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Diventa un fotografo di videogame

Gli strumenti indispensabili per un fotografo moderno? Un pad, una console e... un videogioco

Amate la fotografia? Impazzite per i videogiochi? C'è una nuova forma d'arte che vi aspetta.

“Scusa zombi, puoi spostarti leggermente a destra? Ecco, così va bene. E più grinta, voglio più grinta! Fammi vedere quei denti! E basta con quelle braccia ciondolanti! Più vita! Più energia! Ecco, così va bene. Ora resta immobile per qualche secondo. Dai che ci siamo. Perfetto!” Clic. Ormai la vita del protagonista di un videogioco d’azione non è scandita più solo da verbi quali combattere, fuggire, esplorare e scoprire. C’è un altro verbo che è entrato prepotentemente in campo: fotografare.

Red Dead Redemption 2 offre poche opzioni fotografiche, controbilanciate da panorami spettacolari.

Scatti tecnologici

È successo a chiunque abbia mai provato un videogioco. Dopo un lungo cammino, arrivare in una zona che toglie il fiato per la sua bellezza. Oppure, meno prosaicamente, colpire un nemico con un attacco tanto spettacolare quanto devastante. O trovarsi di fronte a un evento insolito, drammatico, stravagante, ridicolo. Ed è in queste situazioni che nella mente scorre un pensiero. “Quasi quasi, io una foto la scatterei”. In passato, si trattava di un pensiero passeggero. Catturare una schermata era un’operazione scomoda, che richiedeva tempo e che spesso non garantiva una resa perfetta. Ora non lo è più, grazie a uno strumento semplice e immediato: la modalità fotografica. Non è presente in tutti i giochi, ma si tratta di un’opzione che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede. E sta crescendo, offrendo uno spettro di possibilità sempre più ampio. Dal regolare la profondità di campo all’impostare la velocità dell’otturatore. Dallo stabilire l’apertura del diaframma al valutare l’utilizzo di filtri. Dall’optare per il bianco e nero o per il colore all’inserire l’immagine all’interno di cornici speciali. Le variabili a disposizione sono in continuo aumento. Immediate ed economiche. Senza la necessità di acquistare schede di acquisizione. O costosi programmi di fotoritocco. I risultati? Sempre più spettacolari.

Filtri, cornici ed effetti grafici permettono di personalizzare le immagini.

Fotografo di mondi virtuali

Cosa spinge una persona a trascorrere il proprio tempo all’interno di un videogioco in cerca dello scatto perfetto? A trovare un frame unico, scollegato dall’avventura che si sta vivendo oppure che ne mostra un momento cardine? La risposta è semplice, proprio come nella fotografia “tradizionale”. La voglia di cogliere un momento. Una situazione. Un sentimento. La possibilità di imprimere su una pellicola virtuale un ricordo estemporaneo. O magari di costruire a tavolino un’immagine che rappresenti qualcosa, che convogli un messaggio specifico, una sensazione. Di immortalare epoche storiche del passato, mondi diversi, eventi unici. Un viaggio nel tempo e nello spazio che può essere testimoniato da attori protagonisti, sempre nel vivo dell’azione. Il far west di Red Dead Redemption II. L’antico Egitto di Assassin’s Creed Origins. Il futuro di Horizon Zero Dawn. La contemporaneità di Far Cry Zero Dawn. Tutte situazioni diverse, che risplendono nella definizione Full HD o 4K. Proprio il progresso tecnologico, che accompagna da sempre l’industria informatica, ha giocato un ruolo importante nell’amplificare l’impatto della fotografia virtuale. E, di conseguenza, nel farla proliferare. Quelli che una ventina di anni fa erano ammassi di pixel, ora sono oggetti dettagliati anche nei minimi particolari. Spigolosi personaggi poligonali si sono trasformati in esseri umani dotati di espressioni e movenze che mostrano diversi stati d’animo. Tutto è diventato più definito, più curato, più realistico. La resa visiva è cresciuta in maniera esponenziale. Il bello è diventato ancora più bello. Da guardare, e da condividere.

Fotografare un animale selvatico è sempre emozionante. Poco importa se è un robot…

Artisti informatizzati

Negli anni i videogiochi sono cambiati e cresciuti. Considerarli un mero strumento di intrattenimento senza valutare la valenza artistica di alcune produzioni è limitativo, e da un certo punto vista anche ingiusto. Il concetto di opera multimediale interattiva si evolve in continuazione, con diramazioni che si aprono in diverse direzioni. La “in game photography” è una di queste. È ancora una forma d’espressione giovane e deve trovare il suo spazio, ma si sta espandendo e sviluppando su più piani. Come la sorella maggiore è fruibile partendo da una spesa minima (una console in questo caso). Come la sorella maggiore può essere declinata in maniere differenti (naturalistica, d’azione, sportiva, ritrattistica). E infine, come la sorella maggiore, può racchiudere al suo interno tanti significati. Perché, come si suol dire, un’immagine vale più di mille parole.

 

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