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I 10 peggiori killer dei videogame

Si nascondono, ti osservano, ti seguono, prendono appunti sulle tue abitudini e al momento giusto colpiscono. Reali o virtuali che siano, catturarli è fottutamente difficile: ecco quelli che vi daranno del vero filo da torcere

Quale sarà il peggior killer mai apparso nella storia dei videogame? Scopritelo con la nostra classifica.

Andrei Chikatilo, Ted Bundy, John Wayne Gacy, Jeffrey Dahmer. Sicuramente avete sentito almeno uno di questi nomi o magari li conoscete con i loro suggestivi nomignoli: Macellaio di Rostov, Mostro di Milwakee, Killer Clown e via dicendo. Sono esseri che di umano hanno ben poco, mostri disgustosi ma al tempo affascinanti. Le loro terrificanti storie hanno ispirato serie TV, film, un’infinità di libri e ovviamente videogiochi. Ne abbiamo scelti dieci, quelli secondo noi più terrificanti e rappresentativi dell’intero spettro della malvagità umana.

10. Killer hollywoodiano (Venerdì 13: Il Videogioco)

Non potevamo che partire con uno dei killer seriali più famosi: Jason Voorhees. Molti non sanno che nel primo film della serie l’assassino non era lui bensì Pamela, la madre di Jason. La sua morte per mano dell’unica sopravvissuta al massacro di Camp Crystal Lake diede però vita ad una macchina fabbrica-omicidi divenuta iconica grazie alla sua maschera da hockey. Nel corso di 10 pellicole (senza contare il reboot e il cross-over con Nightmare) Jason è stato bruciato, decapitato, affogato, ibernato nello spazio e molto altro ancora. Il risultato è stato sempre lo stesso: alla fine dei titoli di coda una stridula colonna sonora annunciava che l’incubo era ben lontano dall’essere finito. Il gioco a lui dedicato purtroppo non è all’altezza della fama, ma se volete provare il brivido di brandire il suo famoso machete, non avete molte alternative. Occhio però… potreste ritrovarvi nei panni di una delle potenziali vittime.

9. Killer freddoloso (Deadly Premonition)

Deadly Premonition è un titolo amato dai fan del serial “I Segreti di Twin Peaks”. All’epoca della sua uscita venne snobbato perché ritenuto poco interessante sotto il profilo estetico/tecnico, ma con il passare del tempo il passaparola degli appassionati lo ha trasformato in un gioco di culto. Il recente annuncio di un sequel per Switch e l’uscita contemporanea del primo capitolo sulla console Nintendo ha riacceso l’interesse attorno a questa saga e al suo assassino, conosciuto come Raincoat Killer. Le atmosfere “Lynchiane” e il particolare stile dell’assassino, che uccide solo durante i giochi di pioggia indossando un impermeabile, hanno ispirato alcuni giochi usciti successivamente, tra i quali Heavy Rain di Quantic Dream presente in questa stessa classifica.

8. Killer buffone (Twisted Metal)

In questo caso parliamo di un pagliaccio assassino… di questo periodo va di moda, no? Non si tratta di Pennywise bensì di Sweet Tooth, uno dei protagonisti e frontman della saga di Twisted Metal. Stiamo parlando di giochi di corse e combattimenti, ma ciò che ci interessa in questo caso è il background di Sweet Tooth. Noto alle cronache come il Serial Killer Gelataio. Attirava le sue piccole vittime con un colorato furgoncino che prometteva delizie al cioccolato e crema, ma l’unico gusto disponibile nella sua attività era quello del sangue. Non venne mai giustiziato per i suoi efferati crimini, anzi gli venne data la possibilità di ripulire la fedina penale in caso di vittoria nei più cruenti tornei di combattimento tra veicoli. Indovinate un po’ con quale mezzo partecipò e vinse la sua prima gara? (Si ringrazia MXVideos per il trailer)

7. Killer barbiere (Clock Tower)

Ci piacerebbe citare anche Sweeney Todd, il diabolico personaggio portato al successo cinematografico da Tim Burton, ma non è pertinente alla nostra classifica odierna. Il killer a cui ci riferiamo è di altro tipo, se ne va in giro con delle enormi forbici con cui ama staccare le teste alle proprie vittime e ha iniziato la sua carriera nel 1995, anno di uscita del primo Clock Tower per Super Famicom (il fratello giapponese del Super Nintendo). Stiamo parlando di uno dei capostipiti del genere survival horror, uno dei pochi a non prevedere un contatto diretto con l’assassino. I protagonisti non potevano combatterlo ed erano costretti a nascondersi per sopravvivere e non cadere in uno stato di panico dovuto alla vicinanza di Scissorman. Tale sensazione di fragilità riusciva in modo molto efficace a trasmettere ansia al giocatore.

6. Killer familiare (The Suffering)

Omicidi efferati e forze soprannaturali sono gli ingredienti principali di The Suffering, primo capitolo di una mini-serie uscita nella prima metà degli anni 2000. Ne è protagonista Torque, assassino di moglie e due figlie e condannato a morte per iniezione letale. Il suo percorso verso l’aldilà inizia in un penitenziario di massima sicurezza che proprio il giorno del suo arrivo viene però colpito da un potente terremoto che risveglia entità maligne contro cui Torque dovrà combattere. La storia è un po’ diversa da quella di un classico gioco incentrato sui serial killer, ma il bello di The Suffering è la sua capacità di instillare nel giocatore il dubbio che il protagonista non sia il verso assassino bensì uno strumento usato da “qualcun altro”. Se avete voglia di provarlo abbiamo una bella notizia per voi: dal 2008 The Suffering è freeware, il che significa che può essere scaricato gratuitamente e legalmente.

5. Killer soprannaturale (Until Dawn)

Avete letto la nostra recensione di Man of Medan? Gli stessi autori di quel gioco pubblicarono qualche anno fa un altro horror che omaggiava il genere slasher tipico degli anni 80/90. Un gruppo di amici si ritrova in una meravigliosa baita di montagna per passare una vacanza a base di lusso, alcool, idromassaggi e ovviamente sesso. Subito si intuisce che qualcosa non va. C’è una presenza imprevista tra loro che inizia a farli fuori uno dietro l’altro come in Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie. Ovviamente non spetta a noi dirvi chi sia l’assassino. In questo caso il killer potrebbe essere più di uno o anche nessuno ma una cosa è certa, le sorprese non mancano e molte dipendono anche dalle scelte operate dal giocatore.

4. Killer redivivo (Manhunt)

James Earl Cash è stato condannato a morte. La sua vita finirà con un’iniezione letale che lo spedirà nell’inferno che merita. Il Regista però ha un piano differente per lui: avrà salva la vita a patto che “reciti” in una serie di film snuff che prevedono ovviamente degli omicidi. Tanti omicidi. Cash dovrà uccidere tutti i membri di alcune gang nei modi più efferati possibili per garantire uno spettacolo unico agli spettatori, se ci riuscirà sarà un uomo libero. Una trama che sembra uscita dalla fantasia di John Carpenter, che invece è stata partorita dall’incorreggibile Rockstar di GTA. Manhunt è ancora oggi ricordato come uno dei videogiochi più violenti della storia, altro che DOOM, e all’epoca si guadagnò la censura totale in moltissimi paesi. Questo non fermò il suo successo, che giustificò anche la produzione di un sequel ancora più esagerato. Il trailer purtroppo è un po’ datato (stiamo parlando dell’epoca PS2) ma vi da un’idea della follia che scorreva in Manhunt.

3. Killer dei killer (Condemned)

Uno dei giochi horror più sottovalutati della storia, uno dei più terrificanti. Chi lo ha giocato non può averlo dimenticato… specialmente una certa sequenza all’interno di una biblioteca bruciata. Il protagonista è un poliziotto della Serial Crime Unit dell’FBI, Ethan Thomas, che durante un caso apparentemente di routine finisce invischiato in una storia surreale: qualcuno sta uccidendo tutti i serial killer più famosi e inafferrabili del paese, imitandone tra l’altro i peculiari stili di omicidio. Sembra essere un classico “copycat” ma così non è, il Serial Killer X è diverso da tutti gli altri e sembra avere una strana connessione proprio con l’agente Thomas. La storia è assolutamente mozzafiato e si conclude con un epilogo da brividi.

2. Killer origami (Heavy Rain)

Una delle vette creative più alte raggiunte da David Cage e il suo team Quantic Dream. Un padre che perde un figlio in un fatale incidente, un giovane agente FBI incaricato di indagare su una misteriosa sparizione, un investigatore privato vecchio e stanco che vuole chiudere il suo ultimo caso: personaggi apparentemente diversi e distanti, che in Heavy Rain incrociano le loro strade con quella del Killer degli Origami. Un assassino che non lascia indizi, ma che lega i protagonisti con un filo rosso sangue. Un gioco pesante come il suo titolo, intriso di una pioggia che ammanta tutto con un velo di tristezza. Sospetterete di chiunque, penserete di avere la soluzione a portata di mano ma ve la vedrete sfuggire senza poter fare nulla, dovrete fare scelte dolorose (in tutti i sensi) che vi porteranno ad uno dei possibili finali, ben 17. Alla fine non è detto che riuscirete a scoprire il colpevole, ma sicuramente avrete imparato qualcosa.

1. Killer silenzioso (Hellblade)

L’assassino più terribile e letale non è quello che ti arriva alle spalle o che penetra nella tua casa mentre stai dormendo. Il killer perfetto alberga nelle tue viscere, consuma le tue energie dall’interno, ti fa vedere cose che non esistono e ti sussurra frasi convincenti ma pericolose nell’orecchio, pur non avendo voce. È un male oscuro che può assumere moltissime forme, dalla depressione alla follia incosciente. Può mettere in pericolo non solo la vita della sua vittima primaria ma anche quella delle persone che le stanno intorno. Non può essere catturato ma può essere sconfitto, seppur con moltissimi rischi e sacrifici. Lo sa bene la protagonista di Hellblade: Senua’s Sacrifice. È una guerriera coraggiosa ma affetta da una grave psicosi manifestata attraverso voci che lei chiama Furie, che ne modificano il comportamento. La sua storia è un viaggio dentro la malattia, un’avventura dolorosa e affascinante che vi consigliamo spassionatamente di provare.

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