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Il segreto del nuovo Minecraft si chiama ray-tracing

NVIDIA mostra come la pressione di un tasto possa cambiare il look di un gioco, anche di uno semplice come Minecraft, fino a trasformarlo in un titolo completamente diverso

Gli effetti di luce donano nuova vita alle ambientazioni di Minecraft. L’impatto è davvero notevole.

Davanti a noi c’è un muro. È un muro come tanti. Non presenta nessuna caratteristica speciale, nessun elemento che lo possa rendere unico. È vecchio, e porta su di sé i segni del tempo. C’è qualche incrostatura, un paio di crepe ed è ricoperto da una patina di sporcizia. Lo guardiamo. Sbattiamo le palpebre e… sorpresa. Di colpo cambia completamente aspetto. È come se un’impresa di ristrutturazioni fosse intervenuta in pochi millesimi di secondo, trasformando ciò che avevamo sotto i nostri occhi. Possibile? Nella realtà no. Davanti a un PC, invece, sì…

La luce! Abbiamo visto la luce!

La magia che ha trasformato il muro sopracitato non è vera magia. E ha un nome ben preciso. Ray tracing. O, per chi ama le abbreviazioni RTX. Si tratta di una tecnologia che simula (e riproduce) con assoluto realismo il comportamento della luce all’interno di un ambiente, generando riflessi e ombre in maniera dinamica in base alla posizione dei singoli oggetti. Un effetto che richiede, ovviamente, una potenza di calcolo di un certo livello, ma che ha un impatto visivo che può essere descritto con una sola parola (non particolarmente tecnica): figo! Dopo averlo sperimentato con Control, grazie a un evento organizzato da NVIDIA siamo tornati a “illuminarci” con Minecraft, e dobbiamo ammettere che per certi versi il risultato è stato ancora più sorprendente. Perché se sapevamo cosa attenderci dal titolo di Remedy, che già nella sua versione standard poteva contare su un comparto grafico di buon livello, quanto successo nel mondo dei cubi di Mojang è stato inaspettato. La nostra prima escursione ha avuto luogo nella versione Vanilla del gioco, ovvero quella base priva di qualunque tipo di mod. Una camminata che avevamo già affrontato diverse volte, e che quindi portava con sé la sensazione di già visto. La semplice pressione di un tasto è però riuscita a regalare nuova linfa e nuovo vigore all’ambientazione, trasformando ogni elemento grafico in qualcosa di diverso e, in parte, nuovo. Il cambiamento è apparso ancora più evidente nel secondo mondo che abbiamo visitato, costruito appositamente per far risaltare le capacità del ray tracing. Un susseguirsi di spazi chiusi all’interno dei quali una serie di cubi colorati fungevano da vere e proprie lampade, creando giochi di luce e riflessi. Una sequenza di corridoi, stanze e scalinate che ci hanno condotto (anche grazie, lo aggiungiamo per dovere di cronaca, alla nostra tendenza a scavare) in un enorme giardino abbandonando una situazione di semi oscurità. Una volta liberi di muoverci in uno spazio aperto, i raggi del sole che filtravano tra le fronde degli alberi, le ombre che mutavano a ogni nostro spostamento e l’acqua del fiume che non era più un semplice agglomerato di pixel hanno donato nuova linfa vitale e hanno reso più gradevole l’esplorazione. Arrivare a dire che ci siamo trovati di fronte a un’esperienza nuova è sicuramente eccessivo, visto che nulla è cambiato a livello di meccaniche di gioco, ma è evidente che l’impatto sia stato notevole. Si è trattato di qualcosa di diverso, che da un certo punto di vista ci ha permesso di riscoprire un titolo che credevamo di conoscere alla perfezione. Osservare un’immagine statica può aiutare a comprendere quale sia l’entità del cambiamento, ma è solamente una visione in movimento che permette di rendersi conto di quale sia l’incidenza del ray tracing su un gioco come Minecraft, caratterizzato da soluzioni grafiche estremamente semplici e lineari.

Ambienti chiusi, spazi aperti… ogni elemento grafico trae notevole beneficio dall’utilizzo del ray tracing.

Per molti, ma non per tutti

Quanto è importante la grafica in un videogioco? Non esiste una risposta univoca alla domanda. Superato un certo livello qualitativo, necessario per garantire una fruibilità adeguata a un gioco, tutto dipende dalle proprie esigenze personali. Per alcuni conta relativamente poco, e deve essere solo un mezzo per veicolare idee e strutture capaci di divertire e di emozionare. Per altri invece è un cardine imprescindibile, fondamentale. Un elemento indispensabile per creare un senso di coinvolgimento. Due filosofie differenti, che si traducono in due approcci differenti quando ci si trova di fronte a scelte di carattere economico. Già, parliamo di soldi. Da un punto di vista tecnico, l’implementazione del ray tracing ha un costo in termini di potenza dell’hardware necessario a gestirlo. Un costo che ovviamente si traduce anche in un corrispettivo esborso di denaro. La tecnologia ha sempre un prezzo, e le novità si pagano. La serie di schede grafiche GeForce RTX propone diversi modelli, con opzioni che si adattano sia a chi vuole cercare un (sempre relativo) contenimento dei costi sia chi invece dispone di un budget elevato e vuole solo il meglio per poter assemblare un PC “da battaglia”. La base della montagna sono i 375 euro della 2060, da cui inizia una lunga e costante scalata che conduce alla vetta, rappresentata dai 1279 euro del top della gamma, la 2080 Ti. Cifre improponibili per chi parte dal presupposto “anche con il semplice investimento per la versione base posso comprare agevolmente una console di ultima (tra un annetto penultima) generazione”, molto meno per chi ha fatto del PC la propria piattaforma da gioco ideale. La scelta è quindi nelle mani dell’utenza. Certo è che per quanto ci riguarda, dopo aver visto cosa si può ottenere da un gioco graficamente basilare come Minecraft, la carta di credito all’interno del nostro portafoglio ha iniziato a tremare. Per impazienza o per timore? Difficile dirlo.

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