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La Top 10 dei videogame a base di zombie

Abbiamo selezionato i migliori giochi a base di zombie. A voi, ora, non resta che sterminarli senza pietà

Nel corso degli anni zombi e infetti sono approdati, con la loro andatura caracollante, su qualunque computer e console.

Non sappiamo da dove arrivino di preciso. Non abbiamo idea di come abbiano fatto a proliferare in maniera rapida e capillare. Una cosa è però certa. I morti viventi e le creature infette sono un vero e proprio classico. Al cinema, nei fumetti e, ovviamente, anche nei videogiochi. Sono un’ondata che avanza travolgente e che merita solo di essere massacrata a colpi d’ascia, di essere fatta saltare in aria con un potente esplosivo, di essere decimata da una sventagliata di mitra. Cosa aspettate a entrare in azione in questi dieci classici?

10. Zombie Chronicles

Nel corso degli anni la saga di Call Of Duty ha stabilito un collegamento sempre più forte con i morti viventi, trasformando quello che in origine doveva essere solo un semplice e gustoso extra in uno dei suoi principali punti di interesse. Titolo dopo titolo, le mappe infestate da zombie sono diventate sempre più ricche, cariche di segreti e popolate da centinaia di creature da massacrare impunemente. Zombie Chronicles, DLC di Call of Duty: Black Ops III, è una sorta di compendio del rapporto COD/morti viventi con otto mappe rimasterizzate provenienti da World at War (tre), Black Ops (quattro) e Black Ops II (una). Un pacchetto ricco, che propone una notevole varietà di ambientazioni in cui si susseguono scontri a fuoco intensi ed estremamente divertenti.

Gli zombie sono diventati rapidamente i nemici preferiti dei giocatori di Call of Duty.

 9. Plants Vs. Zombies

Chi l’ha detto che i videogiochi con protagonisti (o, per meglio dire, antagonisti) gli zombie devono essere tutti caratterizzati da un’atmosfera cupa, oscura e triste? Perché non lasciare un po’ di spazio anche a sprite colorati e tondeggianti? È quello che devono aver pensato in PopCap Games quando hanno creato Plants Vs. Zombies, accattivante tower defense che ha nella sua semplicità e nell’immediatezza della sua struttura di gioco i suoi principali punti di forza. Un titolo adatto a tutti che, tra girasoli, sparapiselli (ribattezzati in Italia sparasemi), jalapeno e cactus, ha dato origine a una serie che nel corso degli anni è comparsa praticamente su computer, console e dispositivi mobile.

La serie di Plants Vs. Zombies propone i morti viventi più colorati e simpatici del mondo dei videogiochi.

8. Dying Light

Dying Light propone un’avventura zombie dai due volti. Due volti diversi come il giorno e la notte. Due volti che sono proprio il giorno e la notte. Il survival game in prima persona prodotto da Techland trasporta il giocatore all’interno di una città infestata e lo mette di fronte a uno scenario apocalittico, in cui la morte aleggia costantemente sulle teste di tutti i sopravvissuti. L’ambiente open world lascia ampio spazio all’esplorazione, con un sistema di movimento in stile parkour che permette di spostarsi rapidamente tra i palazzi e di sfuggire ai numerosi nemici presenti. I combattimenti sono intensi, ma mai eccessivamente squilibrati. Tutto questo alla luce del sole. La situazione muta infatti drasticamente al calar delle tenebre, quando entrano in campo nuove creature dotate di velocità e potenza sovrumane. Mai come in Dying Light l’alba, per quanto piena di insidie, è salutata con un sospiro di sollievo.

 

Vista dall’alto la città di Harran sembra tranquilla. Basta scendere nelle strade per accorgersi che si tratta solo di un’illusione.

7. Dead Rising

Zombie all’interno di un centro commerciale. Vi sembra di aver già sentito parlare di qualcosa di simile? Non vi sbagliate, e probabilmente state pensando a Dawn of the Dead, storica pellicola di George A. Romero del 1978. Oppure a Dead Rising, titolo Capcom del 2006 che ha dato origine a una vera e propria saga. Nel primo capitolo, insieme al secondo il nostro preferito, il protagonista è un fotoreporter di nome Frank West, intenzionato a scoprire cosa sta accadendo nella piccola città di Willamete. Per riuscirci avrà a disposizione 72 ore (sei reali) durante le quali potrà dedicarsi alla ricerca della verità, oppure bighellonare liberamente tra i negozi in cerca di superstiti o di oggetti da utilizzare come armi. La struttura di gioco è estremamente semplice, ma grazie alla sua vena splatter e a (più di) un pizzico di follia Dead Rising risulta estremamente godibile. L’ideale per il cazzeggio il salsa zombie.

Dead Rising non è un titolo lunghissimo, ma propone diversi finali. E poi, per chi vuole fare indigestione di zombie, ci sono sempre i sequel.

6. DayZ

Tra tutti i titoli presenti in questa classifica DayZ è probabilmente il più impegnativo e, data la sua natura, non è adatto a tutti i giocatori. Si tratta di un survival game duro e puro, in cui il giocatore viene catapultato in una fittizia regione dell’Unione Sovietica colpita da un’apocalisse zombie. Riuscire a portare a casa la pelle è un’impresa davvero ardua, vista la presenza di creature tutt’altro che amichevole e la necessità di recuperare con costanza beni di prima necessità per essere sempre nutriti e idratati. Ostacoli quali il freddo e la possibilità di contrarre malattie come la dissenteria e l’epatite inseriscono un ulteriore fattore di rischio. E poi ci sono gli altri esseri umani che popolano i server di gioco, che potrebbero rivelarsi amichevoli oppure ostili, pronti a piantare una pallottola nella schiena a chiunque pur di racimolare qualcosa da mangiare. In DayZ ogni passo è carico di tensione, ogni azione ha i suoi rischi, ogni incontri è imprevedibile. Proprio come, supponiamo, dovrebbe essere la vita in un mondo invaso dagli zombie.

DayZ è un titolo capace di mettere a dura prova le capacità di sopravvivenza di qualunque giocatore, anche il più esperto del genere.

5. Red Dead Redemption: Undead Nightmare

Il primo Red Dead Redemption ha un posto speciale nel nostro cuore. Non sapremmo quantificare il numero di ore che abbiamo speso a cavalcare il nostro fido destriero circondati dalla natura incontaminata, pronti a estrarre la nostra sei colpi in caso di necessità. Per difenderci da qualche animale selvatico troppo affettuoso. Per uccidere qualche malintenzionato. O per massacrare un’orda di zombie. Perché i morti viventi non sono solo una prerogativa dei nostri giorni, ma erano già belli arzilli e affamati già ai tempi del selvaggio West. Nel DLC denominato Undead Nightmare, Rockstar ha ripreso la formula, gli elementi cardine e le dinamiche dell’avventura base, condendo il tutto con qualche piccola novità e avvolgendo l’ambientazione in un’atmosfera tetra e lugubre. Il risultato è un’esperienza estremamente godibile e divertente, per quello che può essere considerato un dei migliori contenuti scaricabili (se non il migliore in assoluto) mai prodotti su computer/console.

Non importa in quale periodo storico si trovino, gli zombie pensano sempre e solo a un’unica cosa: cibo!

 4. The Walking Dead: The Game

La saga a fumetti creata da Robert Kirkman, dopo essere approdata sul piccolo schermo con una serie televisiva (giunta al momento alla decima stagione) è stata utilizzata come base anche per un videogioco entrato a pieno diritto nella storia. The Walking Dead di Telltale può essere infatti considerato il primo esponente di spicco della categoria delle avventure narrative, e ha dato origine a un genere che anno dopo anno ha riscosso un crescente successo. Un’esperienza in cui è ridotta al minimo la parte giocata e che lascia che siano le emozioni a farla da padrone. Scritta benissimo e con personaggi ben caratterizzati, mette di fronte a dilemmi morali e costringe a prendere decisioni che si ripercuotono sui rapporti personali e sullo sviluppo della trama. Visto il successo Telltale ha prodotto tre ulteriori capitoli, meno brillanti ma comunque di fattura più che discreta.

Pochi secondi per prendere decisioni che possono decretare la vita o la morte di un personaggio. Non è facile.

3. The Last Of Us

Stiamo contando i giorni che ci separano dal 29 maggio 2020, data in cui The Last of Us II sarà lanciato su PlayStation 4. L’attesa è spasmodica perché il primo capitolo è un esempio perfetto di gioco d’azione che riesce a colpire il centro del bersaglio anche per quanto riguarda la componente narrativa. La storia di Joel e di Ellie non è infatti un mero espediente per giustificare una carneficina di infetti, ma è un concentrato di momenti intensi e di situazioni drammatiche, con un crescendo di emozioni che conducono a un finale di notevole impatto. Pad alla mano c’è di che divertirsi, con ampie ambientazioni da esplorare che brulicano di mostruose creature (e di sopravvissuti tutt’altro che amichevoli) da affrontare con un mix di dinamiche stealth e di pure e intense sparatorie. Ancora spettacolari, ad anni di distanza dal lancio, alcuni scorci paesaggistici.

The Last of Us unisce azione e trama. Non manca il ritmo, così come non mancano i momenti emozionanti.

2. Resident Evil 2

Mettere le mani su un classico è sempre una scelta rischiosa, soprattutto quando le operazioni di restauro sono affiancate anche da un lavoro di ammodernamento. Nel caso di Resident Evil 2, il risultato finale non lascia però spazio a discussioni. Il remake disponibile da qualche mese è un completo e inequivocabile successo, che trasporta Raccoon City, Claire Redfield, Leon S. Kennedy e la Umbrella Corporation nel 2019. L’anima survival horror dell’originale è stata riproposta in un’avventura che unisce tradizione e dinamiche di gioco al passo con i tempi, il tutto inserito in un contesto grafico da paura. L’azione è carica di tensione, non mancano i momenti da salto sulla sedia e i mostri sono brutti, cattivi e piuttosto numerosi. Un susseguirsi di emozioni in cui ogni fuga, ogni uccisione e ogni scoperta, anche la più piccola, è salutata da un grido di gioia e accompagnata da gocce di sudore che scorrono lungo la fronte.

Resident Evil 2 Remake è uno dei nostri candidati al titolo di gioco dell’anno. Serve aggiungere altro?

1. Left 4 Dead 2

Massacrare orde di zombie da soli è sempre divertente. Farlo in compagnia lo è ancora di più. Left 4 Dead 2 è la dimostrazione pratica di quanto appena scritto. Lo sparatutto in prima persona di Valve propone un pacchetto ricco di contenuti, estremamente godibile e vario, con un poker di personaggi impegnato a sopravvivere all’interno di cinque campagne. Il lavoro di squadra è una delle componenti cardine di un’esperienza di gioco che trae notevole giovamento da un sistema di intelligenza artificiale che si adatta alle performance dei sopravvissuti e offre di conseguenza un grado di sfida sempre adeguato. Pochi titoli possono vantare un tale equilibrio, e ancora meno riescono a essere ultradivertenti a dieci anni suonati dalla propria uscita. Un acquisto ancora oggi consigliatissimo, soprattutto per chi dispone di tre amici pronti a lanciarsi a caccia di zombie.

Per massacrare zombie in compagnia Left 4 Dead 2 è ancora oggi un assoluto capolavoro.

 

 

 

 

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