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Diamo i voti (e i votacci) a questo E3 2019

Cosa è andato bene, cosa è andato male, cosa è andato malissimo in questa kermesse losangelina dedicata ai videogame

La pagellona finale: poteva mancare? Sì, ma a noi piace.

VOTO 10. L’eroico videogiocatore.

La storia dell’umanità è popolata da miti e da creature leggendari. Le sirene. Lo yeti. Il ciclope. Il videogiocatore che ha deciso spontaneamente di vedere tutte le conferenze pre-E3. No, quest’ultima non è una leggenda. Noi vogliamo crederci. Vogliamo pensare che esista veramente al mondo una persona che, sorretta dall’entusiasmo e da litri di caffeina, abbia sopportato il susseguirsi di interviste senza senso, di trailer senza senso e di chiacchiere senza senso. Un eroe dei tempi moderni, che probabilmente si è più volte chiesto “è prevista la visione di un videogioco in questo evento dedicato ai videogiochi?”, ma che ha stoicamente resistito. Mitico.

Il giocatore super-ultra-uber appassionato esiste, noi ne siamo la prova.

VOTO 9. Nintendo

Giunti all’ultima presentazione del pre-E3 eravamo in parte stanchi, in parte scoraggiati. Non che fossero mancati i titoli interessanti, ma nessuna conferenza era riuscita a convincerci pienamente. Nintendo ce l’ha fatta. Dopo la prevedibile partenza con nuovi personaggi per Super Smash Bros. Ultimate si sono susseguiti annunci tra passato e presente. Protagonista il numero tre con Luigi’s Mansion 3, la raccolta comprendente i tre capitoli della serie Mana, No More Heroes 3, l’edizione completa di The Witcher 3. E proprio quando tutto sembrava finita, la bomba finale: il sequel di The Legend of Zelda: Breath of the Wild è in fase di sviluppo. Manca la valutazione massima solo per la mancanza di Metroid e Bayonetta.

La casa giapponese ha fracassato di botte la concorrenza.

VOTO 8. Helen di Watch Dogs Legion

Non appena terminato il trailer di Watch Dogs Legion abbiamo iniziato a fantasticare sulle infinite possibilità che avremo a disposizione. Tutte grazie a Helen. Vogliamo creare un vero e proprio esercito della terza età, pronto a scatenare il suo temibile potenziale. Sconfiggeremo il nemico con assembramenti davanti ai cantieri. Oppure intasando sin dalle otto di mattina gli uffici comunali, le banche e le poste. Non avremo pietà. Saremo meticolosi nelle nostre azioni. E lenti. Soprattutto lenti.

Ubisoft ha sfornato un personaggio coi fiocchi.

VOTO 7. CD Projekt Red, Keanu Reeves e Peter Sark

Una parola basta a descrivere la presentazione di Cyberpunk 2077 alla conferenza Microsoft: “breathtaking”. È termine utilizzato da Keanu per spiegare che sensazione si prova a camminare nel futuro, urlato dallo youtuber Peter Sark per descrivere il buon Keanu e rispedito al mittente da Keanu stesso. Risate e applausi al grido “meno imbalsamazione, più improvvisazione”. Non è poi mancato il più classico degli happy ending da favola. CD Projekt Red ha infatti annunciato che invierà a Peter Sark una collector’s edition di Cyberpunk 2077. E per noi che abbiamo gridato davanti a uno schermo, non avanza nulla?

VOTO 6. Mythic Quest: Raven’s Banquet

L’idea di vedere una serie televisiva ambientata in uno studio di sviluppo ci piace non poco. La presenza di Rob McElhenney, ideatore e star di C’è Sempre il Sole a Philadelphia, ci piace non poco. E allora, vi starete chiedendo, perché una striminzita sufficienza? Semplice e facile da spiegare. Il trailer mostrato è, detto in termini oxfordiani, da far cascare le palle. Non ci voleva molto. Due battute divertenti sarebbero bastate. Invece il vuoto. Dita incrociate, e sei politico.

VOTO 5. Shenmue III

Dispiace dirlo, ma l’E3 di Shenmue III non è iniziato nel migliore dei modi. A una settimana dall’annuncio dell’ennesimo ritardo (uscita prevista ora per il 19 novembre) è giunta notizia dell’accordo in esclusiva con Epic Store per la distribuzione della versione PC. Una scelta inattesa, che ha causato non pochi dissapori tra chi ha riposto la propria fiducia (e i propri soldi) nel progetto sin dalla campagna Kickstarter. Inoltre il breve trailer che accompagna la rassegna losangelina non entrerà certo nella storia per la sua qualità. Come cantavano i Pooh, “poche idee, però confuse”.

VOTO 4. Fallout 76 Battle Royale

Oggi la risposta a molte domande nell’industria videoludica è composta da due parole: battle royale. È il genere da scegliere per chi è alla ricerca dei famosi quindici minuti di notorietà. O quello da sfruttare se si vuole provare a risollevare un progetto che stenta a decollare. Sembra proprio questo l’obiettivo di Bethesda, che ha annunciato nel corso della sua conferenza una nuova modalità “a eliminazione” per Fallout 76. Capiremo nei prossimi mesi se si tratta di un’operazione riuscita o di accanimento terapeutico, certo è che sarebbe stato più facile, come in passato, risolvere la questione alla radice e creare un Fallout divertente…

Riuscirà Fallout 76 a risollevarsi dalla montagna di guano nel quale è immerso?

VOTO 3. Rio Ferdinand, Jeff Antwee e Chelcee Grimes

Se Stanley Kubrick avesse avuto a disposizione il segmento di presentazione di Volta Football, probabilmente lo avrebbe inserito tra i video mostrati ad Alex durante la “cura Ludovico” in Arancia Meccanica. Sei minuti e diciotto secondi all’apparenza interminabili (è proprio vero che il tempo vola quando ci si diverte…) in cui il trio di protagonisti si è bellamente guardato dal dire qualcosa di interessante. Lati positivi? Non ha generato aspettative che rischiano di essere deluse. Sarà per la prossima “volta”.

VOTO 2. I leak

I leak (e gli spoiler) sono come la musica balcanica per Elio e Le Storie Tese. Hanno rotto i coglioni. Ormai per arrivare “vergini” alle conferenze sono necessari filtri online di ogni genere, paraocchi, cuffie. Una vita d’inferno trascorsa facendo lo slalom tra siti, social network, email, messaggi di fumo e piccioni viaggiatori. Perché, lo sappiamo tutti, i leaker (e i loro seguaci) sono ovunque. Non vogliamo sapere prima quali saranno i nuovi personaggi di Super Smash Bros. Ultimate. O che Keanu Reeves sarà in Cyberpunk 2077. Così come non volevamo sapere che Keyser Sauze era il papà di Luke Skywalker… o forse ci stiamo confondendo?

Sul serio: a morte i leak.-

VOTO 1. Il format delle conferenze

Bla, bla, bla. Parole, parole, parole. Interminabili pipponi su argomenti che interessano poco o nulla. Poi, arrivati al momento clou, brevi trailer che nella migliore delle ipotesi mostrano solo qualche secondo di gameplay. Pochi frame che devono essere tradotti, sviscerati e interpretati (spesso con elucubrazioni mentali e supercazzole varie) per avere una vaga idea di cosa si sta davvero vedendo. Sale il consumo di energy drink, scende l’entusiasmo. Ci vuole ritmo. Ci vogliono annunci. Ci vuole giocato. Tutto il resto è noia.

 

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