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Nvidia e le super schede

Pare una storiella di Topolino, vero? E invece, è la storia di alcune nuove e rivoluzionarie periferiche, pronte a portare i nostri videogame là, dove nessuno li ha mai portati prima

La RTX 2080 è la punta di diamante della nuova serie di schede video NVIDIA GeForce.

Ah, l’estate. La stagione delle vacanze. Il periodo dell’anno in cui trovare qualche giorno (o solo qualche ora?) per riposarsi e ricaricare le batterie. Al mare o in montagna, crogiolandosi sotto il sole su un lettino in spiaggia o camminando su un fresco sentiero, è il momento in cui staccare la spina e rilassarsi. Anche perché, diciamo la verità, l’estate è un periodo di stanca. Per noi appassionati di videogiochi, e più in generale di tecnologia, sono mesi “morti”, con un numero limitato di uscite, spesso poche interessanti. Ma è sempre così?

Michele Gennari e Luciano Ballerano di NVIDIA hanno presentato a Milano la nuova serie di schede video GeForce.

Un trittico di qualità

No. Questa è la risposta alla domanda posta nel paragrafo precedente. Non è sempre così. Esistono delle eccezioni alla regola. Esistono delle uscite, hardware o software, capaci di risvegliarci dal torpore e di esaltare la nostra anima informatica. La nuova serie NVIDIA GeForce RTX Super è una di queste. Tre modelli diversi (2060 e 2070 disponibili dal 9 luglio, 2080 dal 23 luglio), che si propongono come una interessante opzione per chi vuole competere, giocare e lavorare ai massimi livelli. Non ci troviamo di fronte, è bene sottolinearlo subito, a schede video economiche (il prezzo varia dai 429 euro della 2060 ai 749 della 2080), ma considerando il target di riferimento si tratta di cifre che non spaventano. Anche perché, senza avventurarci in disamine tecniche che spaziano da parametri quali il bus, la velocità, la larghezza della banda e la quantità di memoria, una prima prova sul campo ha lasciato in noi l’impressione che le performance del neonato trio possano giustificare la spesa. Il nostro “terreno di battaglia” è stato un evento organizzato da NVIDIA a Milano dove, guidati da Michele Gennari e da Luciano Ballerano, abbiamo avuto modo di vedere in azione i nuovi modelli. Qualche partita ai più popolari battle royale del momento, una toccata e fuga con una versione preview di un titolo di prossima uscita (Control) e un viaggio tra applicazioni della piattaforma Adobe hanno confermato come una scheda video di qualità possa rendere ancora più piacevole, divertente accattivante un’esperienza di gioco.

Una configurazione di livello è indispensabile per chi vuole giocare in maniera competitiva o per chi vuole godersi ogni titolo al massimo dei dettagli.

Giocare seriamente, lavorare seriamente

Sono diverse le categorie di potenziali acquirenti di una GeForce RTX Super. In primis abbiamo chi gioca (o aspira a farlo) a livello top. Per provare a cimentarsi nel mondo degli esport non bastano forza di volontà, dedizione negli allenamenti e una notevole abilità, ma serve anche un hardware capace di performance elevate. Perché se nell’ambito delle corse, è difficile vincere con una 500 contro una Ferrari, nel mondo dei videogiochi è difficile vincere con un portatile da 200 euro contro un “bestione” dieci (venti? Cinquanta?) volte più potente. Certo, un PC da solo non è sufficiente a trasformare una pippa in un campione, ma a parità di abilità, l’hardware è in grado di fare la differenza. E proprio la scheda video è uno dei componenti più importanti, in cui spendere qualcosa in più può rivelarsi un investimento fruttuoso. La seconda tipologia di potenziali acquirenti, in cui ci riconosciamo molto, è quella dei giocatori che amano il divertimento e il bello. Bello inteso come comparto visivo che colpisce. Inteso come la possibilità di impostare tutti i parametri grafici al massimo dei dettagli, attivando tutti i filtri senza che questo porti il computer in modalità “surriscaldamento globale”. O che faccia girare le ventole come quelle di un Boeing. O che, ancora, abbia un impatto sulla fluidità dell’azione. Tutto questo è realtà con le GeForce RTX Super. E poi c’è il ray tracing, tecnologia su cui NVIDIA sta puntando forte come testimonia l’implementazione nei più importanti motori grafici (Unreal, Unity, Frostbite) e in titolo presenti e futuri del calibro di Battlefield V, Shadow of the Tomb Raider, Doom, Watch Dogs e Cyberpunk 2077. L’effetto, lo abbiamo visto soprattutto su Control, è davvero figo. La qualità dell’illuminazione è eccellente, e il passaggio da un mondo senza ray tracing a uno con è evidente, molto evidente. Trattandosi di una tecnologia “nuova” c’è ancora molto da fare, ma i passi in avanti sono così costanti da lasciare presagire un futuro roseo. Infine resta l’ambito professionale. Una postazione dedicata alla produzione e post-produzione video necessita di una scheda performante al massimo, come le nuove GeForce RTX Super. Perché, come sottolineato dall’intervento del videomaker Paolo Baccolo, disporre di un computer capace (o meno) di ottime prestazioni può portare a due scenari diametralmente opposti: consegnare, o non consegnare un lavoro.

Control, action game di Remedy in uscita a fine agosto, è uno dei titoli che sfruttano al meglio le potenzialità del ray tracing.

Il futuro?

Capire quale sia il reale potenziale di schede video disponibili da pochi giorni è difficile, se non impossibile. L’impressione è che NVIDIA abbia però le idee chiare in testa, e il primo impatto con la nuova serie ha lasciato in noi buone sensazioni. Esprimere un giudizio definitivo al momento non avrebbe senso, e dovremo aspettare qualche mese per rispondere alla fatidica domanda: Super di nome… e di fatto?

 

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