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Tutti i segreti di NiOh 2 (inclusa un’intervista esclusiva al Game Director)

Abbiamo provato il nuovo gioiello del Team Ninja e intervistato il Director Yosuke Hayashi, che ci ha parlato anche... di PlayStation 5!

: L'immaginario di NiOh 2 è incredibile e gli Yokai che accompagnano i personaggi valgono da soli il prezzo del biglietto.

A poco più di un mese dall’uscita nei negozi abbiamo dato un bel morso a NiOh 2, sequel dell’eccellente Souls-like uscito nel 2017 ad opera del Team Ninja, ma forse sarebbe più esatto dire che è stato lui a mordere noi… più volte. La demo che abbiamo provato negli studi Sony di Roma ci ha permesso di giocare una porzione piuttosto avanzata del gioco e di metterci ai comandi di un/una protagonista già in avanzato stato di potenziamento. Ciò non significa che la vita sia stata facile stavolta in quanto ciò che ci è stato messo di fronte era un piccolo esercito di mostruosità altrettanto possenti e agguerrite.

L’ora abbondante passata davanti allo schermo ci ha consentito di approfondire meglio una delle novità più importante di questo sequel, la possibilità di sfruttare gli Yokai. Potremo “assorbire” i poteri di numerosi spiriti nel corso dell’avventura, ognuno dei quali infonderà in noi poteri differenti. In un apposito menù è possibile impostare in poche mosse gli Yokai preferiti in modo da poterli richiamare all’occorrenza. Molti dei loro poteri richiedono un tempo di cool-down che vista la natura stessa di NiOh 2 vi insegnerà a brutto muso il significato della relatività. Due minuti passati a mangiare un gelato o a fare sesso passano in un attimo, in questo gioco possono diventare un’eternità, specie quando sarete rincorsi da un mostro gigantesco armato di clava e sbavante lava. Ciò che vi troverete davanti in questo gioco sembra uscito da un libro di fiabe giapponesi. Lo stile grafico è se possibile ancora più potente di quello apprezzato nel primo capitolo, ma fermarsi ad ammirare tale magnificenza significa passare nella terra dei morti in men che non si dica.

Le trasformazioni Yokai forniscono un potere nettamente superiore e attacchi esotici, ma durano dannatamente poco.

Il Team Ninja sa bene come mettere in difficoltà i giocatori. Non ci dimentichiamo di un certo Ninja Gaiden Black, uno dei giochi più difficili di sempre che fece sudare sangue ai giocatori quando anche la sola idea di Dark Souls era lontana anni luce. NiOh 2 è capace di prendervi, sbattervi al muro, prendervi a calci nelle parti molli e finirvi con un lanciafiamme… per poi tornare indietro e passarvi sopra con uno schiacciasassi. Come il suo predecessore (e l’ottimo Sekiro), NiOh 2 vi metterà alla prova per insegnarvi a sopravvivere. Ogni volta che morirete sentirete dentro di voi di aver imparato qualcosa. Proverete altre tecniche, vi muoverete su sentieri leggermente diversi, proverete a cogliere qualche nemico alle spalle (le meccaniche stealth ci sono, ma usatele troppo o nella maniera sbagliata e ve ne pentirete) e andrete un po’ più avanti, conquisterete nuovi elementi con cui potenziarvi e magari qualche proiettile o freccia che vi consentirà di eliminare o indebolire i nemici successivi dalla distanza.

In questo spirito riconoscerete le fattezze della dea Amaterasu, già ammirata nel bellissimo Okami di Capcom.

Non fraintendeteci però: NiOh era un gioco action “di contatto” e il suo sequel lo è ancora di più. Per vincere dovrete affrontare apertamente la maggior parte dei nemici ma ciò non significa che dovrete farlo in modo scriteriato. Lo studio dei loro pattern di attacco è ancora fondamentale, così come la gestione della barra della stamina, elemento che da sempre fa la differenza nei Souls-like. Premendo un particolare tasto subito dopo averne consumata una porzione potrete ripristinarne una parte e raggiungendo il ritmo giusto potrete anche mettere a segno una combo piuttosto lunga. Schivare è ancora importante, molto importante, così come battere in ritirata per recuperare le energie. Possiamo definire NiOh 2 come uno smart-action game, la dove quelli smart dovrete essere voi o ve ne pentirete amaramente. In attesa di mettere le mani sulla versione finale vi proponiamo l’intervista, o meglio la chiacchierata che a fine demo abbiamo fatto con Yosuke Hayashi, produttore del Team Ninja a cui piace descrivere minuziosamente la sua visione del videogioco e che a volte si lascia scappare qualche dettaglio di troppo.

Se siete rimasti colpiti dagli evocativi scenari di Sekiro aspettate di vedere cosa vi aspetta in questo sequel di NiOh.

Rolling Stone Arcade: Per prima cosa grazie per il lavoro che state facendo, da grandi fan del gioco originale non possiamo che attendere con ansia NiOh 2. In cosa pensa che questo sequel migliorerà il suo predecessore? Sentiremo la mancanza di William?

Yosuke Hayashi (Team Ninja): Sicuramente ci saranno giocatori che sentiranno la mancanza di William, protagonista del primo NiOh, ma pensiamo di aver concluso il suo ciclo narrativo e volevamo raccontare una storia diversa. In questo sequel, che in realtà è un prequel visto che si svolge parecchio tempo prima del gioco originale, volevamo calare il giocatore in una dimensione diversa. Per questo motivo abbiamo deciso di inserire un editor con il quale ognuno di voi potrà creare il proprio personaggio e intraprendere una storia del tutto personale. Se tuttavia avete giocato NiOh noterete sicuramente molte connessioni tra i due giochi. Come ulteriore bonus, se nel vostro Hard Disk avete un salvataggio del primo gioco sbloccherete elementi di personalizzazione che vi permetteranno di ricreare quasi perfettamente le fattezze di William nel vostro personaggio.

RSA: NiOh 2 avrà un’inedita modalità coop fino a tre giocatori. Per il multiplayer questa volta avete intrapreso una via diversa o sarà simile a quello del capitolo precedente?

YA: Dopo l’uscita del primo gioco molti giocatori ci hanno fornito feedback interessanti per quanto riguarda la modalità coop. Molti di loro si lamentavano del fatto che giocando con persone che avevano un personaggio di livello molto alto, il gioco diventava fin troppo facile. In NiOh 2 questo non accadrà, la difficoltà si adatterà al livello dei giocatori e anche affrontando in tre l’avventura il gioco non sarà assolutamente facile, anzi. Sarà necessario, anzi fondamentale collaborare con gli altri per vincere.

Anche i nemici più umili non vanno sottovalutati. Quando sarete li cercate di non affrontare più di due alla volta.

RSA: La longevità del primo NiOh era notevole e anche il suo endgame era fenomenale. Dobbiamo aspettarci un trattamento simile in NiOh 2 o magari qualcosa di ancora più grande e sorprendente?

YA: Abbiamo già programmato l’uscita di alcuni DLC post-lancio, molti dei quali gratuiti. Supporteremo il gioco molto a lungo dopo la sua uscita e stiamo già lavorando su una nuova modalità di cui per ora non posso parlarvi. Ovviamente ascolteremo anche i feedback dei giocatori e decideremo anche insieme alla nostra community come la storia di NiOh 2 dovrà continuare.

RSA: La nuova meccanica chiamata Benevolent Grave permetterà di evocare lo spirito di altri giocatori per farli combattere al nostro fianco, pensa che questa novità possa cambiare il livello di difficoltà in base a come verrà utilizzata?

YA: Alle tombe rosse del primo NiOh, che permettevano di sfidare gli spiriti di altri combattenti, abbiamo pensato di affiancare le tombe blu. Utilizzandole potrete evocare altri tipi di spiriti, che questa volta vi affiancheranno in battaglia rendendo le sfide leggermente più facili. Non crediate però di poterne abusare perché le evocazioni non saranno infinite e anche in questo caso abbiamo curato molto il bilanciamento della difficoltà.

RSA: Sarete sicuramente già al lavoro da tempo sulle console next-gen. Quali sfide vi metteranno di fronte le nuove macchine Sony e Microsoft e quali possibilità vi si apriranno grazie alle loro (apparentemente) fenomenali caratteristiche tecniche?

YA: Non possiamo dire ufficialmente di essere già al lavoro su PS5 (strizza l’occhio alla traduttrice). Detto questo, ogni cambio generazionale porta con sè nuove sfide e nuove possibilità, ostacoli da superare e confini da varcare. Quando sono entrato nell’industria dei videogiochi era appena iniziata l’era PlayStation 2. Da allora ogni nuovo ciclo hardware ha significato esperienze migliori sotto tutti i punti di vista e un allargamento delle possibilità offerte a noi sviluppatori e di conseguenza ai giocatori. Attualmente è impossibile immaginare dove PlayStation 5 ci porterà, quello che è certo è che rappresenterà un altro importante salto verso nuovi livelli di intrattenimento.

 

 

 

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