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Le 10 cose che non sai su Hideo Kojima

Curiosità e “sordidi” segreti del creatore di Metal Gear Solid, all’alba della nascita della sua nuova creatura: Death Stranding

Personaggi eclettico e misterioso, l'autore del prossimo Death Stranding è una miniera di curiosità tutte da scoprire. Ecco le meno note.

Hideo Kojima: genio vero o solo grande manipolatore? Dovrebbe continuare a fare videogiochi o forse è meglio che si dia… al cinema? Che lo amiate incondizionatamente o lo troviate estremamente sopravvalutato non potete fare a meno di ammettere che sa far parlare di sé. Leggendo questo articolo ne saprete un po’ di più su di lui e magari vi diventerà anche un po’ più simpatico, ma se doveste capitarvi di incontrarlo non stringetegli troppo forte la mano e soprattutto non abbracciatelo… lo odia e potrebbe scatenarvi contro una delle sue guardie del corpo stealth.

10. Cinema mon amour

Kojima è amicone di parecchi attori e registi cinematografici. Durante la lavorazione di Death Stranding ha passato più tempo con Norman Reedus, Mads Mikkelsen e Léa Seydoux che con il suo amato specchio, ma le sue conoscenze non si fermano certo qui. Guillermo del Toro è diventato suo cugino, proprio non gli è andata giù la cancellazione di P.T./Silent Hills e vuole assolutamente fare qualcosa di grosso con il regista del Labirinto del Fauno. In passato poi ha inserito parecchi altri nomi importanti e citazioni varie nei suoi giochi. Un esempio? Otacon, personaggio chiave della serie Metal Gear, si chiama Hal Emmerich, doppia citazione che mette insieme il computer di 2001 di Disaster Movies quali Independence Day, Godzilla, e L’alba del Giorno dopo.

9. Un film al giorno

La passione sconfinata di Kojima per il cinema permea ogni singolo istante della sua vita. Quando non è impegnato a realizzare un gioco, o a trollare i suoi fan su Twitter, il buon Hideo sta fisso davanti allo schermo a vedere qualcosa da cui prendere ispirazione. Il suo mantra è “un film al giorno toglie i rompiballe di torno”. Tra le sue pellicole preferite troviamo vere e proprie pietre miliari, alcune delle quali non del tutto scontate: Taxi Driver, 2001 Odissea nello Spazio, La Grande Fuga, I Cannoni di Navarone, La Strada di Federico Fellini, L’Alba dei Morti Viventi e addirittura il musical Cantando sotto la Pioggia. Stranamente tra i suoi favoriti non ha mai citato 1997 Fuga da New York, capolavoro distopico (ma neanche troppo) di John Carpenter dal quale ha tratto ispirazione per il nome del suo personaggio più famoso Solid Snake.

8. Jingle bell, jingle bell

Pochi lo sanno ma Hideo Kojima adora follemente il Natale. Ogni anno, sin dai tempi in cui lavorava per Konami ma soprattutto da quando ha fondato la Kojima Production, inizia a bombardare il suo canale Twitter con foto di decorazioni natalizie, corna di renna infilate ovunque e pacchetti regalo che probabilmente nascondono solo un tizio vestito come Snake. Ha trasmesso questa sua passione anche ad alcuni personaggi dei suoi giochi, provate a chiedere a Big Boss per conferma, ma la sua “ossessione” sembra essere forte al punto che alcuni membri del suo staff sono convinti che lui creda ancora fermamente nell’esistenza di Babbo Natale.

7. Mamma, guarda questo!

Chi ha giocato Metal Gear Solid 3 sa bene quanto di Kojima ci sia dentro quel gioco, TUTTO! È sicuramente il progetto su cui il game designer ha speso più tempo, sudore e passione… almeno fino all’arrivo di Death Stranding. Durante lo sviluppo non ha praticamente dormito per tre anni filati ma sembra che abbia coinvolto in questo suo lungo “crunch time” anche parte della sua famiglia. La madre, in particolare, è stata reclutata per giocare Snake Eater dall’inizio alla fine. All’epoca la signora Kojima aveva circa 70 anni e impiegò oltre un anno per completare il gioco. La simpatica vecchina purtroppo è passata a miglior vita un paio di anni fa, chissà a chi avrà passato il suo testimone di beta tester.

6. Un po’ porno

Tra le sue innumerevoli frequentazioni Kojima può vantare anche quella di una celebre modella-Idol giapponese, tale Minako Komukai. La cosa particolare e decisamente sfiziosa è che la graziosa signorina – sappiamo che siete già corsi su Google a cercarla – è anche un’attrice hard tra le più apprezzate nel paese. Non ci è dato sapere come i due si siano conosciuti (ma essendo Kojima appassionato di cinema immaginiamo che lo sia a tutto tondo) né se la loro frequentazione è mai andata oltre la semplice simpatia e stima reciproca. Purtroppo di recente la signorina Komukai ha avuto seri problemi con la giustizia ed è stata arrestata tre volte in poco tempo per possesso di droga.

5. Self-made man

I grandi talenti nascono sempre da un passato travagliato. A quanto pare neanche Hideo Kojima si è sottratto a questa regola. Fin da quando era piccolo ha imparato a badare a se stesso in quanto sua madre era raramente in casa, passava il tempo a fare le faccende domestiche, leggere (tantissimo) e girare filmini in 8mm con i suoi amici. Da un tipo così creativo ed eclettico ci si aspetterebbe un background scolastico in ambito artistico, invece Kojima fu spinto verso la facoltà di economia dalla necessità di trovare un lavoro che gli desse un futuro certo. Durò poco, la sua inarrestabile verve creativa eruttò in giovane età e lo porto a diventare quello che è oggi.

4. Io so io e voi non siete un…

Tutti lo chiamano Kojima-san, ma lui odia profondamente questo appellativo abbastanza canonico che può essere tradotto semplicemente come Mr. Kojima. Lui preferisce essere chiamato “Kojima Kantoku”, termine utilizzato in Giappone per i registi cinematografici. In una vecchia intervista spiegò di preferire questo titolo perché a suo modo di vedere i “Director” di videogiochi svolgono un lavoro più difficile rispetto ai registi canonici e di conseguenza sono superiori agli stessi. Neanche a dirlo, lui si considera uno dei migliori della categoria. Marchese del Grillo inside.

3. Scrittore fallito!?

In giovane età il nostro amico Kojima non era ancora certo di cosa voleva fare e passava affannosamente da una cosa dall’altra. Per un po’ di anni si dedicò anche alla scrittura, realizzando un imprecisato numero di storie brevi che andò in giro a proporre a numerosi editori. Purtroppo per lui i risultati furono scarsi, la maggior parte delle volte gli veniva risposto che i suoi scritti erano troppo prolissi e che non riuscivano a mettere a fuoco la storia che voleva raccontare. Forse questo è un bene perché se qualcuno li avesse accettati a quest’ora magari non avremmo mai giocato Metal Gear, Zone of the Enders e Death Stranding.

2. Music Eater

Oltre ad essere un avido consumatore di film di qualsiasi genere, Kojima è altrettanto goloso di musica. Anche in questo ambito ama provare generi diversi che potrebbero fornire stimoli al suo lavoro. La cura riposta nella realizzazione delle musiche e degli effetti sonori dei suoi giochi sono la testimonianza di quanto le sette note siano importanti nella sua vita. Ama in particolare David Bowie, come testimoniano le molteplici canzoni del Duca Bianco inserite nella serie Metal Gear, dalla cover di The Man Who Sold The World cantata da Midge Ure in The Phantom Pain all’immortale Space Oddity ascoltata in uno dei momenti più intensi di Snake Eater. Nello stesso capitolo della saga uno dei personaggi principali, Major Zero, adotta come pseudonimo “Major Tom”… non serve ovviamente dirvi di chi parliamo, giusto?

1. Post-credits

Che Kojima si sia auto-inserito in numerose sue produzioni come personaggio secondario o semplicemente nelle vesti di fugace cameo è noto a tutti. Ha anche prestato la sua voce per una piccola parte nell’ottimo Control di Remedy Entertainment, ma pochi sanno che ultimamente Hideo si è divertito anche a recitare in ruoli secondari in alcune serie. Nell’ottava puntata della comedy web series “The Eleven Little Roosters” ha interpretato, sorpresa delle sorprese, l’Agente Kojima, mentre nel crime drama “Too Old to Die Young” si è divertito a vestire i panni di un killer della Yakuza.

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