamentale, ma non è l’ultima. Anzi, può essere considerata una sorta di secondo inizio. Perché è la dimostrazione di come sia possibile modificare il virus originale per dare vita a qualcosa di nuovo. Avventura dopo avventura abbiamo imparato a conoscere (e a temere) diverse mutazioni, alcune più “innocue”, altre decisamente più pericolose. A quest’ultima categoria possiamo sicuramente ascrivere il virus Golgotha, o più semplicemente virus G. Nato direttamente dal Progenitor Virus, trasforma chiunque ne sia infetto in una creatura deforme e decisamente aggressiva. Basta vedere cosa è accaduto al suo creatore, il dottor William Birkin, in Resident Evil 2, per rendersi conto del suo potenziale distruttivo. Nascono invece direttamente dal virus T le due variazioni denominate Veronica e Alexia, “protagonista” di Resident Evil Code: Veronica. Una ulteriore serie di incroci porta nel sesto episodio alla scoperta del virus C, che ha tra le sue terribili caratteristiche quella di mantenere negli infetti parte delle proprie capacità cognitive e di trasformarli in macchine da combattimento capaci, in caso estremo, di creare una sorta di crisalide da cui fuoriuscire più forti  e pericolosi. Ma c’è dell’altro. Nel corso degli anni siamo entrati in contatto con il virus Uroboros (Resident Evil 5) e il virus T+G che unisce le peculiarità dei ceppi Tyrant e Golgotha con effetti a dir poco devastanti.

Le diverse reazioni del virus sugli esseri umani e gli incroci tra i diversi ceppi hanno portato alla nascita di varianti più o meno letali.

Le creature

Abbiamo visto brevemente la storia dei virus di Resident Evil. Ne abbiamo seguito la nascita e le evoluzioni. Non ci resta che vederne i risultati. Nell’arco di una storia che, per quanto riguarda il mondo dei videogiochi, nasce nel 1996, abbiamo avuto modo di imbatterci in decine di creature. Alcune hanno svolto il ruolo di semplici comprimari, vera e propria carne da macello pronta a essere distrutta dai colpi dei protagonisti. Altre invece sono entrate nella leggenda. Hanno costretto i nostri eroi ad affrontare combattimenti all’ultimo sangue. Oppure a lanciarsi in rocambolesche fughe. Tra i momenti che nessun appassionato può dimenticare, la prima apparizione dei cosiddetti Cerberus, cani di razza dobermann infettati dal virus T. O il primo incontro/scontro con gli Hunter, bipedi simili a rettili dotati di artigli e denti aguzzi che, sotto varie forme, hanno infestato buona parte degli episodi della serie. Da non sottovalutare anche i licker, creature non vedenti ma dotate di un udito particolarmente sviluppato, oltre che di una lingua affilatissima (e non è una metafora, ma una dura realtà) e di arti che gli permettono di muoversi agevolmente su pavimenti, pareti e soffitti. C’è spazio anche per gli Iron Maiden, mutazioni ricoperte di aculei capaci di rigenerarsi e per i Crimson Head, zombie dotati di una incredibile velocità, agilità e aggressività. Una galleria degli orrori che potrebbe proseguire ancora a lungo, e che dimostra come la fantasia degli sviluppatori Capcom abbia pochi eguali. Una galleria che non può essere considerata completa senza citare i Tyrant, B.O.W (Bio-Organic Weapons) che da un certo punto di vista possono essere considerati come il “fiore all’occhiello” della Umbrella Corporation. Dotati di diverse forme e di peculiarità uniche, i Tyrant sono accomunati tutti da una caratteristica fondamentale: sono bastardi e difficili, molto difficili, da uccidere.

Il campionario di creature mostruose che affollano gli incubi dei giocatori di Resident Evil è enorme. Poche creature spaventano però come il Tyrant.