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La top 10 delle rockstar infilate nei videogame

Esiste la Rockstar di GTA e Red Dead Redemption ma sono molte le VERE star della musica che hanno fatto la loro apparizione in uno o più videogiochi. Ecco quelle che (forse) non conoscevate

Keith Flinth si è suicidato durante il weekend

Foto IPA

Sapevate che David Bowie ha tenuto un concerto in una città del futuro chiamata Omikron? E che  Lemmy dei Motörhead ha preso a “chitarrate” sui denti centinaia di persone per una serata andata a monte? Per non parlare di quella volta in cui James Hetfield dei Metallica se n’è andato in giro per la città su uno skateboard rubato a Tony Hawk. No, non sono le solite fake news usate come esca da click ma brevi cronache di videogiochi del passato. Giochi che hanno visto come protagonisti alcuni dei più grandi nomi del Pop e Rock mondiale, forse non tutti sono ricordati come capolavori, ma la sola presenza di queste star è bastata per farli ricordare.

10. 50 Cent (50 Cent: Blood on the Sand)

Curtis James Jackson III, alias 50 Cent. Rapper, attore, produttore e protagonista di ben due videogiochi usciti tra il 2005 e il 2009. Visto il personaggio non potevano certo essere due simulatori di ricamo. Bulletproof e Blood on the Sand sono infatti due action-shooter ad alto tasso di criminalità nei quali il buon “cinquanta centesimi” è a capo di una gang, guarda caso chiamata G-Unit. Il nome sul packaging fa da traino al primo gioco e giustifica addirittura un sequel, che come da tradizione spinge ancora di più sull’acceleratore della violenza e del dispendio indiscriminato di pallottole. Le avventure videoludiche di 50 Cent si fermano qui, da qualche tempo infatti la sua carriera non si svolge neanche più nelle sale di registrazione bensì sui red carpet di Hollywood.

9. Phil Collins (GTA Vice City Stories)

Il buon, vecchio Phil è stato una delle prime star della musica a cantare in un videogioco nei panni di sé stesso. È accaduto in GTA Vice City Stories, spin-off della serie firmata Rockstar Games uscito nel 2006 su PSP e successivamente su PlayStation 2. La canzone è una delle più celebri del cantautore britannico, In The Air Tonight, che guarda caso è anche il pezzo usato nella puntata pilota del serie Miami Vice. Coincidenza? Noi non crediamo… anche perché l’ex-batterista e cantante dei Genesis è addirittura protagonista di una missione secondaria del gioco, che culmina proprio nel suo concerto virtuale. Potete gustarvi la performance nel video pubblicato dal canale GTA Series Videos.

8. Aerosmith (Quest for Fame)

Molto prima che Guitar Hero si affacciasse alla ribalta, arrivò sulla scena un gioco chiamato Quest for Fame, sviluppato dallo sconosciuto team Virtual Music Entertainment e distribuito per PC nientemeno che da IBM. Era il 1995 e Quest for Fame era “avanti” per svariati motivi. Era in assoluto il primo (e finora unico) gioco a prevedere l’uso di una periferica a forma di plettro capace di trasformare qualsiasi oggetto in una air-guitar e poteva vantare la presenza di Steven Tyler e soci. L’obiettivo era ovviamente quello di diventare rockstar, partendo però da una saletta di prova ricavata in un garage. Come tutti i prodotti usciti troppo in anticipo rispetto ai loro tempi, Quest for Fame non ottenne un grande successo ma è oggi considerato un titolo cult sia dagli appassionati di videogiochi vintage che dai fan degli Aerosmith…. che ironicamente 13 anni dopo avranno un capitolo di Guitar Hero interamente a loro dedicato. Se volete una spiegazione visiva di come funzionasse correte a vedere il video che abbiamo “rubato” agli amici di  FMV Story.

7. The Prodigy (Wipeout 2097)

La serie di giochi di corse futuristiche sviluppato da Psygnosis contribuì in maniera significativa al successo della prima PlayStation e fin dall’inizio si distinse non solo per l’adronalinico gameplay ma anche per le colonne sonore di livello altissimo. Il gruppo del compianto Keith Flint in realtà non è mai apparso nel secondo capitolo di Wipeout ma è impossibile pensare a questo gioco senza che la testa inizi a muoversi al ritmo di Firestarter. In un certo senso lo spirito della band aleggiava in ogni curva e in ogni rettilineo percorso a 500 chilometri orari… indimenticabile!

6. Jack Black (Brutal Legend)

Sicuramente qualcuno di voi obietterà sul fatto che non è una rockstar, ma come la mettiamo con School of Rock e soprattutto con Tenacious D e il Destino del Mondo? Jack merita il titolo di rockstar molto più di tanti sopravvalutati “animali da palco”. Ad avvalorare questa nostra tesi c’è anche il gioco Brütal Legend, uscito una decina di anni fa e ingiustamente snobbato dalla maggior parte del pubblico. Era un divertente action-adventure ideato da quel geniaccio di Tim Schafer, uno che nel curriculum vanta “robetta” tipo The Secret of Monkey Island e Grim Fandango. Ma soprattutto era un inno all’Heavy Metal, strapieno di citazioni e di situazioni che chi ama questo genere musicale non può e non deve perdersi. Vi bastano 107 tracce per la colonna sonora (con pezzi di Black Sabbath, Def Leppard e Judas Priest) e il vecchio Zio Ozzy come guest-star per convincervi a recuperarlo?

5. KISS (Kiss: Psycho Circus: The Nightmare Child)

Il titolo richiama alla mente l’album del gruppo statunitense uscito ormai oltre 20 anni fa, ma The Nightmare Child era in realtà basato su una serie a fumetti di Todd MacFarlane, il papà di Spawn. Stiamo parlando di uno sparatutto in prima persona nel quale i protagonisti sono dei ragazzotti che decidono di mettere su una cover-band dei Kiss chiamata Wicked Jester. Si trovano loro malgrado a dover contrastare l’avvento del Nightmare Child, una sorta di Anti-Cristo in salsa rock. Ognuno di essi riceve un superpotere basato sugli elementi naturali: Terra, Fuoco, Vento e così via. Come spesso accade in prodotti del genere la qualità non è un granché e il traino è proprio la musica dei Kiss che permea ogni singolo minuto del gioco.

4. Motörhead (Motörhead: The Videogame)

Sapevate che nel 1992 il gruppo di Lemmy Kilmister avrebbe dovuto tenere un concerto negli Stati Uniti che si rivelò poi una truffa? Una volta arrivati sul posto scoprirono che la “trappola” era stata architettata da alcune band locali che non amavano particolarmente il metal. Il risultato fu una rissa storica e particolarmente violenta. Non ci credete eh… in effetti si tratta solo della trama di un videogioco, un picchiaduro a scorrimento uscito proprio quell’anno che pochissimi ricordano. Era una sorta di Double Dragon con bonus stage nei quali lo stesso Lemmy doveva recuperare dei boccali traboccanti di birra. Se avete voglia di dargli un’occhiata potete provare con uno dei tanti emulatori Amiga disponibili… oppure guardare il video che trovate qui in giro (per il quale ringraziamo TheVideogameDatabase).

3. Michael Jackson (Moonwalker)

Il Re del Pop era un grande appassionato di videogiochi, anche se molti dicono che i cabinati presenti nella sua tenuta di Neverland erano lì per altri scopi. Un personaggio così iconico non poteva non entrare in un videogame ma per lui si andò oltre, venne addirittura creato un tie-in del film/videoclip che lo vide protagonista nel 1988. Il gioco Moonwalker uscì l’anno successivo. In realtà ne uscirono due, uno per console e l’altro per sale arcade. La qualità dell’esperienza non era particolarmente elevata e anche la longevità era abbastanza ridotta, ma la sola idea di poter mettere in mostra la famosa “camminata lunare” di Jacko con la pressione di un tasto bastò per decretarne il successo.

2. Metallica (Tony Hawk Pro Skater Hd)

Può esserci qualcosa di più perfettamente compatibile della combo Musica Metal + Skateboard? Birra e donne sicuramente è un abbinamento migliore, ma non divaghiamo. Se a questa combo aggiungiamo anche i videogiochi, che cosa otteniamo? Praticamente una spremuta di nerd, che si è materializzata in tempi abbastanza recenti grazie alla riedizione in HD del primo, indimenticabile Tony Hawk Pro Skater (Neversoft/Activision – 1999). Nel contenuto scaricabile “Revert Pack” sono infatti presenti un paio di nostre vecchie conoscenze come personaggi giocabili: James Hetfield e Robert Trujillo. Non solo, il DLC permette anche di giocare seguendo il ritmo di una delle tracce dell’album Death Magnetic: All Nightmare Long.

1. David Bowie (Omikron: The Nomad Soul)

Uno dei capolavori dimenticati di Quantic Dream, compagnia fondata da David Cage che negli ultimi 15 anni ci ha regalato avventure indimenticabili come Fahrenheit, Heavy Rain e Detroit: Become Human. Omikron: The Nomad Soul aveva già all’epoca molti degli elementi che avremmo ritrovato nei titoli successivi appena citati, a partire dalla pratica del serial-killing che fa da collante alla storia. Il setting però era futuristico e tra gli NPC che si potevano incontrare c’era anche il carismatico David. Non era un’apparizione fugace, in uno dei locali del gioco era addirittura possibile seguire un mini concerto del Duca Bianco, che firmò anche parte della colonna sonora. Potete ascoltare Angels of Promise, uno dei pezzi presenti nella soundtrack, nel video qui sotto.

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