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PlayStation 5 vs Xbox Series X: la console war è iniziata

Ci siamo, lo scontro della nuova generazione di console è davvero iniziato: chi vincerà?

Diciamo la verità. La presentazione di Mark Cerny è stata interessante dal punto di vista tecnico, ma estremamente lacunosa in quanto a emozioni pure.

Lo sapevamo che sarebbe finita così. Ce lo aspettavamo da ieri sera, dal momento in cui si è conclusa la conferenza al sapore di Valium di Mark Cerny. Vengono rivelate alcune specifiche tecniche di PlayStation 5, ed è subito console war. Riparte il carrozzone fatto di paragoni, di commenti, di giudizi, di critiche. Due fazioni separate (i “sonari” e i “boxari”) che si confrontano a suon di numeri, che sezionano al microscopio ogni singolo componente, che si lanciano in disamine tecniche. Mentre dall’alto della loro qualifica di “master race” i possessori di PC osservano incuriositi e i giocatori Nintendo continuano a pensare a principesse da salvare ignorando bellamente il concetto di hardware all’avanguardia, sorge spontanea una domanda. Console War: che senso ha?

Parole, parole, parole

Cambiamo per un attimo argomento. Immaginate un post-elezioni. O, semplicemente, pensate ai un post-elezione del recente passato. O, ancora meglio, a un qualunque post-elezioni. Quale è la prima cosa che vi viene in mente? Che tutti vincono. Non importa cosa dicano le percentuali. Fatti salvi rari casi, con clamorosi exploit o drammatici crolli, tutti vincono. “Abbiamo conquistato tre nuovi capoluoghi”, sottolinea un segretario di partito dimenticandosi al contempo di far notare come ne abbiano persi sei. Oppure “i numeri dicono che siamo ancora la principale forza di opposizione”, senza però evidenziare come questi numeri si siano dimezzati. Ecco, il “bello” dei reveal delle nuove console, da sempre, è che seguono lo stesso schema. Fiumi di discussioni che terminano con una sola, unica e insindacabile conclusione. Nessuno perde. C’è la spettacolare tendenza a prendere le specifiche tecniche e incrociarle tra di loro in maniera casuale, con acrobazie degne del miglior trapezista e artifici retorici degni del miglior oratore. Il tutto per dimostrare che un numero più basso non è in realtà più basso, che una mancanza non è in realtà una mancanza, che caratteristica extra non è in realtà una caratteristica extra. “Io ce l’ho più grosso” sottolinea con malcelato orgoglio un boxaro a proposito dell’SDD. “Sarà anche vero, ma il mio è più efficiente. e sappiamo tutti che conta come lo sai usare, non le dimensioni” ribatte un sonaro riproponendo l’ancestrale dubbio dimensioni vs. capacità di utilizzo.

Microsoft è stata più “generosa” rispetto a Sony nel fornire informazioni e immagini relative alla sua nuova console.

Un duello verbale che si ripete parlando di GPU, con un susseguirsi di termini quali teraflops (10,28 per PS5, 12,15 per Xbox Series X), compute unit (56 a 36 per la console MS) e frequenza delle suddette CU (2,23 Ghz a 1,825 GhZ per la console Sony) che vengono snocciolati con assoluta nonchalance in un susseguirsi di schede e di comparazioni tecniche. E ancora, si procede evidenziando ad esempio le notevole differenze per quanto riguarda la RAM. Abbiamo 16GB di memoria GDDR6, 256 bit con banda passante a 448 GB/s per PS5, e 16GB GDDR6 (a 320 bit) suddivisi in 10GB con banda a 560 GB/s (dedicati principalmente alla GPU) e 6GB a 336 GB/s (per giochi e sistema operativo) per Xbox Series X. Si potrebbe proseguire ancora a lungo, ma noi ci fermiamo qui. E facciamo un paio di considerazioni. La prima è che, appare evidente, la nuova generazione ci porterà due console che adottano alcune soluzioni differenti. Non ci troviamo di fronte a due macchine fotocopia una dell’altra, ma a due sistemi che hanno diversi punti di contatto ma anche tanti elementi che divergono. La seconda, figlia della prima, è che capire quale dei due approcci sia quello più giusto (ammesso che ne esista uno più giusto dell’altro) è allo stato attuale impossibile. Si possono fare congetture e ipotesi di ogni tipo, la cosa certa è che le persone che potrebbero a ragion veduta parlare delle due nuove console, delle loro caratteristiche, dei loro punti di forza e delle loro limitazioni, sono anche le  uniche (o tra le poche) che attualmente stanno zitte. Chi sono? Sono gli sviluppatori, al lavoro da mesi sui nuovi hardware, con la spada di Damocle di pesantissimi NDA (non disclosure agreement, accordi per la non diffusione di dati) che aleggia sulla loro testa. Loro sanno, perché hanno le “mani in pasta”, e potrebbero con tutta probabilità già fornirci qualche indicazione. Tutto il resto è molto simile a chiacchiere da bar. Divertentissime e piacevolissime se affrontate in maniera corretta, non lo neghiamo. Ma con un valore al lato pratico che nella maggior parte dei casi, in una scala da uno a dieci, rasenta lo zero.

Uno degli elementi emersi durante la presentazione di PlayStation 5 è la retrocompatibilità con una buona fetta del catalogo PS4 sin dal day one.

I don’t need no civil console war?

Le presentazioni di Xbox Series X e di PlayStation 5 oltre a evidenziare due approcci in parte diversi per quanto riguarda la componente hardware, hanno mostrato anche un differente livello di comunicazione. Microsoft ha deciso di offrire al pubblico più dettagli, Sony ha invece preferito mettere in risalto solo alcuni elementi, riducendo invece al minimo le informazioni su una parte dei componenti tecniche. Ci sono però alcuni punti in comune. Probabilmente è presto per iniziare a parlarne, ma non sono state fornite indicazioni su due tra gli aspetti che contribuiranno a decretare il successo delle nuove console: prezzo e software. Sappiamo che Xbox Serie X sarà disponibile dal 26 novembre negli Stati Uniti (e presumibilmente per il periodo natalizio nel resto del mondo), e che PlayStation 5 seguirà a ruota, ma non abbiamo ancora idea di quante banconote da cento euro dovranno uscire dalle nostre tasche per poterne entrare in possesso. Un “particolare” non certo secondario, perché è risaputo che il costo è un parametro preso in seria considerazione prima di effettuare un acquisto. È poi sui giochi che si combatterà la vera battaglia. Oltre al terreno comune dei multipiattaforma, saranno le esclusive a indirizzare una parte dell’utenza. Per questo ci attendiamo da qui a fine anno qualche annuncio “di peso”, qualche trailer da far cadere la mascella, qualche colpo di scena imprevisto e imprevedibile. E non vediamo l’ora di arrivare al fatidico giorno X, quando le due macchine saranno nelle nostre mani. Perché la console war intesa come bambinesca e infantile rappresentazione del concetto “il mio è più bello del tuo” la evitiamo volenti. Ma la console war intesa come sfida tecnologica, come rivalità che spinge al miglioramento, ci piace. Anzi, a dirla tutta, è una vera figata.