Quella volta che gli alieni ci diedero una mano | Rolling Stone Italia

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Quella volta che gli alieni ci diedero una mano

Nei panni di un Ambasciatore senza Terra da rappresentare, ci siamo affidati agli aiuti della rete diplomatica spaziale grazie al nuovo, splendido, Citizens of Space

Citizens of Space è disponibile per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch.

Il lavoro di Ambasciatore del pianeta Terra non è poi così male. Al Consiglio Interplanetario sei considerato come il compagno di classe scemo, ma simpatico, quello che se la cava tutte le volte dicendo la cazzata giusta al momento giusto, per non pagare dazio. Il buffet della mensa non è male, e cosa più importante, non segnano le assenze. Se tutte le volte che si discute nel nuovo Trattato di Drunina il tuo scranno è vuoto nessuno ne fa un dramma. Se però a sparire è il tuo pianeta, la faccenda si fa più seria.

Ambasciator non porta pena

Pare un’eventualità remota, invece è quello che succede all’Ambasciatore, il protagonista di Citiziens of Space, nuovo gioco di Eden pubblicato da SEGA. Il nostro uomo, abito blu d’ordinanza e camicia sgargiante, è tutto intento a pronunciare uno dei suoi tanto pomposi quanto vuoti discorsi, quando si accorge che dalla Terra non arrivano i soliti apprezzamenti per la sua barbara retorica. Puff: il pianeta è sparito. Brutto affare. Anche perché per il resto dello spazio anche un solo terrestre è di troppo se c’è da ospitarlo. Non stupisce dunque che l’Ambasciatore e il suo Assistente (in maiuscolo perché auto-esplicativo nome proprio di persona) trovino presto altri alieni disposti a dar loro una mano. L’abbondanza di razza diverse, curiose e particolari è senza dubbio uno dei punti di forza di Citizens of Space. Abbondanza e varietà, tuttavia, non servirebbero a molto se non fossero accompagnate da una caratterizzazione di livello. La base di partenza è una struttura di gioco che richiama da vicino quella di Earthbound, classico per SNES targato Nintendo. Al posto della cittadina, tuttavia, al giocatore è chiesto di esplorare una serie di pianeti, ciascuno però popolato allo stesso modo di personaggi strambi. E se per qualcuno sono previste più di un paio di righe di dialogo, ci sono buone probabilità che si possa anche arruolare nel proprio party. A patto di risolvere una quest per soddisfare le sue richieste, ovvio: anche nello spazio, nessuno fa niente per niente.

Un Ambasciatore spaziale senza un pianeta da rappresentare potrebbe essere una posizione molto interessante oggi per alcuni nostri parlamentari.

Il coraggio di essere umani

Non è scontato, ma anche negli anfratti più remoti dell’universo le cose funzionano come sulla Terra. Ovvero, per ottenere qualcosa bisogna essere pronti a menare le mani. Questo è il momento preciso in cui Citizens of Space si allontana da Earthbound, che era stato l’ispirazione esplicita anche del predecessore Citizens of Earth, per abbracciare un altro esempio virtuoso, sempre made in Nintendo: gli RPG di Mario & Luigi su 3DS. In questi frangenti è necessaria una buona dose di pianificazione perché a video sono mostrati in sequenza i turni d’azione successivi di ciascun personaggio ed è bene non esaurire troppo presto l’energia a disposizione se non si vuole sprecarli. Non che questo rischio sfiori mai il valoroso Ambasciatore della fiera popolazione terrestre: il nostro protagonista, appena inizia una battaglia, sguscia sulle retrovie limitandosi ad incitare i suoi compagni, senza mai partecipare attivamente. Ci facciamo sempre riconoscere noi umani. A essere onesti, l’inutilità in battaglia non è però una nostra prerogativa. Anche altri personaggi assorbiti nel party possono avere caratteristiche tali da non poter essere schierati sul terreno di scontro. Non per questo, tuttavia, viene meno il loro contributo. I personaggi non schierabili sul fronte diventano in qualche modo “equipaggiabili” come oggetti contribuendo con effetti attivi o passivi al lavoro di squadra. Alcuni di questi, poi, sono davvero peculiari: ci sono personaggi infatti che possono influire sulla probabilità di fare incontri casuali con i nemici spostandosi per la mappa o addirittura cambiare le tracce della colonna sonora del gioco, mentre altri sfoggiano talenti più canonici, che si traducono ad esempio in un aumento della forza dei loro compari.

Nella foto, potete vedere un grande esempio di coraggio e audacia terrestri, incarnati nell’Ambasciatore che si nasconde dietro gli alleati.

Space oddity

Spersi nello spazio, senza più un pianeta da chiamare casa, ci siamo comunque sentiti accettati dalla diversità di razze aliene che si sono fatte portatrici della nostra causa: ritrovare la Terra. Probabilmente perché farlo era anche nel loro interesse, eppure durante la nostra Odissea nello spazio non è mai mancata l’ironia, merito dell’ottima scrittura che rappresenta senza dubbio il miglior pregio di Citizens on Space.

In combattimento a volte intervengono dei mini-giochi che richiedono una buona dose di tempismo per premere il pulsante giusto al momento giusto.