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La Top 10 dei videogame che combattono il terrorismo

Da quando le torri sono crollate, i terroristi sono diventati il nemico per eccellenza, ma solo nei videogiochi abbiamo trovato la formula per sconfiggerli

Tom Clancy's Rainbow Six: Siege.

Qual è la minaccia più grande che deve affrontare la nostra società? Su, la risposta è fin troppo semplice. Il riscaldamento globale? Lo scioglimento dei ghiacciai? La privatizzazione delle privacy? La falsificazione della realtà? Il rigurgito populista che sta sdoganando razzismo e xenofobia? Nulla di tutto ciò, ovvio. La vera minaccia da cui dobbiamo guardarci ogni singolo giorno delle nostre esistenze è il terrorismo. Fa nulla se ogni anno miete tante vittime quanto i gradini non segnalati, il post-11 settembre ci ha dimostrato che una lotta spietata al terrore condotta anche nei più remoti angoli del globo non può che giovare alla stabilità geopolitica del pianeta. Ecco allora 10 titoli che ci consentono di schierarci al fianco delle forze del bene in questa estenuante lotta, senza bisogno di alzare le chiappe dal divano.

10. Slippery Slope

Ci sono storie così assurde che non si sa da dove iniziare. Proviamoci. Nel pieno della guerra al terrore, l’FBI ha deciso di sviluppare un gioco per sensibilizzare i giovani di fronte ai rischi dell’estremizzazione online. Il risultato è un titolo in flash in cui è richiesto di evitare degli ostacoli nei panni di una capra. Il tutto è reso ancora più assurdo da un sistema di controllo tremendo, in cui la capra rimbalza sui lati dello schermo. Se in un primo momento si resta sopraffatti dalle domande, dopo un po’ si realizza che questo gioco, in realtà, spiega molto di come si sia arrivati ad oggi.

Slippery Slope.

9. Riot

Vero, vero, tecnicamente, secondo la Corte Costituzionale, i No Tav non si sono macchiati di atti di terrorismo. Ma sono sottigliezze di lana caprina. Vista la rapidità con cui stanno prendendo il posto dei mitologici anarcoinsurrezionalisti nelle cronache che li vogliono dietro ogni intimidazione, vera o presunta, i No Tav si sono ritagliati un posto d’onore in questa categoria. E allora non può mancare nella lista l’indie sviluppato da Mattia Traverso, che consente di vestire gli scuri e corazzati panni delle forze dell’ordine contro il movimento contrario all’alta velocità in Valle (e viceversa, ma di questa possibilità ce ne occuperemo un’altra volta).

8. Command & Conquer: Generals

Come vedremo, anzi, come abbiamo già visto, il terrorismo non è un tema facile trattare in un medium come il videogioco. Il premio delicatezza va però a EA Games per la sottigliezza con cui è riuscita a elaborare le complicazioni della realtà sociopolitica contemporanea in C&Q: Generals. Ambientato tra 2020 e 2030, il gioco suddivide il mondo in tre fazioni rappresentate da USA, Cina e il GLA, ovvero il Global Liberation Army, un’organizzazione mediorientale, dunque terroristica, i cui assi nella manica sono unità suicide, in grado anche di rubare veicoli, e attacchi all’antrace. L’arte del toccarla piano.

7. Metal Wolf Chaos XD

Per una trattazione un po’ più sfaccettata del tema del terrorismo bisogna dunque affidarsi ai giapponesi. In questo titolo pubblicato originariamente nel 2003, From Software affronta da una prospettiva sorprendente la minaccia interna rappresentata da frange eversive dello stato. Di fronte al tradimento del vice-presidente Richard Hawk – anche qui, il dire e non dire – al presidente USA Micheal Wilson non resta che pilotare un mech gigante e difendere il paese a suon di missili abbattendo nemici e palazzi. Se non l’avete giocato, e non l’avete fatto visto che l’originale l’hanno provato in sei, è disponibile da poco una remastered pubblicata da Devolver.

6. Bad Dudes

Per qualche motivo, il presidente degli Stati Uniti è da sempre il bersaglio preferito dei terroristi. Il suo rapimento è uno scenario che FBI e CIA si preparano da sempre a fronteggiare. C’è una minaccia contro cui, tuttavia, anche l’elite dell’intelligence a stelle e strisce non può nulla: i ninja. Di fronte all’esercito di guerrieri agli ordini di DragoNinja, solo due tizi di strada qualunque possono farsi strada fino al quartier generale del sofisticato terrorista per liberare dalla paura il presidente a suon di pugni e calci. Un grande classico, disponibile in una fedele conversione anche su Switch.

5. Shadow Complex

Facendo propria la lezione di Bad Dudes, Shadow Complex ci insegna che la minaccia terroristica può essere sventata solo da un tizio che passa di là per caso. Quante probabilità ci sono di finire sopra la base sotterranea super segreta di un gruppo terroristico portando una ragazza a fare a un pic-nic? Nella sfiga, tra tutte le persone a cui poteva capitare, la movimentata escursione tocca in sorte a Jason Fleming, il quale si rivela molto ben predisposto all’uso di armi di ogni tipo, sbarazzandosi degli uomini di The Restoration – nome bizzarro per un gruppo di ultra sinistra – giusto in tempo la fine del pranzo. Ah, alla fine si scopre che era tutto un piano della tizia: vatti a fidare.

4. Splinter Cell: Conviction

Così come lo stato moderno ha bisogno di un terrorismo da fronteggiare, anche i publisher hanno bisogno di un eroe nella lotta al terrore. Nei primi 2000 Ubisoft, per rispondere al successo delle avventure di Solid Snake, si affida a Sam Fisher, esponente di spicco della Splinter Cell, divisione sperimentale della NSA. Nel settimo capitolo della saga, un Sam privo dell’iconico visore notturno, ma coperto da una folta barba, si trova a combattere da cane sciolto un piano della sua stessa ex agenzia governativa, che ormai priva di fondi è intenzionata a simulare un gigantesco attentato per non finire nel dimenticatoio.

3. Counterstrike

Qui le cose iniziano a farsi decisamente più serie. Nato come mod per Half-Life nell’ormai lontano 1998, Counterstrike è sopravvissuto fino a oggi mutando forma innumerevoli volte. Come testimonia la sua data di uscita originale, il suo successo non è frutto – soltanto, quanto meno – della mania della lotta al terrorismo diffusasi come conseguenza del 11 settembre, ma di una formula calibrata alla precisione. A oltre vent’anni di distanza, Countestrike continua a mettere in scena la sua eterna lotta tra terroristi e forze dell’ordine non solo su PC e console, ma anche nelle arene degli eventi di esport più importanti al mondo.

2. Tom Clancy’s Rainbow Six

È proprio vero che le idee sono nell’aria. Nella seconda metà dei ’90 Red Storm stava sviluppando uno shooter tattico quando scopri che Tomy Clancy, celebre scrittore di spionaggio, era al lavoro su un romanzo il cui intreccio era sovrapponibile a quello pensato per il gioco. I due progetti si fusero, il gioco prese il nome di Rainbow Six dal titolo del libro diventando un brand pluri-decennale e sdoganando alla massa l’utilizzo delle flashbang nelle operazioni anti-terrorismo. Da allora, nell’immaginario collettivo, non si può più sgominare un gruppo di terroristi senza prima accecarli.

1. Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty

Nessun gioco riesce a essere metafora di questa materia complicata che è il terrorismo come MGS 2. Ancora una volta, il presidente USA è nei guai, rapito insieme a un gruppo di altri alti funzionari su una piattaforma di decontaminazione in mezzo al mare, la Big Shell. L’escalation degli eventi supera anche la più fulgida immaginazione. Nei panni di Raiden, eroe ripudiato dal suo stesso pubblico, siamo chiamati a salvare gli ostaggi, ma la nostra missione ci porterà a scoprire livelli sempre più alti e stratificati di un complotto che lega i terroristi alle più alte sfere del governo mondiale. Senza considerare il ritorno in scena di Snake, a sua volta tecnicamente un terrorista. La verità, in fondo, è che il terrorismo è complicato, e che della trama di MGS non ci ha mai capito un cazzo nemmeno Kojima.

Fuori Classifica – Counter Terrorist Agency

L’uscita di questo nuovo titolo sviluppato da WarSaw Games è prevista per gli ultimi mesi del 2019, dunque non ci è possibile valutarlo come i suoi illustri colleghi presenti in classifica, ma le premesse per un degno esponente dell’anti-terrorismo videoludico ci sono tutte. La descrizione del gioco promette di metterci a capo di un’agenzia internazionale impegnata su più fronti, compreso l’immancabile complottone finalizzato al dominio sul mondo, in un intrigante ibrido tra RTS e gestionale. Certo pensare a un’agenzia che riesca davvero a prevenire attentati suona un po’ strano, ma non si può pretendere il realismo a tutti i costi.

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