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Cosa diavolo è successo a Fortnite?

L’evento The End di Fortnite ha dimostrato per l’ennesima volta che i videogiochi hanno potenzialità narrative fuori scala e in larga parte ancora inesplorate. E che Epic Games le sa sfruttare in modo molto furbo

L'universo di Fortnite è stato risucchiato da un buco nero: e adesso?

Ieri notte, 14 Ottobre dell’Anno Domini 2019, gli appassionati di Fortnite e i curiosi che seguono la cultura Pop hanno assistito a un evento epocale. Epic Games aveva annunciato che alle ore 20:00 si sarebbe svolto l’evento di chiusura della stagione 10, chiamato The End. Per chi segue il battle royale più famoso al mondo si trattava di una situazione di routine, della classica chiusura stagionale senza troppe sorprese, ma in quest’occasione le cose sono andate diversamente. Prima dell’inizio dell’evento, infatti, tutti gli utenti sono stati riportati al menu del gioco, dove hanno potuto selezionare l’evento The End con la modalità classica e un obiettivo finale di 200 punti. Fin qui, nulla di strano, ma allo scadere del conto alla rovescia è accaduta una cosa che ha lasciato di sasso i giocatori, trasformandosi in pochi minuti nell’evento più seguito dell’anno. Dopo il lancio del razzo dal Magazzino Muffito, infatti, un enorme buco nero ha letteralmente risucchiato ogni elemento del gioco. La mappa, i giocatori e tutto ciò che ha reso famoso Fortnite in questi anni, è sparito nel nulla in pochi secondi, lasciando dietro di sé solo uno scintillante buco nero al centro dello schermo.

Black Hole Sun

Cosa sta facendo Epic? Qualche indizio arriva dall’App Store italiano, che venerdì scorso aveva aggiornato la pagina di Fortnite con immagini che mostravano una mappa inedita e nuove funzionalità di gioco (le barche), con riferimenti a un fantomatico Capitolo 2. Mentre scriviamo queste righe, il canale Twitch del battle royale mostra ancora la diretta del buco nero e circa 40.000 spettatori stanno seguendo l’evento commentandolo nella chat. Sembra proprio che gli sviluppatori stiano sfruttando la narrazione interna del gioco per “mascherare” un aggiornamento. Invece di optare per la solita strategia e mandare down i server per caricare la nuova versione dell’applicazione, il team ha dato vita a un vero e proprio spettacolo mediatico che sta catalizzando l’attenzione dei giocatori, creando al tempo stesso aspettative enormi per ciò che verrà. La fase successiva sarà quella di rendere disponibile il nuovo contenuto, che si tratti di una nuova stagione o del nuovo capitolo di Fortnite, per fare cassa con la vendita dei contenuti nel negozio online. Dopo un simile evento, infatti, è molto probabile che gli utenti saranno disposti ad aprire il portafoglio per partecipare attivamente a un evento epocale.

In questo video potete assistere a ciò che è accaduto ieri sera su Fortnite. Se il video vi emoziona, provate a immaginare come si sono sentite le persone che hanno partecipato attivamente all’evento!

Apocalypse Please

Pur riconoscendo la genialità della strategia portata avanti da Epic, è giusto sottolineare che questa non è la prima volta che assistiamo a qualcosa di simile. In passato, infatti, Square Enix aveva organizzato qualcosa di analogo con Final Fantasy 14, nel passaggio dalla prima versione del gioco al ben più interessante A Realm Reborn. In quell’occasione i giocatori furono spettatori della distruzione del mondo in cui avevano passato tante ore felici. L’evento fu mostrato attraverso un lungo e spettacolare filmato in CG, in cui uno scatenato Bahamut seminava morte e distruzione in ogni angolo del mondo. Il video venne mostrato contemporaneamente a tutti gli utenti connessi, creando di fatto un ponte narrativo tra il gioco originale e la nuova versione. Anche Blizzard ha fatto qualcosa di analogo con World of Warcraft, seguendo però la procedura tradizionale che prevedeva il down dei server senza alcuna velleità narrativa. Quanto visto ieri sera su Fortnite riprende parte della strategia di SquareEnix, trasformandola in qualcosa di interattivo. L’evento The End, infatti, non è stato un banale filmato realizzato ad arte, ma è accaduto realmente a tutti coloro che si erano connessi ai server del gioco. Le persone che in quel momento stavano giocando, potranno dire con orgoglio “io c’ero”.

 

Square Enix aveva già avuto la brillante idea di realizzare un finale di stagione per Final Fantasy 14, ma in quel caso mancava la scintilla dell’interattività.

Weapons of Mass Distraction

Nel corso della sua storia Fortnite ha più volte stravolto il mondo dei videogiochi. Non solo ha ridefinito gli standard dei giochi free to play, ma ha anche consolidato un genere ludico e scritto pagine importanti nella narrazione delle esperienze globali. Prima di Fortnite avevamo già assistito a eventi su vasta scala, pianificati dagli sviluppatori o organizzati spontaneamente dalle community (basti pensare ai matrimoni o ai funerali in World of Warcraft e in Ultima Online), ma mai prima d’ora avevamo assistito a simili risultati. Ieri sera, più di 6 milioni di utenti hanno seguito in contemporanea la nascita del buco nero. Si tratta di un numero impressionante, che permette di capire l’importanza del fenomeno gestito da Epic e la sua rilevanza nell’attuale cultura Pop. Un semplice evento ludico ha distolto l’attenzione di milioni di persone dalla rivolta di Hong Kong o dal conflitto in Siria, mostrando tutta la forza di una narrazione gestita a dovere. Naturalmente non si tratta di un evento creato appositamente per distrarre le masse dalle situazioni citate, visto che era stato pianificato con largo anticipo, ma è innegabile che a Tencent, azienda cinese che fra le altre cose possiede il 48,4 per cento di Epic Games, abbia fatto comodo spostare l’attenzione da alcune situazioni “scomode” del mondo reale. Il genere umano ha sempre amato fare gruppo attorno alle passioni comuni e nel corso della storia abbiamo avuto innumerevoli esempi di eventi aggreganti capaci di coinvolgere il mondo intero. Lo sbarco sulla Luna, per esempio, o per rimanere ancorati al presente, le imprese visionarie di Elon Musk o l’emozionante Space Dive di Felix Baumgartner organizzato da Red Bull.

Questa è la situazione alle 10:00 di oggi sul canale Twitch di Fortnite. Più di 40.000 spettatori stanno guardando un buco nero, in attesa di un segno.

Final Tought

Quello a cui abbiamo assistito ieri fa emergere prepotentemente la forza della narrazione. Se raccontata nel modo giusto, qualsiasi cosa più trasformarsi in un evento catalizzante. La cosa più interessante, però, è che nessun linguaggio, prima d’ora, era riuscito a coinvolgere a tal punto le persone. Il cinema, la musica, il fumetto, i romanzi, offrono esperienze chiuse che lasciano ben poco spazio a chi le fruisce. Nel corso degli anni i videogiochi hanno più volte dimostrato di essere in grado di superare i limiti entro cui ogni altro linguaggio è inevitabilmente confinato. Ieri sera, milioni di persone hanno vissuto sulla propria pelle un evento apocalittico, sopravvivendo per raccontarlo.

 

 

 

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