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Scot Amos: “chiunque vuole vivere la fantasia di essere un supereroe”

Quattro chiacchiere in esclusiva con l’executive producer di Crystal Dynamics, Scot Amos, che ci ha chiarito un po’ le idee su Marvel’s Avengers

Dopo il prologo, gli Avengers originali torneranno protagonisti nel corso della storia, grazie all’insistenza della stessa Kamala.

Scot Amos, executive producer di Crystal Dynamics al lavoro su Marvel’s Agengers, mi aspetta in una saletta privata con una sorpresa: dopo i saluti di rito mi mette davanti a una PS4 su cui sta girando una sezione inedita con il nuovo personaggio di Ms. Marvel giocabile. È una stanza di allenamento in cui compariranno ondate di nemici via via sempre più forti. Mi illustra i comandi e mi chiede se ho qualche domanda per lui: intervistare qualcuno e nel mentre giocare al suo gioco mentre si cerca di non fare la figura del niubbo è una bella sfida, ma non mi tiro indietro. Per riequilibrare le cose, provo a metterlo in difficoltà.

Scot, devo essere sincero, dall’annuncio ci sono stati molti dubbi su che tipo di gioco Marvel’s Avengers sarebbe stato, si parlava di MMO, di un’avventura collaborativa alla Destiny. Avete sempre avuto in mente questo dall’inizio, un action adventure con Ms. Marvel protagonista?

Sì, è sempre stato un action in terza persona fin dal primo momento. Per noi, poter vedere l’eroe è molto importante, assicurarsi di averlo a video per tutto il tempo. Siamo Crystal Dynamics, amiamo raccontare storie. Nella nostra idea, Marvel’s Avengers è sempre stato un action con una storia grandiosa, epica, piena di umanità incastonata al centro. Quello che stai giocando è un tutorial, ma l’A-Day Level [quello del video qui sotto, NdR] è una Hero Mission caratterizzata da un’esperienza di combattimento molto rifinita e cinematica: ci sono cinque eroi e ciascuno porta avanti un pezzetto della trama. Nel gioco avremo Hero Mission e Warzone Mission. Le prime compongono la storyline del gioco, in cui Kamala Khan, aka Ms. Marvel, dovrà riunire gli Avengers. Le seconde non le abbiamo ancora mostrate, ma saranno caratterizzate da scenari molto ampi, sparsi per il mondo ovunque ci sia bisogno degli Avengers. Potranno essere scontri su larga scala o boss battle, da giocare con qualunque ero e in qualunque momento, anche in co-op.

Kamala Khan, la nuova Ms. Marvel, è un personaggio che ha solo quattro anni di storia editoriale. Immagino voi abbiate iniziato a lavorare al gioco circa tre anni fa. Scegliere un personaggio così nuovo come protagonista è stata una bella scommessa.

Sì, in realtà sono anche più di tre anni, abbiamo iniziato a parlare con Marvel molto tempo fa. Kamala era davvero giovane nell’universo Marvel. Ma è ciò che intendo quando dico che ci fidiamo della Marvel. Noi volevamo qualcuno di nuovo, fresco, e Kamala ci è sembrata subito il personaggio giusto, anche per la sua storia molto particolare. Lei è una ragazzina americana, ma di origine pakistana, è in cerca del suo posto nel mondo ed è una grande fan degli Avengers. È perfetta per raccontare una bella storia e introdurre il pubblico all’universo degli Avengers. Sì, è stata di sicuro una scommessa, ma una di quelle che sei sicuro di vincere dall’inizio, sia noi che i ragazzi della Marvel ne eravamo certi. E comunque abbiamo nel cast anche tutti gli Avengers classici!

Ok, allora perché avete deciso di mostrare fino a poco fa solo il livello inziale, quello con tutti gli Avengers, senza rivelare fino all’ultimo la presenza di Kamala?

Per lo stesso motivo per cui ora hai molta curiosità su Kamala e la sua storia. Se l’avessimo mostrata prima la gente si sarebbe chiesta chi fosse. Volevamo essere sicuri che i fan, in particolare quelli saliti a bordo negli ultimi 10 anni con i film, si sentissero a casa e riconoscessero i personaggi con cui hanno già una certa familiarità. In un gioco degli Avengers ti aspetti di trovare gli Avengers classici. Dopo aver rassicurato tutti si possono mostrare gli altri personaggi e dire alla gente: hey, sono sempre gli Avngers, possono essere diversi da quelli a cui siete abituati, ma sono sempre loro. E a quel punto vedendo Kamala sei portato a pensare che è una ventata d’aria fresca, qualcosa di cui c’era bisogno. Nel gioco trovi sia il passato che il futuro degli Avengers.

A proposito di questo, mi sembra di notare una grossa assenza: dov’è Hawkeye?!

[Ride] Per il momento parliamo solo dei sei personaggi annunciati. Ma lì fuori c’è un mondo di Avengers. Ci sono circa 9.000 personaggi nell’universo Marvel e molti di loro sono stati Avengers. Aggiungeremo nuovi personaggi dopo il lancio e negli anni a venire, pescando sia tra i preferiti dei fan che tra i volti nuovi. Contiamo di avere un roster in continua espansione nel tempo. Quindi ti piace Hawkeye?

Sì, è tra i miei preferiti, adoro il fatto che sia un umano [mi interrompe]…

Attento alle tue spalle, premi il cerchio! Oh, grande schivata! Ah, con quello grosso tieni premuto il triangolo per rompere lo scudo.

Ok, mi concentro! Nel frattempo, qual è stata la difficoltà più grande nel maneggiare personaggi così iconici? Qual è stato il più difficile da caratterizzare?

Uhm, bella domanda. All’inizio non eravamo sicuri di come caratterizzare Black Widow per renderla al livello di potenza dei suoi compagni. Pensavamo a pistole e altre armi, ma poi abbiamo realizzato che il trucco è nella sua dinamicità e fluidità. È un personaggio così versatile che la puoi utilizzare in ogni modo sul campo di battaglia, ed è diventata presto una delle preferite del team. Anche con Kamala non è stato facile. Conoscevamo la sua storia, ma non sapevamo come rendere i suoi poteri polimorfici nelle parti di azione. Quanto potessimo letteralmente stiracchiare i suoi poteri, fino ad arrivare al modello che stai giocando. Ma dopo aver perfezionato Thor, Cap, Hulk ci siamo detti che il pubblico avrebbe amato kamala perché è così diverso da qualunque altro personaggio con cui siamo abituati a combattere.

Un altro problema, secondo me, è che i personaggi Marvel sono così scolpiti nell’immaginario collettivo da averne ispirati tanti altri, come Kratos o i robot di Anthem. Avete pensato a come renderli originali ora che tanti hanno già usato le loro caratteristiche peculiari prima di loro?

Mettiamola così, in tanti hanno copiato anche Lara Croft, ma per noi andava bene lo stesso. Alla fine questi sono personaggi così iconici che la gente vuole identificarsi con loro, vuole vivere la fantasia di essere un supereroe. Puoi emularne le meccaniche, ma un tizio in armatura non è Iron-Man. I personaggi Marvel hanno una storia e Marvel ce l’ha detto da subito: questi personaggi non sono solo ciò che possono fare, ma ciò che sono, gli anni di storie che si portano con loro. Iron-Man perderà tutto e a te interesserà aiutarlo a riconquistare il suo ruolo perché è Iron-Man e non un tizio in un’armatura.

Kamala segna un altro passo in avanti nella vostra rappresentazione della diversità. In che cosa è differente rispetto a Lara Croft?

Per noi è molto diversa. A partire dalle origini umili. Lei è una fan degli Avengers, è una di noi, inserita però nell’universo degli Avengers e alla ricerca di un posto nel mondo a cui appartenga prima ancora di avere superpoteri. Così quando acquisisce i poteri (dalle nebbie terrigene che si scatenano nell’incidente del A-Day, NdR) in un mondo in cui l’AIM ha sostituito gli Avengers e gli umani ce l’hanno con i supereroi, ci fornisce una buona prospettiva sullo scontro tra il bene e il male: io cerco un posto nel mondo e questa organizzazione mi dice che non ce l’ho, e in più dà la caccia ai miei amici, ai miei idoli. Gli Avengers pensano di non avere più nemmeno loro un posto nel mondo e Kamala vuole dimostrare loro che non è vero.
Per noi, da un punto di vista culturale, credo che Kamala possa superare un sacco di barriere e aiutare un sacco di gente a divertirsi e immedesimarsi.

Scusami, parlo troppo e ti ho fatto morire, ma puoi ripartire dall’inizio di questa ondata [ride].

80 anni di storie Marvel ci hanno regalato un sacco di luoghi quasi mitologici: c’è il Wakanda, Asgard, Atlantide… Ci porterete in qualcuno di questi luoghi?

La cosa bella, e che sveleremo meglio nei prossimi mesi, è che Marvel’s Avengers è un gioco globale che ci consente di portare il giocatore in un sacco di ambientazioni, in giro per il mondo. San Francisco è solo l’inizio. Poi l’azione si sposta dove è necessario. Se tu guardi alla storia di AIM nei fumetti, la loro organizzazione è diffusa in tutto il mondo per cercare di espandere la loro conoscenza tecnologica, così le loro basi sono sparse per il pianeta. Per noi è stato divertente portare gli Avengers in luoghi esotici e farli interagire con personaggi provenienti da parti diverse del globo. Parleremo meglio in futuro di chi e dove, però.

E poi è solo l’inizio, dopo il lancio aggiungeremo nuovi contenuti, sia personaggi che location, e terremo anche in considerazione ciò che i fan vorrebbero vedere.

Ho l’impressione che stiate quasi ponendo le basi per un Marvel Videogame Universe.

[Ride ancora] Beh, magari la Marvel ci sta pensando, noi ci occupiamo solo degli Avengers. Loro di sicuro conoscono il loro universo narrativo meglio di chiunque altro e sta a loro decidere come collegarlo nei vari media. Per quanto riguarda noi, quello degli Avengers è già di per sé un universo abbastanza vasto.

In fondo quasi ogni personaggio Marvel è stato un Avengers a un certo punto della sua storia.

Sì, pensaci quasi 9.000 personaggi…

Ho l’impressione però che qualcuno del roster del film però non ci sarà.

In realtà, tutte le volte che volevamo usare un personaggio dovevamo solo chiedere a Bill Rosemann della Marvel. La sua risposta era sempre: perché? Perché volete usare Kamala? Perché volete usare Tony Stark? Perché ciò che importa davvero è avere un risposta forte a quella domanda, una narrazione che ti spinga a giocare con quei personaggi, invece della semplice volontà di usare le meccaniche collegate ai loro poteri. Costumi e poteri sono fighi, ma anche quando aggiungeremo personaggi e altri contenuti, ci assicureremo sempre che ci sia una storia interessante dietro che espanda quella principale.

Il mio riferimento, un po’ sibillino, era a un certo spara-ragnatele, ma immagino tu non possa rispondere!

Ne parliamo un’altra volta. Però mi pare che sia uscito un gran bel gioco l’anno scorso con protagonista un arrampica-muri!

 

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