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Come giocare ai videogame d’estate

Come coniugare l’impellente necessità di cambiare aria con un hobby che non concepisce chiusure per ferie

"Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball" è un vecchio titolo Xbox (2003) noto per la sua ambientazione estiva. Ok, non solo.

Comoda la vita del cinefilo d’estate. Grazie alla lungimiranza dei distributori cinematografici, gente che basa le speranze di pagare il mutuo sul successo di un cinepanettore, le sale cinematografiche italiane al primo caldo tirano giù il bandone. Fa nulla se in America i blockbuster escono a luglio: meglio tenerli in caldo per l’inverno. Con i videogiochi però la furbata non funziona. Da qui ad agosto, anche solo a stare stretti, c’è da giocare Mario Maker 2, Marvel Ultimate Alliance 3, Fire Emblem: Three Houses, Wolfenstein Youngblood e Control. Tocca trovare una soluzione.

Agosto può essere mese di grande uscite, come Control, il nuovo titolo che segna il rilancio di Remedy.

Il trasloco

La prima soluzione è la più drastica, ma anche l’unica che consenta di vivere ovunque e comunque la vera esperienza di gioco come a casa. Basta trovare spazio in valigia per console, coppia di pad e alimentatore. Per i più estremisti, largo anche alla televisione: sotto i 4k è retrogaming. Al di là degli ingombri, il vero problema in questi casi potrebbe essere rappresentato dai compagni di viaggio. A 20 anni però si può anche fare. (La migliore vacanza della mia vita l’ho passata in uno stanzone interrato in Salento, con altri 9 maschi e una PS2 che rappresentava l’elemento d’arredo più costoso tra le quattro mura).

L’alternativa portatile

Il classico rasoio di Occam: l’ipotesi più semplice è spesso quella giusta. In questo caso, tuttavia, ci sono una serie di ostacoli al ragionamento lineare. Primo fra tutti, il sostanziale abbandono delle ultime due console portatili in circolazione. Ps Vita, a discapito del nome, è ufficialmente morta a marzo di quest’anno, quando Sony ha cessato la produzione del hardware. Il 3DS è invece ancora nel pieno dell’attività, almeno a dar retta a Nintendo, che ha giurato di non pensionare la sua console portatile come conseguenza dell’arrivo di Switch. Ma se tecnicamente 3DS non è ancora uscito dal suo ciclo vitale, nel concreto gli ultimi annunci di progetti importanti risalgono a diversi mesi fa e non se ne vedono di nuovi all’orizzonte. Andare in vacanza con PS Vita o 3DS vuol dire rinunciare comunque ai titoli del momento e rassegnarsi ad aggiungere nuove voci a al backlog dei titoli che vorrei aver giocato, ma comprerò senza mai avviare.

Esclusa dalla nostra lista, PSP può rientrare in gioco grazie al suo rapporto privilegiato col mondo dell’emulazione.

Il compromesso che non c’era

Certo sarebbe fantastico avere una console casalinga che all’occorrenza si trasformi anche in portatile, per giocare ovunque i titoli iniziati sul divano di casa, no?! Forse Nintendo ha davvero reso obsoleto l’eterno dilemma sul videogioco in vacanza. Switch è sì portatile, ma anche sul pezzo come nessun’altra console questa estate. Dei cinque titoli citati in apertura, tre sono giocabili su Switch. Anzi, SOLO su Switch. Paradossalmente, la sua natura ibrida fa di Switch il superamento di ogni compromesso, incarnato da una macchina da gioco che nasce per giocare i titoli del momento anche lontanissimo da casa.

Non c’è un altro gioco che sappia di vacanza quanto Super Mario Sunshine: Nintendo, a quando un remake?

L’alternativa retrò

Anche Switch tuttavia deve arrendersi di fronte alla vacanza più estrema: quella senza connessione internet. Non che la console Nintendo smetta di funzionare lontana da un router, ma per acquistare e scaricare i giochi al momento dell’uscita è comunque necessario connettersi al Nintendo eShop. Il giusto abbinamento per una vacanza internet free potrebbe essere una console portatile, ma concepita per funzionare esclusivamente offline. La scelta più ovvia è il sempiterno Gameboy, il cui catalogo sconfinato include capisaldi che ogni giocatore dovrebbe annoverare nel proprio curriculum. Magari in versione Advanced, se la vostra destinazione prevede giornate particolarmente assolate. L’alternativa esotica è rappresentata invece da un Game Gear, meno facile da reperire, ma approfondito da pochi. In questo caso però assicuratevi di fare scorta di pile stilo al duty free dell’aeroporto.

Il tempo delle mele

I gusti sono sempre gusti. Se c’è chi intende la vacanza estiva come un viaggio alla scoperta dell’ignoto, per altri le ferie portano con sé ambizioni molto meno esotiche. Stessa spiaggia, stesso mare, insomma, col grande classico della costa italiana con i suoi lidi immutati da decenni. E in quelli rimasti davvero uguali a se stessi dai gloriosi ’80, eccolo lì nell’angolo in fondo l’inossidabile coin-op. I titoli sono sempre quelli: Street Fighter II’, Puzzle Bubble o, per quelli più moderni, un Die Hard poligonale.

A questo punto abbiamo voglia di andare in vacanza in Cina anche solo per poter mettere le mani su un iQue.

La soluzione cinese

Buona parte degli oggetti che ci accompagnano in vacanza, dal costume ai racchettoni, sono prodotti in Cina. Perché dunque non estendere l’influenza della Grande Muraglia anche alle opzioni di gioco? Le ultime due nostre proposte estive pescano dunque dal quel fantasmagorico e imprevedibile catalogo di console disponibili esclusivamente all’interno dei confini della Repubblica Popolare Cinese. Come il Revo k101, che nasce come rip off del Gameboy Advance, nonostante la forma differente, e consente di giocare a una vagonata di classici Nintendo, per quanto sulla legalità dell’operazione sia difficile esprimersi. Prodotto licenziato e ufficiale è invece il Nintendo 64 iQue, la soluzione cinese al ban delle console in vigore fino a pochi anni fa. In sostanza, iQue è semplicemente un pad con un’uscita video che consente di giocare i titoli N64 precaricati all’interno, progettato per aggirare in ogni minimo dettaglio i vincoli legali che ne avrebbero dovuto impedire l’esistenza. La medaglia al collo del vero turista fai da te.  

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