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Tutto quel che dovete sapere su Outriders, il nuovo lavoro di People Can Fly

Siamo volati a Varsavia per provare una versione giocabile (e bellissima) di Outriders, sparatutto sci-fi cooperativo con una solida struttura da gioco di ruolo

L’esperienza ludica creata da People Can Fly è promettente, ma una componente narrativa non all’altezza potrebbe creare qualche problema.

Qualche settimana fa siamo volati a Varsavia per partecipare all’evento di presentazione di Outriders, nuovo progetto di People Can Fly. Se siete appassionati di sparatutto, in prima o in terza persona, avrete di certo sentito parlare di questi sviluppatori, responsabili di titoli come Painkiller, Bulletstorm e Gears of War Judgment. Dopo essersi svincolato dall’accordo con Epic, il team ha dato vita al progetto Outriders, con l’obiettivo di creare uno sparatutto cooperativo con meccaniche GDR, libero dalla schiavitù delle stagioni, delle lootbox e dei DLC pay-to-win. Durante la presentazione abbiamo provato per diverse ore una build piuttosto ricca, in compagnia di alcuni colleghi. Ecco le nostre impressioni.

Per il momento il design sembra generico e derivativo. Gli sviluppatori ci hanno assicurato che nelle fasi di gioco avanzate rimarremo molto sorpresi.

Fragilità narrative

L’incipit di Outriders è quanto di più banale si possa trovare nell’ambito delle avventure sci-fi. A causa delle guerre e dei cambiamenti climatici la Terra è ormai un luogo inospitale e nell’anno 2159 gli umani si imbarcano su due colonie spaziali per raggiungere, esplorare e colonizzare un pianeta chiamato Enoch. Dopo un viaggio durato 80 anni solo una nave giunge a destinazione, portando con sé le speranze di tutto il genere umano. Il giocatore è chiamato a vestire i panni di un membro degli Outriders, l’unità incaricata di scendere per prima sulla superfice del pianeta e di preparare il terreno per i coloni. Ovviamente qualcosa va storto e il protagonista viene coinvolto in una misteriosa tempesta di fulmini e assiste all’improvviso voltafaccia da parte dei comandanti della propria unità. L’incontro ravvicinato con la tempesta modifica il corpo dell’Outriders che, ferito, si rifugia in una capsula criogenica sperando di sopravvivere in attesa dei soccorsi. Al suo risveglio, 30 anni più tardi, la situazione su Enoch è profondamente cambiata e l’eroe di turno, ora dotato di un potere misterioso, viene coinvolto in una brutale guerra per la sopravvivenza.

Prima di iniziare a giocare davvero, ci siamo sorbiti una lunga introduzione interattiva caratterizzata da dialoghi banali e da ritmi soporiferi. Speriamo che gli sviluppatori aggiustino il tiro!

Giocabilità promettente

Dopo aver scelto una delle tre classi disponibili abbiamo affrontato i primi scontri sulla superfice di Enoch, prendendo confidenza con il gunplay e con le abilità speciali equipaggiabili. L’azione ci è sembrata subito croccante e reattiva. Le sparatorie erano frenetiche e l’abbattimento dei nemici controllati dall’IA garantiva una buona dose di soddisfazione, soprattutto quando si combinavano in modo fluido ed efficace le armi e i poteri speciali. Quando siamo stati affiancati da altri due giocatori, poi, il divertimento è cresciuto in modo esponenziale. Non solo il numero di avversari su schermo è aumentato di conseguenza, ma l’IA si è dimostrata abbastanza reattiva, adattandosi alle strategie del team controllato dai giocatori. Parliamo sempre della classica carne da cannone che punta più sul numero che sull’intelligenza tattica, ma il divertimento garantito dall’uso combinato delle abilità della squadra ha dato ragione alle scelte ludiche fatte dagli sviluppatori.

Il livello del mondo di gioco aumenta in base alle prestazioni dei giocatori, potenziando i nemici e garantendo una sfida sempre più ardua. Un livello maggiore, offre anche ricompense migliori!

Guerra tra classi

Quando uscirà su PC, PS5 e Xbox Series X, Outriders metterà a disposizione dei giocatori quattro classi. All’evento se ne potevano usare tre, il Trickster, il Devastator e il Pyromancer, mentre la quarta non era presente nella build giocabile. Abbiamo provato tutte opzioni, notando qualche problema di bilanciamento che speriamo venga risolto prima dell’uscita. Allo stato di sviluppo attuale, infatti, il Trickster sembra essere più potente degli altri Outriders, grazie alla sua capacità di rallentare il tempo e di teletrasportarsi. Quello del bilanciamento è un problema delicato che gli sviluppatori di People Can Fly dovranno gestire con attenzione. Se una classe sarà superiore alle altre, infatti, ne soffrirà la varietà dell’esperienza cooperativa. Tutto ciò che abbiamo provato è ancora in fase di sviluppo e i margini di miglioramento sono piuttosto ampi. Il sistema di crescita prevede l’uso di armi ed equipaggiamento sempre più potenti, da acquistare o da recuperare dai cadaveri dei nemici. A questo si affiancano abilità sempre più devastanti e bonus passivi legati all’albero di ogni classe. Si possono equipaggiare fino a tre abilità contemporaneamente, ognuna vincolata a un tempo di ricarica più o meno lungo a seconda della potenza. La cosa interessante è che l’attesa per poter usare di nuovo un’abilità non è mai eccessiva. Questo dettaglio emerge con prepotenza durante le sparatorie, dove il peso delle capacità soprannaturali degli Outriders fa davvero la differenza.

Nelle fasi iniziali del gioco il Trickster sembra decisamente avvantaggiato rispetto agli altri Outsiders, grazie a una combinazione di abilità utili sia in attacco che in difesa.

Un futuro incerto

Secondo quanto emerso dalla prova su strada, Outriders avrà una struttura a missioni simile a quella vista in Destiny e in altre esperienze analoghe. A una solida componente action si affianca un’anima GDR piuttosto ingombrante, che stabilisce i ritmi di crescita e distribuisce le missioni attraverso PNG e vendor di ogni tipo. Questo tipo di struttura, tuttavia, funziona bene finché non si esaurisce il materiale messo sul piatto dal team di sviluppo. Dopo aver spolpato la build disponibile a Varsavia, non possiamo fare a meno di chiederci come sarà strutturato l’end game. Una volta esaurite le missioni legate alla storia, come verrà prolungata l’esperienza? A quanto pare nemmeno gli sviluppatori hanno una risposta alla questa domanda, oppure hanno preferito riservare questo annuncio per una fase successiva. Per quanto ci riguarda, siamo moderatamente attratti dal titolo di People Can Fly. Le sessioni giocate all’evento di presentazione sono state divertenti e siamo tornati in Italia con il desiderio genuino di vestire ancora i panni del nostro personaggio. Il merito di questa reazione va tutto alla giocabilità, perché sul fronte narrativo la situazione non è altrettanto rosea. Non ci resta che attendere i prossimi mesi per vedere come si evolverà questo interessante progetto.

Il sistema di crescita delle classi non basterà per catturare l’attenzione dei giocatori al termine della storia principale. Speriamo che il team di sviluppo abbia qualche asso nella manica per l’end game!