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I 10 videogame più rimandati della storia

Cyberpunk 2077 e Final Fantasy VII Remake sono i più recenti titoli ad essere stati rinviati, ma al cospetto di altri sono quasi dei fenomeni di puntualità. Ecco i peggiori

Il Duca non ama arrivare secondo e infatti con il suo Duke Nukem Forever si è aggiudicato il titolo di “videogioco più rimandato della storia”.

Queste ultime settimane hanno testimoniato il rinvio di parecchi giochi molto attesi e l’arrivo della next-gen contribuisce non poco a questo doloroso processo. Gli ultimi a farne le spese sono stati Cyberpunk 2077, Final Fantasy VII Remake e persino Iron Man VR, ma la storia racconta che nel passato più o meno remoto sono esistiti giochi che hanno subito ritardi non di mesi, non di anni ma addirittura di generazioni… e spesso al loro arrivo si sono rivelati delle cocenti delusioni. Ecco i più eclatanti.

10. APB: All Points Bulletin (2007/2010 – 3 anni)

Dopo aver fondato il team DMA Design, oggi noto come Rockstar North, e aver dato alla luce il fenomeno Grand Theft Auto, David Jones decise di percorrere altre vie ma rimase fedele allo stile della sua creatura più famosa creando giochi d’azione come Crackdown e APB: All Points Bulletin. Il primo uscì nel 2007 mentre il secondo, un MMO open-world decisamente ambizioso, ebbe una storia ben più travagliata. Venne rimandato svariate volte fino ad accumulare ben tre anni di ritardo. Nel frattempo la nuova compagnia di Jones, Realtime Worlds, venne ridotta sul lastrico dai costi di produzione che raggiunsero i 100 milioni di dollari. Il gioco non riscosse il successo sperato e venne acquisito da K2 Network, che lo ripubblicò come titolo free-to-play sotto l’etichetta Reloaded Productions, cambiandogli nome in APB: Reloaded.

9. Perfect Dark Zero (2001/2005 – 4 anni)

Fu uno dei titoli di lancio dell’Xbox 360 ma la storia del secondo (e finora ultimo) capitolo delle avventure di Joanna Dark raccontate da Rare inizia molto tempo prima. Lo sviluppo iniziò su GameCube agli inizi degli anni 2000, epoca in cui Rare era per il 49% proprietà di Nintendo, ma venne spostato su Xbox quando Microsoft acquistò lo sviluppatore inglese nel 2002. Le ambizioni del team però erano troppo pesanti e ambiziose per quell’hardware e il progetto venne spostato sulla generazione successiva. I 5 anni di sviluppo modificarono molto il progetto originale, che nella sua prima forma aveva una grafica stile Anime e una protagonista decisamente diversa in termini di look.

8. Gran Turismo PSP (2004/2009 – 5 anni)

Nelle intenzioni di Sony e Polyphony Digital questa versione di Gran Turismo avrebbe dovuto essere un titolo di lancio della PSP. Una serie di così grande richiamo avrebbe sicuramente contribuito non poco alla diffusione della prima console portatile Sony, ma le cose non andarono come previsto. Dopo il trailer mostrato proprio durante la prima presentazione di PSP il gioco cadde in un oblio da cui si riprese solo cinque anni dopo, arrivando sul mercato quando l’hardware era ormai nella sua parabola discendente. La qualità finale del prodotto fu inoltre molto inferiore alle intenzioni iniziali, per non accumulare ulteriore ritardo gli sviluppatori furono costretti a tagliare svariati contenuti tra cui la modalità Carriera e gran parte delle opzioni di personalizzazione delle vetture. Questo non gli impedì comunque di vendere quasi 5 milioni di unità.

7. Alan Wake (2004/2010 – 6 anni)

Sam Lake e i suoi ragazzi ne sanno qualcosa di sviluppi travagliati. L’uscita di Max Payne è stata a dir poco complicata (quanto abbiamo atteso quel famoso ghigno) ma anche quella di Alan Wake non ha scherzato. Remedy lo presentò a porte chiuse durante l’E3 del 2005 sotto forma di tech-demo, ma riuscì a far uscire questo iconico action-thriller su console solo 6 anni dopo averne iniziato lo sviluppo. Ne servirono due in più per l’edizione PC. Il risultato fortunatamente valse in pieno l’attesa ma anche in questo caso ad un certo punto si è temuto per il destino del gioco. In molti ne attendono un sequel e sembra che Remedy pian piano stia cedendo. Dopo l’eccellente Control un ritorno del buon Alan sarebbe altamente gradito.

6. Aliens: Colonial Marines (2006/2013 – 7 anni)

L’idea di questo fallimentare gioco nacque addirittura nel 2000. All’epoca era stato pensato come titolo per PlayStation 2 ma il vero sviluppo iniziò verso la fine del 2006 ad opera di Gearbox Software. Due anni dopo il primo rinvio a causa di riassestamenti interni dello sviluppatore che portarono a numerosi licenziamenti, il publisher SEGA fu costretta ad annunciare che difficilmente il nuovo Aliens sarebbe uscito prima di due anni. Passò ulteriore tempo e nel 2011 si vide il primo teaser-trailer, che non mostrava assolutamente nulla del gioco e in più portava con sé la brutta notizia di un altro rinvio: Primavera 2012. Anche quella data venne bucata e il gioco uscì solo nel febbraio del 2013 con i risultati che molti ricordano: un disastro pressoché totale.

5. The Last Guardian (2007/2016 – 9 anni)

Come il gioco che troverete in terza posizione, anche l’opera del maestro Fumito Ueda ha allegramente by-passato alcune generazioni di console. Come l’araba fenice questo titolo è morto e rinato talmente tante volte da essere diventato quasi una leggenda. I lavori sul gioco erano già iniziati da quattro anni quando il Team Ico venne smantellato nel 2011 e questo evento sembrava aver messo una pietra tombale sul progetto allora conosciuto come Trico. Dopo anni di silenzio Sony annunciò ufficialmente che il gioco era nuovamente in sviluppo e che a capo del progetto c’era ancora Ueda nonostante la sua separazione dalla compagnia. Nel frattempo cambiò nome in The Last Guardian ma per vederlo sugli scaffali dei negozi avremmo dovuto aspettare la fine del 2016… dopo un ulteriore rinvio di tre mesi.

4. Too Human (1999/2008 – 9 anni)

Se vi state lamentando per il fatto di dover attendere qualche mese in più l’uscita di Cyberpunk 2077 immaginate chi all’epoca si fece ingolosire da questo action sviluppato da Silicon Knights. Iniziò ad essere sviluppato su PlayStation 1 e finì per uscire su Xbox 360 quasi due lustri dopo. Fu un fallimento su tutti i fronti in quanto le soluzioni di gameplay pensate all’inizio non cambiarono nei 9 anni di sviluppo e quando videro la luce risultarono invecchiate piuttosto male. Migliaia di critiche vennero vomitate addosso al team canadese fondato da Denis Dyack, il quale difese sempre strenuamente la sua creatura affermando che “non era stata capita”. Fu quasi il canto del cigno per i cavalieri di silicio, che svilupparono un ultimo gioco (il non certo esaltante X-Men: Destiny) per poi sfaldarsi totalmente nel 2014.

3. Final Fantasy XV (2006/2016 – 10 anni)

Qui siamo di fronte ad un caso più unico che raro, un videogioco nato con un titolo su una console, quasi cancellato e poi risorto sull’hardware successivo con un titolo diverso della stessa serie. Il progetto iniziale si chiamava Final Fantasy Versus XIII e nei piani originali sarebbe dovuto uscire poco dopo FFXIII, quindi tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Nel frattempo, però, Square Enix si era incartata da sola in quel mastodontico progetto pluri-cefalo chiamato “Fabula Nova Chrystallis” e perse completamente la bussola. Versus XIII sparì dai radar per poi riapparire qualche anno dopo come se niente fosse come quindicesimo capitolo ufficiale della saga. Una lunga attesa che è stata ripagata da un titolo estremamente divisivo dal punto di vista ludico anche se tecnicamente pregevole.

2. Prey (1995/2006 – 11 anni)

Non stiamo parlando dell’eccellente first-person-sci-fi-action-dventure del 2017 sviluppato da Arkane Studios, bensì dell’ottimo FPS horror del 2006 di Human Head Studios. La sua prima incarnazione risale alla metà degli anni 90, quando 3D Realms ne presentò un prototipo molto diverso da quello che poi sarebbe stato il prodotto finale. Ci misero le mani un po’ tutti ma nessuno riuscì a fargli fare passi significativi e Prey venne “congelato” fino al 2001 quando la stessa 3D Realms scelse l’engine id Tech 4 per la nuova versione che venne affidata a Human Head. Furono necessari altri 5 anni per portarlo a termine ma ancora oggi viene ricordato come un ottimo titolo capace di proporre soluzioni di gameplay molto originali. Un sequel di “quel” Prey venne annunciato nel 2006. Era dannatamente promettente e avrebbe dovuto essere pubblicato da Bethesda ma anche questo sparì nel nulla finché lo stesso publisher non ne annunciò la cancellazione nel 2014.

1. Duke Nukem Forever (1997/2011 – 14 anni)

Un gioco che ha tenuto fede al suo titolo e che diede il via al tormentone “When It’s Done”. L’ultimo capitolo delle avventure del Duca ha impiegato un’eternità per vedere la luce e alla fine è stato accolto da una generosa dose di fischi. Quando venne annunciato nel 1997 il trailer fece ululare di goduria milioni di giocatori, l’intenzione era di farlo uscire l’anno successivo. Purtroppo il tempo è un killer impietoso e i 14 anni passati prima dell’uscita ufficiale fecero invecchiare non poco gli assets originali, che non vennero rinfrescati più di tanto nei numerosi passaggi di mano che portarono il gioco nelle mani del team Gearbox (ancora loro!). Sembravano soldi facili ma le recensioni stroncarono l’ultima uscita del Duca e misero probabilmente la parola fine alla sua carriera.